Londra. 300 anni di Te’

LONDRA. 300 ANNI DI TE’

http://turismo.stile.it

Sono 300 anni che la Londra dell’“afternoon tea” ruota attorno alla parola magica “Twinings”. Immancabile la sosta allo storico negozio Strand con le sue 200 miscele e la visita alla mostra che riunisce le opere della famosa artista botanica Elisabeth Twinings. Degustazioni di tè incluse.

Quest’anno Londra celebra uno degli anniversari forse più rappresentativi, che va a toccare una tradizione profondamente radicata nel costume nazionale. E’ il rito del tè, quel momento di relax conviviale inaugurato dalla regina Vittoria nel 1838 nei salotti di Buckingham Palace il giorno della sua incoronazione. Sinonimo di tè, non solo inglese, è Twinings, marchio di un’azienda che proprio nel 2006 festeggia i suoi primi 300 anni con alle spalle quasi 200 miscele distribuite in 115 paesi.

Tutto inizia nel 1706 quando Thomas Twinings (1675-1741) inizia a vendere tè alla ricca clientela londinese nei locali che ha acquistato nello Strand, dove tutt’ora si trova l’unico shop dell’azienda. Fu questo il primo negozio di tè al mondo (allora noto come “Golden Lion”) e il primo passo della creazione del fenomeno-Twinings, da 170 anni fornitore ufficiale della Casa Reale inglese.

In occasione di questo evento, sono state riunite per la prima volta in una sede unica le opere di Elizabeth Twinings (1805-1889), pronipote di Thomas e famosa artista botanica. La mostra dal titolo “Twinings in Twickenham” sarà ospitata fino al 27 agosto presso la Orleans House Gallery. Sempre per l’occasione, è stata creata una miscela del tutto originale, in edizione limitata, che mette insieme alcuni dei migliori tipi di tè: dalla valle Assam, nel Nord Est dell’India, un tè di tipo tradizionale e brillante con un ricco sapore di malto; dal Kenya una rara foglia di tè e dallo Sri Lanka un tè rinomato per l’intensità del proprio sapore.

Una tappa imperdibile per un viaggio nella storia del tè inglese è quella allo storico The Strand (nella foto) il primo negozio di tè della storia e, oggi, l’unico dove si può trovare l’intera gamma dei prodotti, quasi 200 miscele: dalle più classiche come l’Earl Grey e l’English Breakfast alle più innovative e recenti come i tè aromatizzati alla frutta o i tè verdi. Il negozio è aperto, dal lunedì al venerdì, dalle 9.30 alle 16.30. All’esterno del negozio troneggia ancora la vecchia insegna di Twinings con il leone d’oro in compagnia di uomini dai costumi cinesi, simbolo delle origini asiatiche del tè.

Informazioni
“Twinings in Twickenham”
Orleans House Gallery
Riverside, Twickenham
Tel: 0044 020 8831 6000
The Strand
216 The Strand
Londra
Visit Britain
Corso Magenta 32
Milano
Tel: 02/8808151
www.visitbritain.it
 

E la Tate Modern diventa una piramide di vetro

Una “piramide” di blocchi di vetro
E la Tate Modern diventa gigante

http://repubblica.it
I lavori, per 400 milioni di euro, inizieranno nel 2008
Livingstone: “Una delle avventure di maggior successo della capitale”
LONDRA - Una spettacolare piramide di cristallo, dai contorni asimmetrici, per ampliare del 60% lo spazio del museo di arte contemporanea più visitato del mondo. Ecco l’idea che rivoluzionerà la Tate Modern di Londra, un progetto architettonico valutato 400 milioni di euro. “Abbiamo preso questa decisione, in primo luogo perché la Tate Modern fu pensata, in origine per accogliere un milione e 800 mila visitatori l’anno, e invece ne accoglie 4 milioni - spiega il direttore del Tate Group, Nicholas Serota, durante la presentazione del progetto - e poi perché ormai, nelle sale, c’è gente che guarda altra gente, che guarda altra gente che sta guardando un’opera d’arte. E questo non è ammissibile”.

Il progetto è firmato dagli architetti svizzeri Herzog e de Meuron (già autori dello Stadio Olimpico di Pechino e del Museo di Belle Arti di San Francisco), gli stessi che hanno trasformato (vincendo il Premio Pritzker per l’architettura) la centrale elettrica del Bankside nel museo meraviglia di oggi, sulle rive del Tamigi, di fronte alla St. Paul Cathedral. Il nuovo edificio, che sarà terminato in tempo per i giochi olimpici del 2012, sarà creato nella parte sud del museo. L’estensione comprenderà una serie di strutture costruite in vetro, e sarà finanziata con fondi privati ma con l’assistenza del governo. Il sindaco di Londra Ken Livingstone ha confermato che il progetto riceverà circa 10 milioni di euro dal gruppo London Development Agency.

“La Tate Modern rappresenta una delle avventure più di successo della capitale. Ha una delle collezioni d’arte contemporanea più importanti del mondo, a disposizione sia dei londinesi che dei turisti”, ha detto Livingstone, che si è detto “felice” perché “il nuovo progetto permetterà alla Tate di ampliare il numero di ingressi e i programmi di studio, e giocherà un ruolo centrale nel programma di rigenerazione urbanistica della zona circostante”.

Al contrario della celebre piramide del Louvre, l’edificio progettato per la Tate Gallery non è una piramide nel senso classico del termine, piuttosto una successione di blocchi rettangolari che ospiteranno diverse gallerie. “Una piramide ambigua, ambivalente, che può dare luogo a diverse interpretazioni” ha detto uno degli architetti, Jacques Herzog. L’edificio sarà di undici piani, e aggiungerà al museo 7000 nuovi metri quadrati, nei quali verranno creati spazi espositivi, per le attività educative e una terrazza, al livello superiore, con vista su Londra. I lavori inizieranno nel 2008.

GB, il manifesto antifederalista di David Cameron

Gran Bretagna - Il manifesto antifederalista di David Cameron
http://quadranteuropa.it

di Marco Zaganella
Alternativo al Ppe. È il Movimento per la riforma europea annunciato da David Cameron. Che lancia così la sua sfida alla Cdu per l’egemonia sui partiti moderati dell’Europa orientale
Rimandato di tre anni. Ma nascerà. È il nuovo schieramento che nel Parlamento europeo dovrebbe rappresentare un’alternativa “antifederalista” al Partito popolare europeo. Nel corso dell’ultima campagna elettorale per il rinnovo dei governi locali, il leader dei tories inglesi, David Cameron, ne aveva annunciato l’istituzione già per questo mese di luglio. Ma il suo principale partner nel progetto, il Partito democratico-civico della Repubblica ceca (Ods), si è trovato impegnato in un giro di complicatissime consultazioni per formare il nuovo governo del Paese e ha deciso di non aggiungere al calderone un altro tema particolarmente delicato. Il nuovo raggruppamento, che si chiamerà Movimento per la riforma europea, nascerà quindi in occasione delle prossime elezioni europee, programmate per il 2009.
“It’s not good enough and it’s got to change”
Gli orientamenti politici del Movimento per la riforma europea sono stati delineati da Cameron al termine di un incontro avuto il 13 luglio a Londra con il leader di Ods, Mirek Topolanek. Nell’occasione Cameron ha detto di condividere con il Ppe l’inclinazione alla deregolamentazione e al libero mercato, ma non la visione generale sullo sviluppo futuro dell’Unione europea. Questo elemento giustificherebbe la formazione di uno schieramento alternativo al Partito popolare, in grado di collaborare con quest’ultimo come un “vicino amico”, ma libero anche di adottare posizioni politiche diverse. Nel discorso pronunciato il 13 luglio, Cameron ha infatti criticato l’insufficienza di alcune politiche comunitarie - anche per responsabilità di partiti appartenenti al Ppe - delineando al tempo stesso i contorni di uno schieramento moderato, ambientalista e totalmente a favore del libero mercato.
Il primo “it’s not good enough and it’s got to change” pronunciato da Cameron, riguarda il mancato rispetto degli accordi di Kyoto. In questo campo l’obiettivo generale prevede di ridurre dell’8% entro il 2012 le emissioni nell’atmosfera di sostanze inquinanti, mentre attualmente i Paesi europei registrano in media un calo inferiore all’1%. Il secondo rimprovero all’Europa è invece figlio del “conservatorismo compassionevole”  - ovvero attento ai bisogni dei più svantaggiati - teorizzato da Cameron e verte sulla promessa non mantenuta di aiutare i Paesi in via di sviluppo, in particolare quelli africani, a uscire dalla loro condizione di povertà. Le altre critiche mosse dal leader dei tories hanno ripreso motivi recentemente sollevati anche dall’attuale premier britannico, Tony Blair, come la necessità di riformare la Politica agricola comune (Pac) e di scegliere una sola sede per il Parlamento europeo.

 

“Antifederalismo non significa euroscetticismo”
Nel discorso di Cameron il riferimento all’antifederalismo del movimento per la riforma europea rimane tra le righe. A esplicitarlo ha contribuito l’eurodeputato dell’Ods, Jan Zahradil. In un’intervista rilasciata a Radio Praha. Zaharadil ha affermato che il nuovo schieramento sarà favorevole a ulteriori allargamenti dell’Unione e a una maggiore decentralizzazione. Rifiutando l’etichetta di euroscettico per questo raggruppamento, ha poi attaccato quei politici che si ritengono gli unici difensori dell’integrazione europea. Secondo l’eurodeputato ceco, anche il Movimento per la riforma europea sarà un convinto sostenitore della necessità di promuovere l’integrazione tra i Paesi del Vecchio continente, ma “esistono diverse strategie per il futuro dell’Europa, alternative rispetto a quello federalista.”
Sfida alla Cdu in Europa orientale

Se è vero che il Movimento per la riforma europea nascerà solo nel 2009, c’è però da attendersi che sarà possibile registrare gli effetti del suo annuncio già nel breve termine. Esprimendo la volontà di distaccarsi dal Ppe e costituire uno schieramento da loro stessi guidato, i tories si presentano infatti come un polo d’attrazione alternativo rispetto ai cristiano-democratici tedeschi per tutti i partiti moderati dell’Europa orientale, che generalmente guardano con sospetto alle idee federaliste. L’Ods in Repubblica ceca è solo il primo di una serie di partner che potrebbero presto giungere da altri Paesi, a cominciare dalla Polonia. Una sfida in più per la Germania della Merkel, che sin dall’inizio del suo governo si è proposta come punto di riferimento per i nuovi Paesi membri. E non solo, come dimostra la volontà di elaborare una nuova politica di prossimità, che possa favorire l’adesione nell’Ue di Ucraina, Bielorussia, Armenia, Azerbaijan e Georgia.
 

 

Calcio: Inghilterra, rubati trofei a Wayne Rooney

Calcio: Inghilterra, rubati trofei a Wayne Rooney
(ANSA) - LONDRA- Brutta disavventura per il calciatore del Manchester United Wayne Rooney cui i ladri hanno rubato alcuni trofei. Secondo quanto riportano alcuni giornali britannici, ignoti si sarebbero introdotti nella casa di Liverpool, di proprieta’ dei genitori del giovane bomber, e hanno trafugato alcuni trofei. A Rooney sarebbero stati rubati, fra gli altri, il trofeo assegnatogli come miglior personaggio dell’anno e quello che viene consegnato dalla Bbc al miglior calciatore.
 

Jagger, fra ex moglie e fidanzata £ 8 millioni in abitazioni

Jagger, fra ex moglie e fidanzata
8 milioni di sterline in abitazioni

http://repubblica.it

LONDRA - Una moglie, si sa, costa cara. Ma quando si parla di uno sciupafemmine come Mick Jagger, che da oltre quarant’anni colleziona mogli, fidanzate e flirt, la cifra da spendere può diventare spropositata. In questo caso, 8.2 milioni di sterline, cioè la somma sborsata dal leader dei Rolling Stones per avere un po’ di tranquillità e accontentare le due donne importanti della sua vita: l’ex moglie Jerry Hall e l’attuale compagna L’Wren Scott.

Sir Jagger (che un paio di settimane fa ha trionfato a Milano con l’unica tappa italiana del Bigger Bang Tour) ha infatti acquistato per 6 milioni di sterline una casa nel quartiere londinese di Chelsea, in cui vivere con la compagna Scott. In questo modo non dovrà più pagare centinaia di migliaia di sterline per l’affitto annuale dell’appartamento al Claridge’s Hotel a Mayfair, la sua base londinese negli ultimi tre anni.

Una spesa degna di una star, si potrebbe dire, se contemporaneamente Jagger non avesse anche comprato per 2.2 milioni di sterline una proprietà sulla Pelican Beach di Mustique, nei Caraibi. Quest’ultima perla immobiliare sarebbe per l’ex moglie, da sempre amante delle isole caraibiche dove ha continuato a trascorrere le vacanze anche dopo il divorzio da Jagger nel 1999.

Secondo gli amici più stretti della rockstar il sessantaduenne Mick sta cercando, con questi acquisti di compiacere sia L’Wren Scott, sia Jerry Hall, madre di quattro dei suoi figli, con la quale continua ad avere un ottimo rapporto e alla quale desidera garantire lo stesso livello di vita lussuosa di quando erano spostati. D’altro canto non si può sottovalutare la gelosia dell’attuale compagna L’Wren nei confronti dei doni del munifico Mick. Pare infatti che la modella texana (ben più giovane e ben più alta di lui) non veda l’ora di recarsi a Pelican Beach insieme a Mick, ovviamente con Jerry presente sull’isola.

Oltre alla casa di Chelsea, Mick ha un’altro appartamento a Londra e a Surrey, dei piccoli appartamenti a Richmond e un castello nel Sud della Francia. Ma non c’è da preoccuparsi: il capitale di Sir Jagger non rischia di essere scalfito, visto che ammonta a 200 milioni di sterline e, considerando gli incassi dell’ultimo tour, sembra destinato a moltiplicarsi.

 

Londra: una GMG cattolica nel cuore pulsante della citta’

Londra: una GMG cattolica nel cuore pulsante della città

di Stefano Caredda

http://korazym.org

 

  “Spirit in the City”: le parrocchie del West End organizzano quattro giorni di preghiera, adorazione, evangelizzazione di strada e condivisione. Giovani cattolici fra Soho e Piccadilly per testimoniare la propria fede. Con consapevolezza.   

  LONDRA - Una sorta di Giornata Mondiale della Gioventù nel centro di Londra. Quattro giorni di appuntamenti nelle chiese, nelle piazze e nelle vie della capitale britannica, animate dai giovani cattolici delle quattro parrocchie cattoliche del West End, il cuore pulsante di Londra. A Soho e Covent Garden, fra gli uffici e i turisti, nei luoghi solitamente dedicati al divertimento e allo shopping, con negozi, ristoranti, teatri, pub, droga e sesso, vanno in scena il suono delle chitarre e l’ondata di magliette bianche con il logo di questa iniziativa: “Spirit in the City”. 
 
Tutta la Londra cattolica, in verità, durante il week-end si è mobilitata. Nelle giornate fresche e ventilate comprese fra giovedì 13 e domenica 16 luglio, quattro giorni dedicati dall’intera diocesi ad iniziative di testimonianza ed evangelizzazione, sulla scia di un invito del cardinale Cormac Murphy-O’Connor, che di Westminster è arcivescovo: “Open the Doors”. Ad aprire le porte i parroci del centro città, che fanno bene il loro mestiere, sono abituati (lo abbiamo evidenziato in occasione dell’EuroPride svoltosi lo scorso 1 luglio): per non smentirsi, stavolta aprono le porte non solo per aspettare che qualcuno entri, ma anche per uscire e andare a cantare, a pregare, a parlare direttamente in strada o in piazza. Se evangelizzazione deve essere, che lo sia davvero.

Ad unire le forze, come detto, sono quattro parrocchie, disposte a raggiera fra Soho, Piccadilly e Covent Garden. C’è la parrocchia di Our Lady of the Assumption & St. Gregory, in Warwick Street, a due passi dal traffico di Piccadilly Circus; c’è quella del Corpus Christi in Maiden Lane, nella confusione di Covent Garden; c’è la French Church (Notre Dame de France) a Leicester Square, fra un cinema, un teatro e un ristorante spenna-turisti; e c’è infine St. Patrick’s in Soho Square, punto di partenza e di arrivo di ogni tour per il quartiere più conosciuto e multiforme di Londra. Ogni giorno almeno 250mila persone passano per questi luoghi: le quattro parrocchie mettono in piedi una staffetta e dal mezzogiorno di giovedì al tramonto della domenica è un fiorire di incontri e di iniziative.

Si comincia con quaranta ore di adorazione continua a St. Gregory, con catechesi, gruppi di discussione, momenti di socializzazione e di ristoro. Ci sono preghiere mattutine e meditazioni serali, cui fanno seguito tre processioni eucaristiche, a segnare il passaggio di consegne fra una parrocchia e l’altra.

Sono le ventidue di un affollato venerdì sera quando dal Corpus Christi a Maiden Lane cento giovani armati di chitarre, canti e volantini iniziano a percorrere le vie della città per giungere in Soho Square. Non è una novità assoluta: da queste parti è piuttosto frequente scorgere gruppi religiosi che viaggiano con strumenti musicali alla mano. Questi giovani cattolici però si distinguono per due cose: certamente per il loro considerevole numero, ma ancor più per il fatto che dietro di loro il parroco di St. Patrick’s avanza tenendo bene in vista un’ostia consacrata. “Oh, it’s catholic”, commentano due donne di mezza età davanti ad un bar.

Una squadra di sorridenti giovani distribuisce a destra e a sinistra, lungo il percorso, i volantini di Spirit in the City: è una piccola lezione di catechismo, perché si va subito al sodo e si ricorda a tutti il significato di quel pezzo di pane portato in processione. Se ha un senso essere cattolici nella terra della Chiesa anglicana, lo si trova proprio nella presenza reale di Dio in quel pezzo di pane: le parrocchie cattoliche e le pubblicazioni che in esse sono disponibili lo rammentano in continuazione.

Città multietnica e multiculturale per eccellenza, Londra risponde con ironia e con distacco, con vicinanza e con attenzione. “No, I’m a muslim”, risponde cortesemente un giovane musulmano al cattolico che gli porge il volantino. “I’m gay”, urla un altro poco più in là, come se l’essere omosessuale fosse una religione, e come se l’esserlo implicasse l’impossibilità di avere una fede religiosa. I turisti orientali guardano incuriositi, tanti ragazzotti alla settima pinta di birra semplicemente ignorano, altri si fanno due risate e scuotono il capo. Qualcuno si accoda, timidamente. La gran parte, per curiosità, accetta il volantino e lo legge: “Vediamo un po’ chi sono questi”, sembrano domandarsi. La polizia controlla il tutto: non ci sono motivi di preoccupazione. Quando si arriva a St. Patrick’s,  ecco l’adorazione notturna, fino oltre la mezzanotte.

Insomma, quello che non trovate a Roma, cuore del cattolicesimo (dove, per fare un esempio, l’appuntamento diocesano con l’adorazione eucaristica dei giovani in Sant’Agnese in Agone a piazza Navona è sospeso per ferie), potete trovarlo a Londra, cuore dell’anglicanesimo. Misteri… della fede.

Sabato è la giornata della missione di strada, e per tutto il pomeriggio a Soho Square è tempo di “Street Evangelisation”: band cristiane suonano sul palco allestito per l’occasione, mentre gli altri cercano un confronto e una discussione, una condivisione e uno scambio di opinioni. I risultati non possono essere resi con i numeri, ma certo sono positivi. Nel tardo pomeriggio, si celebra la messa, che alterna il latino dei momenti solenni alle chitarre elettriche dei canti giovanili, allegri e gioiosi. Dopo la cena comune, alle nove della sera è la volta della preghiera di Taizé: tornano le chitarre acustiche, resta alta l’intensità della partecipazione.

Una esperienza, quella di Spirit in the City, che si conclude domenica pomeriggio con uno spettacolo teatrale e un vero e proprio Happy Hour stile inglese, con musica, danze e drink. L’occasione più comune per conoscere e conoscersi meglio.

Ne viene fuori l’immagine di una chiesa cattolica viva, che in una terra di frontiera sa mantenere visibile la sua presenza e soprattutto sa concentrare la sua attenzione sull’essenzialità del messaggio cristiano e sulla peculiarità di quello cattolico. Non si parla di morale o di politica, non sono questi i primi argomenti che saltano all’occhio arrivando in un ambiente cattolico: tutto è invece rivolto ai principi basilari della fede, e in particolare al significato di quel “This is my body” (“Questo è il mio corpo”) che così spesso, anche nelle omelie, i sacerdoti sottolineano. I cattolici inglesi, insomma, sembrano essere ben consapevoli dei contenuti della loro fede. Forse lo sono più di quanto non lo siano i cattolici italiani.

 

Tiger Woods vince l’Open d’Inghilterra

Tiger Woods vince l’Open d’Inghilterra

http://corriere.com

HOYLAKE (Inghilterra) - Tiger Woods torna al successo vincendo per la seconda volta consecutiva l’Open di Gran Bretagna. Il golfista americano, numero uno del mondo, ha chiuso l’ultimo giro a 67 colpi (5 sotto il par). Il suo totale è di 270 (18 sotto il par). Secondo, a due lunghezze di distanza, l’americano di origine ita-liana Chris DiMarco.
Per Woods, considerato lo sportivo più pagato del mondo, si tratta della terza vittoria nel torneo inglese e dell’undicesima afferma-zione nel circuito dei Major. L’americano, che ha eguagliato il record di Walter Hagen, dopo la vittoria è scoppiato a piangere ricordando il padre recentemente scomparso.
Ora nel mirino ci sono i 18 titoli di Jack Nicklaus.
Terzultimo posto per Edoardo Molinari che, dopo i primi due giri a buon livello, ha chiuso con 295 colpi.
L’italiano, ormai in procinto di diventare professionista, è stato battuto dal norvegese Marius Thorp per il primato come miglior dilettante. Ma sembra già promettere bene.

Londra, procuratore del caso Lady Diana lascia: troppe pressioni

Londra, procuratore del caso Lady Diana lascia: troppe pressioni
    
 
LONDRA (Reuters) - L’inchiesta sulla morte della principessa Diana subirà probabilmente un rallentamento dopo che il procuratore della Corona si è dimesso, motivando la decisione con l’eccessivo carico di lavoro derivante dal suo principale impiego, quello di procuratore della contea di Surrey nel sud dell’Inghilterra, scrivono oggi i giornali.

L’inchiesta condotta da Michael Burgess su Diana, morta in un incidente stradale insieme al suo compagno Dodi al Fayed e all’autista nove anni fa, era iniziata nel 2004.

Burgess ha chiesto che una persona di esperienza prenda in mano il caso, secondo quanto riportato dai quotidiani oggi.

John Stevens, ex capo della Polizia metropolitana che ha guidato l’indagine sulle circostanze della morte di Diana, avrebbe dovuto inviare un rapporto a Burgess il mese prossimo.

Burgess aveva chiesto a Stevens di esaminare l’accusa secondo cui la morte di Diana non sarebbe stata un incidente.

Un’inchiesta francese nel 1999, che stabilì che lo schianto dell’auto su cui viaggiava Diana fu causato dallo stato di ebbrezza dell’autista e dall’alta velocità, non riuscì a far tacere le voci sull’esistenza di un complotto per uccidere Diana e Dodi.

Burgess aveva detto di volere un’inchiesta per mettere fine a queste speculazioni.

Nel giorno in cui questa iniziò nel gennaio 2004, alcuni articoli sostennero che Diana avesse scritto una lettera a suo ex-maggiordomo poco prima di morire, nella quale diceva di sospettare che Carlo stesse cercando di ucciderla.

“Questa particolare fase della mia vita è la più pericolosa”, dice la lettera, secondo gli stralci pubblicati dai medi britannici. “Mio marito sta pianificando ‘un incidente’ nella mia macchina, rottura dei freni e grave infortunio alla testa”.

Commentatori della casa Reale hanno detto che la lettera solleva dubbi sullo stato psicologico di Diana e riduce la credibilità di ogni accusa mossa a Carlo.

Il padre di Dodi, Mohamed al Fayed, proprietario degli esclusivi magazzini di Harrods a Londra, ha detto di credere che suo figlio e Diana furono uccisi dai servizi segreti perché la loro relazione imbarazzava la casa reale.
 

Londra. Veglia per de Menezes ucciso un anno fa dalla polizia che lo credeva un terrorista

Londra. Veglia per de Menezes ucciso un anno fa dalla polizia che lo credeva un terrorista

http://euronews.net 

Una veglia in memoria di Jean Charles de Menezes segna il primo anniversario dell’uccisione, a Londra, del ventisettenne brasiliano scambiato per un terrorista. Proprio lunedi’ scorso è stata conclusa l’inchiesta della magistratura, che ha stabilito non doversi procedere contro alcun ufficiale di polizia coinvolto nel tragico errore. Una decisione definita scandalosa dalla famiglia della vittima.

A rendere omaggio alla memoria di de Menezes anche i due fratelli di religione musulmana arrestati per terrorismo nel giugno scorso e poi rilasciati perché risultati estranei a qualsiasi attività illegale. La veglia si è svolta vicino alla stazione della metropolitana di Stockwell, dove l’elettricista brasiliano fu freddato da sette colpi di pistola alla testa. All’epoca dei fatti, Londra aveva subito da poco gli attacchi terroristici ai mezzi di trasporto pubblico. I poliziotti credettero di riconoscere in de Menezes un sospetto.
 
 

Gattuso sex symbol in Gran Bretagna

Gattuso sex symbol in Gran Bretagna

Sondaggio e intervista su ‘Vanity Fair”

http://raisport.rai.it

 

Io sex symbol dei Mondiali? Ma dai! E chi lo dice?”. Gennaro Gattuso bello come David Beckham, anzi di piu’. A dirlo sono le donne inglesi.Un recente sondaggio ha eletto il centrocampista azzurro mister Germania 2006. Lui pero’ ci scherza sopra e in un’intervista a ‘Vanity Fair’ confessa un problema non da poco. “Ne sono contento - ha detto - chi s’inc… e’ mia moglie Monica, che e’ gelosissima. Lei e’ mezza scozzese. Si vede che un po’ alle donne nate da quelle parti piaccio sul serio”.

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