Irlanda del Nord: ecco il piano Blair-Ahern

Irlanda del Nord: ecco il piano Blair-Ahern

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I primi ministri britannico ed irlandese, Tony Blair e Bertie Ahern, hanno presentato il piano per la formazione di un nuovo governo biconfessionale nell’Irlanda del Nord, come previsto dagli accordi del Venerdì Santo firmati nel 1998.

La presentazione del piano arriva come preannunciato al termine della tre giorni di colloqui fra i partiti nordirlandesi che non hanno portato ad un accordo definitivo fra le due formazioni maggioritarie, i protestanti del Dup e i cattolici dello Sinn Fein. I due Primi ministri hanno dato tempo un mese alle parti perch‚ accettino il progetto: in caso di rifiuto, lo stallo politico in atto da quattro anni verrà risolto nel senso di rinviare sine die la formazione di un esecutivo e mantenendo sulla provincia l’autorità esercitata direttamente da Londra. “Credo che questa possa essere la base per fare dei progressi: è molto difficile, occorre superare delle posizioni rimaste immutate per molti anni”, ha spiegato Blair nella conferenza stampa congiunta tenuta insieme ad Ahern, il quale ha aggiunto: “Abbiamo gli elementi par dare soluzione a tutte le questioni, non è un documento che possa soddisfare completamente entrambe le parti ma rappersenta un accordo bilanciato e praticabile”. Il piano prevede una serie di misure conciliatorie che dovranno essere prese alternativamente da cattolici e protestanti: ad aprire le danze è stato chiamato lo Sinn Fein, il cui Comitato direttivo dovrà rinunciare alla sua oppiosizione alla polizia dell’Ulster, considerata strumento nelle mani della parte protestante anche dopo la recente riforma. Il Dup dovrà in cambio procedere senza ulteriori esitazioni a nominare il suo leader Ian Paisley come uno dei due dirigenti del nuovo governo biconfessionale; questi ha tuttavia commentato a caldo che occorre lavorare ancora a lungo per affrontare le numerose questioni irrisolte e che “sono i fatti a contare, e non le scadenze”; Gerry Adams, leader dello Sinn Fein, ha da parte sua commentato che il piano richiede “un’attenta considerazione”. Ma la scadenza esiste: se entro il 24 novembre l’accordo non ci sarà, il Parlamento nordirlandese verrà sciolto, i deputati verranno dichiarati decaduti e il loro stipendio sospeso. Se invece tutto dovesse andare bene verrà preparato un testo legislativo che permetterà di procedere alla nomina formale dell’esecutivo entro il 14 marzo e all’assunzione dei poteri il successivo 26 marzo.

GB: incremento della prostituzione tra le studentesse

GB: incremento della prostituzione tra le studentesse

http://terrelibere.it

Dalle pagine del Sunday Times rimbalza la notizia di uno studio condotto da alcuni ricercatori della Kingston University, nel sud est di Londra, circa la prostituzione tra le studentesse universitarie. 
Stando all’indagine, poichè le tasse universitarie costano caro – e questo è un dato di fatto - per arrotondare e mantenersi agli studi alcune studentesse si darebbero alla prostituzione o ad altri “lavoretti” nell’industria del sesso.

Il Dr Ron Roberts, psicologo, uno degli autori della ricerca, rivela che l’incremento della prostituzione tra le studentesse è stato del 50 per cento negli ultimi sei anni.

La ricerca (che sembra grossolana come un test da rivista patinata) si sarebbe svolta intervistando 130 ragazzi. Un intervistato su dieci avrebbe affermato di conoscere studentesse che hanno lavorato, seppur occasionalmente, in locali di lap dance, strip, o saloni di massaggi di dubbia fama.

l sei per cento degli intervistati riferisce poi di conoscere personalmente colleghe studentesse che si prostituiscono con regolarità (e se paradossalmente conoscessero tutti la stessa persona??)

Se dal 1998 ad oggi le tasse universitarie sono passate dalle mille alle tremila sterline (circa cinquemila euro), parallelamente, si evince dalla ricerca, è aumentata la partecipazione di studentesse all’industria del sesso.

I ricercatori riferiscono inoltre che, mentre le ragazze che si prostituiscono lo fanno puramente per guadagnare soldi, le colleghe lap-dancer, o dedite ad attività più “soft”, sarebbero spesso interessate da problemi mentali e di alcool.

Sophie riferisce di lavorare in un’agenzia di “accompagnatrici” dal 1999. In quel periodo guadagnava anche duemila sterline per notte, e con quei soldi si è pagata un master e ora sta finendo un dottorato.

“All’agenzia – riferisce la ragazza- avevamo i nostri libri e i nostri computer. Studiavamo di notte e ogni tanto chiudevamo i libri per accompagnare i clienti. Ora però -prosegue - la concorrenza delle ragazze dell’Est Europa si fa sentire e i guadagni sono diminuiti, mentre le tasse universitarie continuano ad aumentare.”

I ricercatori avrebbero sottolineato sia alle autorità che si occupano del welfare, sia a quelle che si occupano della formazione, che il continuo aumento dei costi dello studio costringe sempre più persone alla prostituzione.

La proporzionalità tra l’incremento del costo per lo studio e quello della prostituzione ha l’aria di una semplificazione, che però fa notizia e incuriosisce.

La stessa Sophie riferisce come “anziché lavorare in un McDonald’s, o come commessa, per 8 sterline l’ora, alle volte è più facile lavorare in quest’industria; fare soldi velocemente, pagare l’affitto, le tasse, e aver tempo per i tuoi studi”.

Trita ormai la questione su chi lo faccia per necessità e chi lo faccia per scelta –più o meno libera-.

Certo è che senza andare tanto lontano anche nei nostri atenei ci sono studenti e studentesse che prediligono un guadagno veloce, anziché girare hamburger in un fast food, o rispondere ai clienti iracondi di qualche call-center, magari con un contratto da “lavoratore somministrato”.

“Le studentesse sono persone adulte e responsabili”, ha detto un portavoce delle Universities UK intervistato dai ricercatori. “Se è vero che le tasse sono alte, è anche vero che gli studenti possono impegnarsi a pagarle una volta conseguita la laurea e trovato un lavoro, e che le istituzioni aiutano gli studenti in difficoltà”, ha concluso il portavoce.

Regno Unito: Equality Act, rimandato al 2007

Regno Unito: Equality Act, rimandato al 2007

http://gay.it

Slitta le legge sull’uguaglianza tra le persone e viene al pettine il nodo tra il credo religioso e l’operato dei politici. I Liberal-Democratici chiedono le dimissioni della Ministra Ruth Kelly   

LONDRA – Spaccatura all’interno del Consiglio dei Ministri del governo guidato da Tony Blair sui continui ritardi che sta subendo il progetto di legge sull’Uguaglianza tra i cittadini (Equality Act), che tutelerebbe anche meglio le persone omosessuali da discriminazioni. Nell’occhio del ciclone ancora una volta Ruth Kelly, la ministra facente parte dell’Opus Dei e che dal maggio scorso è Segretario di Stato per le comunità e i governi locali, nonché Ministro per le donne e l’uguaglianza. La normativa allo studio ha lo scopo di rendere illegali discriminazioni in termini di fornitura di servizi e beni alla comunità GLBT (gay, lesbiche, bisessuali e transgender) e sul lavoro. La nuova legge era prevista per questo mese ma adesso tutto è rimandato all’aprile del prossimo anno e c’è chi teme che proteste e pressioni da parte di gruppi cristiani possano essere alla base del ritardo. Secondo il quotidiano The Observer il Primo Ministro britannico e la ministra competente in materia avrebbero in mente modifiche per far sì che fossero introdotte eccezioni per avere categorie “esentate” dagli obblighi previsti nella legge. Il mese scorso la Christian Peoples’ Alliance (l’Alleanza delle Persone Cristiane) aveva chiesto al governo di inserire una “clausola di coscienza”, spiegando che le nuove norme potrebbero spingere dei cristiani devoti a infrangere le norme in materia di fornitura di servizi (affitto di camere e aule per convegni in alberghi e strutture ricettive, procedure da parte di agenzie che si occupano di adozioni, comportamenti di scuole cattoliche, eccetera) a coloro che conducono una vita che è contraria ai loro principi religiosi. In una lettera aperta pubblicata sul Daily Telegraph la scorsa settimana la Christian Lawyers’ Fellowship (Compagnia dei consulenti legali cristiani) ha affermato che “l’attuale proposta di legge infrangerebbe i diritti di Cristiani e Ebrei di agire in osservanza dell’insegnamento della loro dottrina.”

Dal momento che gli aderenti all’ Opus Dei sono chiamati “a rendere presente il Vangelo in tutte le attività” e a diffondere ovunque una viva consapevolezza all’apostolato “in particolar modo nell’esercizio del lavoro professionale” la loro presenza in ambito politico pone degli interrogativi in chi ha in mente uno Stato democratico laico nel quale religione e politica siano ben distinte e separate. La prospettiva di avallare comportamenti discriminatori quando fondati su credo religioso ha fatto infuriare il Segretario all’educazione Alan Johnson che poche settimane fa ha scritto a Kelly per dirle che su certe questioni i pari diritti non dovrebbero mai venire annacquati. I Liberal-Democratici chiedono adesso apertamente le dimissioni della ministra targata Opus Dei e la loro portavoce sui temi dell’uguaglianza, Lorely Burt, ha dichiarato che «abbiamo sempre temuto che le credenze personali di Ruth Kelly non la rendessero la persona più adatta di occuparsi dei diritti dei gay. Sfortunatamente queste paure sono diventate realtà, per cui dovrebbe dimettersi.» È pienamente d’accordo anche George Broadhead, segretario della GALHA, l’associazione di gay e lesbiche umanisti, che ha detto che da quanto la signora Kelly è stata eletta «c’è sempre stato il sospetto che non si sarebbe comportata in modo equo in riguardo alle persone GLBT» per via del conflitto tra la sua appartenenza all’Opus Dei e le sue responsabilità per promuovere l’uguaglianza di tutte le persone. «Questi ultimi eventi indicano che la sua fedeltà all’Opus Dei è ormai prioritaria», ha concluso Broadhead. Dal Dipartimento delle comunità e dei governi locali (DCLG) gettano acqua sul fuoco, dicendo di essere impegnati sul progetto e che il ritardo è dovuto solo al grande numero di consultazioni richiesto (oltre tremila) su questo un tema che hanno definito “complesso”. 

USBCell: Nel Regno Unito la batteria si ricarica con la connessione USB

USBCell: Nel Regno Unito la batteria si ricarica con la connessione USB

http://megalab.it

Basta estrerre il plug e la batteria è pronta per essere ricaricata mediante qualsiasi connessione USB. La fine del vecchio caricabatterie è davvero così vicina?

Un’azienda di nome Moixa Energy ha lanciato nei giorni scorsi un prodotto quantomeno curioso. Si tratta di una linea di batterie nei formati tradizionali (stilo, 9 volt e per cellulari), ma con una peculiarità: sono in grado di ricaricarsi via USB. 

Gli accumulatori funzionano proprio come al solito, ma sono dotate di un connettore USB integrato e ripiegabile che, una volta estratto, permette appunto la ricarica del potenziale elettrico mediante la diffusissima interfaccia di connessione.

Quale possa essere la reale utilità di questa invenzione è ancora tutto da vedere (nonostante i grandi proclami apparsi sul sito del prodotto), considerata anche la notevole differenza di prezzo rispetto alle batterie ricaricabili mediante la normale presa elettrica: una coppia di batterie stilo, ad esempio, viene venduta a 13 sterline inglesi (poco più di 19 euro al cambio attuale), spese di spedizione escluse.

Ad ogni modo, USBCell alla data attuale è disponibile solo all’interno del Regno Unito, anche se la commercializzazione nel resto del mondo è prevista per i prossimi mesi.

Il PC piu’ veloce del Regno Unito? MacPro!

Il PC piu’ veloce del Regno Unito? MacPro!

di Fabrizio Frattini

http://macitynet.it

ll titolo assegnato alla rivista PC Pro.

“Apple e Intel insieme sanno come costruire computer potenti”, dice il magazine britannico.
Il MacPro è il computer più veloce del Regno Unito. Ad assegnare la corona alla macchina professionale di Apple è l’edizione locale di Pc Pro.

“I due processori a nucleo multiplo * dice la rivista * sono favolosamente veloci per compiti intensivi per la CPU nel momento in cui le applicazioni sono in grado di usare tutti e quattro i nuclei”. Il test, che sarà pubblicato interamente sulla rivista in edicola in Gran Bretagna il 19 ottobre, si svolto usando Windows con risultati sorprendenti: il MacPro si è rivelato di circa tre volte più veloce di un Pentium-D, il sistema di riferimento usato da Pc Pro.

“Il risultato * dice l’articolo di presentazione * dimostra, in termini di prestazioni pure, la qualità dei nuovi processori Intel l’abilità di Apple di costruire intorno ad essi un sistema adeguato”

Regno Unito: la Fiat richiama 13 mila auto

Regno Unito: la Fiat richiama 13 mila auto

http://finanzablog.it

Piccoli incidenti di percorso per la Grande Punto sotto il Big Ben: sono 13 mila le vetture che devono essere richiamate dalla Fiat per una correzione all’abitacolo. Non si tratta di un ritiro dal mercato, spiega l’azienda, che avviene per faccende più gravi e in accordo col Ministero dei trasporti. Qui si tratta di un caso minore.

Il problema dipende dall’adattamento dei veicoli alla guida inglese, che prevede il conducente sul lato destro. In sostanza sulle auto, così come sono state prodotte, c’è la possibilità che il guidatore batta la gamba su un punto non coperto da una mascherina di protezione. Perciò la compagnia sta richiamando i clienti per correggere il problema.

I costi dell’operazione, secondo Fiat, sono “trascurabili”: si tratta di applicare un componente dal costo “irrisorio” e non sono necessarie convenzioni esterne per sbrigare il lavoro. La compagnia può fare affidamento alla propria rete di assistenza oltre la Manica.

In effetti il problema non sembra aver influito sul titolo, qualche centesimo sotto la parità in parallelo con un mercato sostanzialmente fermo.

Lavoro nel Regno Unito: Regione Piemonte nel Regno Unito con il progetto Leonardo

Lavoro nel Regno Unito: Regione Piemonte nel Regno Unito con il Progetto Leonardo

http://grandain.com

Enaip ha presentato a Torino i nuovi bandi per giovani dai 18 ai 35 anni

Regione Piemonte - Muoversi in Europa per studiare, formarsi, lavorare. Enaip Piemonte ha presentato nei giorni scorsi, a Torino, presso la struttura regionale di Piazza Muzio Scevola, i nuovi bandi del Progetto Leonardo- Euromobility, rivolti a giovani lavoratori e neolaureati con età compresa tra 18 e 35 anni.

L’occasione è stata fornita dall’aperitivo informativo, momento di incontro e informazione reso possibile dalla rete Eures (la rete europea dei servizi pubblici per l’impiego) di Regione Piemonte e Provincia di Torino, con il patrocinio della Rappresentanza in Italia della Commissione europea.

Il primo bando prevede l’assegnazione di 6 tirocini di 4 mesi in Spagna, a Siviglia, da gennaio ad aprile 2007: 4 settimane di formazione linguistica (spagnolo) e 12 settimane di tirocinio in azienda.

Il secondo prevede l’assegnazione di 5 tirocini di 4 mesi, nel Regno Unito, a Loughborough, nel Leicestershire, da gennaio ad aprile 2007: 4 settimane di formazione linguistica (inglese) e 12 settimane di tirocinio in azienda.

Chi volesse partecipare deve contattare la sede regionale di Enaip Piemonte, corso Svizzera 165, tel. 011.5199800, dal lunedì al venerdì, dalle 9 alle 12.30 e dalle 14 alle 16.30

In arrivo dal Regno Unito il nuovo Peter Pan

In arrivo dal Regno Unito il nuovo Peter Pan

L’idea di dare un seguito al racconto di J. M. Barrie è venuta all’ospedale ‘Great Ormond Street’, cui lo scrittore aveva ceduto i diritti d’autore in favore dell’assistenza ai bambini malati
(Adnkronos/Ign) - I Bimbi Sperduti sono diventati rispettabili Signori un po’ annoiati ma continuano a sognare Peter Pan, il bimbo che non cresce mai, che ora vive in una Neverland circondata da acque inquinate. Ma dopo 102 anni, all’improvviso, il loro eroe torna a volare verso nuove avventure.

S’intitola ‘Peter Pan in Scarlet’ (in italiano sarà probabilmente tradotto con ‘L’abito rosso di Peter Pan’) il seguito ufficiale del racconto di James Matthew Barrie che ha per protagonisti il ragazzino che non vuol crescere, Wendy e i suoi fratellini, la fata Campanellino e il terribile Capitan Uncino. Il libro, pubblicato dalla Oxford University Press, è arrivato ieri ufficialmente nelle librerie della Gran Bretagna e in un’altra trentina di Paesi, con una prima tiratura di 500 mila copie. L’autrice scelta per scrivere il seguito del classico di Barrie, uscito per la prima volta nel 1904, è la scrittrice inglese Geraldine McCaughrean, nota per numerosi riconoscimenti nell’ambito della narrativa per l’infanzia.

L’idea di prolungare l’opera di Barrie è venuta all’ospedale ‘Great Ormond Street’ di Londra, cui lo scrittore nel 1929 aveva ceduto tutti i diritti d’autore in favore dell’assistenza ai bambini malati. Diritti che sarebbero scaduti nel 2007, 70 anni dopo la morte di Barrie: l’ospedale londinese si è dunque affrettato a dare alla luce un seguito del libro. La scelta di Geraldine McCaughrean, 54 anni, è arrivata al termine di una selezione di più di 200 autori, ognuno dei quali aveva sottoposto all’esame di una giuria una sintesi e un capitolo del libro che avrebbe voluto scrivere.

‘Peter Pan in Scarlet’ vede di nuovo all’opera il ragazzino prodigio nell’isola che non c’è. Siamo nel 1926, vent’anni dopo il ritorno di Wendy e dei fratellini nel mondo reale. Peter si ostina nella sua decisione di non voler diventare adulto, mentre la ragazzina e gli altri bambini sono diventati grandi, anche se continuano a essere attratti dai sogni che raccontano di pirati e sirene, navi da guerra e coccodrilli. Wendy è una madre di famiglia, nonché sedicente poetessa e cripto-femminista, mentre il cane-balia, Nana, è morto (ma ha lasciato diversi eredi). Il gruppetto ormai attempato torna all’infanzia con l’aiuto di una nuova fatina (Campanellino, nel frattempo, è scomparsa) e arriva magicamente a Neverland, che però appare inquinata, autunnale, mesta, con Peter Pan che geme: ‘’Sto morendo di noia'’.

GB: polemica sull’uso del Minociclina nel trattamento contro l’acne

GB: polemica sull’uso del Minociclina nel trattamento contro l’acne

http://xagenasalute.it  

Un articolo del giornale inglese The Guardian ha evidenziato come la prescrizione dell’antibiotico Minociclina per l’acne sia 3 volte più costosa rispetto a trattamenti alternativi e, inoltre, sia associata a gravi eventi avversi.

L’articolo si basa sulla revisione compiuta dal The Drug and Therapeutics Bulletin ( DTB ).

Alternative, meno costose, alla Minociclina sono rappresentate da Doxiciclina, Oxitetraciclina, Limeciclina, e Tetraciclina.

I medici prescrivono in modo routinario la Minociclina convinti che sia più efficace, più facile da assumere ed induca meno farmacoresistenza rispetto ad altri antibiotici.

Tuttavia, secondo DTB esistono altri farmaci efficaci quanto la Minociclina, senza i gravi effetti indesiderati di quest’ultima.

La Minociclina può causare pigmentazione talvolta irreversibile e l’insorgenza di lupus eritematoso sistemico.

Regno Unito: la pubblicità online sorpassa la stampa

Regno Unito: la pubblicità online sorpassa la stampa

Http://canali.libero.it

La pubblicità sul web ha messo il fiato sul collo alla carta stampata e si prepara al sorpasso, che arriverà entro fine anno. Succede in Gran Bretagna dove nei primi mesi del 2006 l’Internet Advertising ha raggiunto quota 917,2 milioni di sterline, pari a 1,3 miliardi di euro, in crescita di oltre il 40% rispetto allo stesso periodo dell’anno scorso. Una cifra che corrisponde al 10,5% degli investimenti pubblicitari complessivi, valutati intorno agli 8,73 miliardi di sterline.

Un vero record. Basti pensare che gli investimenti destinati alla televisione sono poco più del doppio, ovvero il 22,7%. Quanto ai quotidiani nazionali, a questi è destinato l’11,4% degli investimenti, pari a 996 milioni di sterline. Stando a questi nuemeri, la tivù sarà probabilmente superata dal web entro fine 2006.

L’ottima performance dell’online è riportata dall’ultimo studio dell’Internet Advertising Bureau, realizzato in collaborazione con PrincerwaterhouseCoopers. “L’espansione del mercato della pubblicità anline non ha solo portato via quote di mercato ai media tradizionali, ma ha anche ingrandito la torta degli investimenti di 284 milioni di sterline”, afferma il report.

Tra i maggiori inserzionisti, l’industria automobilistica pesa per il 13,8% sull’online, seguito dall’entertainment con l’8,9%. Non solo: la vera novità è che tantissimi inserzionisti che tradizionalmente investivano solo sui media tradizionali, sembrano aver scoperto la Rete. Come i beni di consumo la cui quota è passata al 4,6% dal precedente 3,6%, mentre il comparto retail è passato dal 2,8 a tre punto percentuali.

Seppure di dimensioni notevolmente ridotte, anche il mercato italiano della pubblicità sembra aver finalmente scoperto Internet. Nel primo semestre dell’anno, il nostro Paese ha visto una crescita dell’advertising online nell’ordine del 53,5%, per un fatturato di di 92 milioni di euro circa. Ancora poco rispetto ai 2,6 miliardi della televisione e ai 913 milioni dei quotidiani. Ma il trend di crescita è impressionante. Soprattutto se confrontato all’aumento dell’1,7 e del 2,5% messi a segno da tivù e stampa.

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