Gran Bretagna, ridotte restrizioni per bagaglio a mano sui voli

Gran Bretagna, ridotte restrizioni per bagaglio a mano sui voli

LONDRA (Reuters) - Ai passeggeri degli aerei sarà consentito portare un bagaglio a mano sui voli in Gran Bretagna, dopo che il divieto è stato eliminato a seguito dell’abbassamento del livello della minaccia di attentati. Lo ha riferito oggi il governo.

Permane il divieto di portare a bordo liquidi, eccezion fatta per medicinali e latte per bambini.

La società che gestisce gli aeroporti britannici, la BAA, ha detto che regole più soft sul bagaglio a mano entreranno in vigore negli aeroporti londinesi di Heathrow e Gatwick dalle 5 del mattino ora italiana di domani.

I computer portatili e i dispositivi elettronici potranno essere inseriti nel bagaglio a mano, ha detto il dipartimento dei trasporti.

Il divieto per i liquidi include dentifricio, gel, profumo, deodorante, bagnoschiuma e aerosol.

Le restrizioni sono state introdotte giovedì scorso dopo che la polizia ha detto di aver sventato un complotto di aspiranti attentatori suicidi per far esplodere diversi aerei in volo verso gli Usa.

La Gran Bretagna oggi ha ridotto il livello di allerta da “critico”, il più alto, a “grave”.
 

Londra: cauto ottimismo per gli operatori

Londra: cauto ottimismo per gli operatori

http://guidaviaggi.it

Secondo la Fiavet “Non c’è rischio sulla destinazione”. Nessuna disdetta ieri per Astoi e Assotravel
  
 
Cautamente ottimisti gli operatori sul futuro del settore a seguito dell’allarme terroristico a Londra, anche se al momento non riescono a giudicare gli effetti sul medio termine.
“Bisognerà vedere a settembre, una stagione ancora buona: se nell’immaginario collettivo passa la paura, allora le flessioni nelle prenotazioni si sentiranno” ha sottolineato Andrea Giannetti, presidente Assotravel. L’associazione ieri non ha registrato nessuna disdetta. Stessa cosa è accaduta per Astoi. “L’aeroporto londinese – ha spiegato Giuseppe Boscoscuro, presidente dell’associazione – non conta molto per il turismo organizzato, pur essendo uno snodo importante nel traffico internazionale e approdo per giovani low cost”.
Per la Fiavet “non c’è rischio sulla destinazione. – ha dichiarato il segretario Stefano Landi – Quanto al rimborso il problema si pone se è saltata la notte in albergo. Le cancellazioni di voli per motivi di forza maggiore vengono coperte dalle compagnie attraverso le riprotezioni: chi non è partito la mattina, parte il pomeriggio”. 

 

Chiusi i cieli di Londra: volevano far esplodere aerei in volo

Volevano far esplodere aerei in volo
Arrestati a Londra 21 presunti terroristi

http://repubblica.it
Scotland Yard: “Progetto di gravità immensa: poteva essere una mattanza di massa”
Misure di sicurezza eccezionali in tutti gli aeroporti britannici. Si temono attentati
LONDRA - Poteva essere una strage, con numerosi aerei partiti da Londra, Manchester e Glasgow e diretti negli Stati Uniti esplosi in volo. E’ questo il piano che, secondo la divisione anti-terrorismo di Scotland Yard e i servizi di sicurezza britannici, stava cercando di attuare un gruppo terroristico con sede a Londra. Dopo mesi di indagine la minaccia è stata sventata grazie all’arresto di 21 persone, a quanto pare in maggioranza britannici di origine pachistana. In tutti gli aeroporti del Paese, comunque, il livello di allerta è altissimo: l’operazione è ancora in corso e si teme un’ondata di attentati.

E’ stata effettuata “una grande operazione antiterrorismo per mettere fine a quello che noi pensiamo essere una grave minaccia contro la Gran Bretagna e i suoi partner internazionali”, ha spiegato il ministro dell’Interno John Reid. Secondo quanto rivelato da Scotland Yard, i terroristi intendevano nascondere degli ordigni realizzati con prodotti chimici liquidi nel bagaglio a mano, per poi farli esplodere in volo.

“Poteva essere una mattanza di massa - ha spiegato Paul Stephenson, vice questore della Polizia Metropolitana di Londra - Era un progetto di gravità immensa, un tentativo di perpetrare una strage su scala inimmaginabile”.

L’operazione non è però ancora conclusa e, nonostante l’ondata di arresti, l’MI5, i servizi segreti britannici, ha decretato un livello di allerta “critico”. Si tratta del massimo grado di allarme, che indica che un attacco è “atteso in maniera imminente, con un livello di minaccia gravissimo contro il Regno Unito”.

In tutti gli aeroporti del Paese sono quindi scattate misure di sicurezza eccezionali. Negli scali britannici la situazione è caotica: i ritardi sono pesantissimi.

Massima attenzione anche per tutti gli altri obiettivi sensibili. Tra questi, c’è anche la metropolitana di Londra, che il 7 luglio 2005 è già stata colpita da pesanti attentati che fecero oltre 50 morti.

Il premier inglese Tony Blair ha prontamente informato il presidente degli Stati Uniti George W. Bush dell’accaduto. Il dipartimento della sicurezza nazionale americano ha alzato a “codice rosso” (rischio grave) il livello di allerta per tutti i voli in partenza dalla Gran Bretagna e a “codice arancione” (rischio elevato) su tutti i voli commerciali.

Londra. Veglia per de Menezes ucciso un anno fa dalla polizia che lo credeva un terrorista

Londra. Veglia per de Menezes ucciso un anno fa dalla polizia che lo credeva un terrorista

http://euronews.net 

Una veglia in memoria di Jean Charles de Menezes segna il primo anniversario dell’uccisione, a Londra, del ventisettenne brasiliano scambiato per un terrorista. Proprio lunedi’ scorso è stata conclusa l’inchiesta della magistratura, che ha stabilito non doversi procedere contro alcun ufficiale di polizia coinvolto nel tragico errore. Una decisione definita scandalosa dalla famiglia della vittima.

A rendere omaggio alla memoria di de Menezes anche i due fratelli di religione musulmana arrestati per terrorismo nel giugno scorso e poi rilasciati perché risultati estranei a qualsiasi attività illegale. La veglia si è svolta vicino alla stazione della metropolitana di Stockwell, dove l’elettricista brasiliano fu freddato da sette colpi di pistola alla testa. All’epoca dei fatti, Londra aveva subito da poco gli attacchi terroristici ai mezzi di trasporto pubblico. I poliziotti credettero di riconoscere in de Menezes un sospetto.
 
 

Primo anniversario delle bombe di Londra. Tra rabbia e paura

Primo anniversario delle bombe di Londra. Tra rabbia e paura 

di Gideon Long

LONDRA (Reuters) - Il Regno Unito ricorda oggi il primo anniversario delle bombe di Londra in un clima dI calma riflessione e alcuni dei sopravvissuti dicono di avere ancora paura del terrorismo islamico perché li ha attaccati una volta e potrebbe rifarlo.

Il 7 luglio dell’anno scorso quattro giovani musulmani di origine britannica si sono fatti saltare in aria su metro e bus del trasporto pubblico londinese uccidendo 52 persone e ferendone 700.

Nonostante un’esaustiva inchiesta della polizia, nessuno è stato ancora incriminato in connessione agli attacchi e il governo dice di conoscere poco delle motivazioni che hanno spinto i kamikaze, del loro eventuale addestramento all’estero o del loro legame con Al Qaeda.

“So che ci sarà un altro attacco. So che non siamo sicuri”, dice Rachel North, 35 anni, che si trovava sul vagone della Piccadilly Line che saltò in aria vicino a Russell Square, uccidendo 26 pendolari.

Con un tempismo perfetto, probabilmente frutto del calcolo, ieri è stato diffuso un video nel quale Shehzad Tanweer, uno degli attentatori, ha letto le sue ultime parole prima di morire.

Il video, di cui pochi erano a conoscenza fino a ieri, è stato trasmesso da Al Jazeera, il canale televisivo con sede in Qatar e ha mostrato anche immagini di uno dei leader di Al Qaeda, Ayman al-Zawahri, che lascia intendere un legame tra la rete di Osama bin Laden e gli attentatori.

Nel video Tanweer ha detto che gli attentati che stavano per mettere a segno sarebbero stati “solo l’inizio”.

“Ci sarà una serie di attacchi che continueranno e diventeranno più forti fino a che tu (Regno Unito) non mandi via i tuoi soldati dall’Afghanistan e dall’Iraq”, dice Tanweer.

“Che tu sia dannato all’Inferno”, titola oggi il Daily Mirror in prima pagina pubblicando la foto di Tanweer.
 

Londra 7/7: “Nulla e’ cambiato”

Londra 7/7: “Nulla è cambiato”
Times: “Il governo non ha fatto nulla”

http://tgcom.mediaset.it

“Se la vita è tornata alla normalità, non è per coraggio, ma per autocompiacimento”: il quotidiano inglese The Times, a un anno dalla strage di Londra, accusa il governo britannico di non aver fatto abbastanza e di “non aver preso abbastanza sul serio il terrorismo”. Infatti, secondo l’autorevole giornale, “la maggior parte degli sforzi dal 7 luglio a questa parte sono stati una vera e propria farsa”.

 

La capitale inglese si prepara a commemorare le vittime degli attacchi, con funzioni religiose alla cattedrale di St. Paul, a Regent’s Park e alla chiesa di St Pancras vicina a Tavistock Square, dove è esploso l’autobus: tutto il Regno Unito si fermerà venerdì 7 luglio per due minuti a mezzogiorno.

Ma mentre il governo cerca di organizzare al meglio la giornata, il quotidiano The Times pubblica un editoriale contro i Labour accusandoli di non aver fatto quasi nulla per prevenire altri attacchi. “Siamo seri: la maggior parte degli sforzi contro il terrorismo dal 7 luglio a questa parte sono stati una farsa. Non abbiamo ancora idea su quali legami potessero esserci tra la cellula responsabile delle stragi e altre cellule o estremisti in Europa, America o Pakistan. Siamo in grado (più o meno) di infiltrare agenti nelle moschee, ma i predicatori estremisti sanno da tempo che non sono questi i luoghi do ve reclutare apertamente”.

Quindi l’articolo ricorda i provvedimenti presi in passato nell’Ulster, dove vennero creati degli speciali tribunali presieduti da giudici antiterrorismo, “cosa che oggi non è stata fatta”. Il miglior modo per onorare le vittime, conclude il Times, sarebbe “assicurare che il loro sacrificio non si debba ripetere, ma non vi sono basi per concludere che simili atrocità non possano verificarsi ancora”.

 

Anti-terrorismo: Al Qaeda ha tentato di infiltrare MI5

Terrorismo: londra, al qaeda ha tentato di infiltrare ‘mi5′   


(Adnkronos) - Militanti ma anche semplici simpatizzanti della rete terroristica di Al Qaeda hanno tentato di infiltrarsi nei servizi di sicurezza britannici ‘MI5′. Lo hanno confermato funzionari del ministero dell’Interno britannico, nel corso di un briefing a Scotland Yard, in vista del primo anniversario degli attacchi terroristici dello scorso 7 luglio a Londra.
 

Terrorismo: la CIA mise in guardia Londra su attentati 7/7

TERRORISMO: CIA MISE IN GUARDIA LONDRA SU ATTENTATORE 7 LUGLIO
(AGI) - Londra, 19 giu. - Il servizio segreto britannico era a conoscenza della pericoliosita’ di uno dei kamikaze del 7 luglio 2005, ma non fece abbastanza per tenerlo sotto controllo. Lo afferma un libro secondo cui il capo del commando suicida che uccise 56 persone a Londra era considerato talmente pericoloso che dal 2003 gli era stato vietato l’ingresso negli Stati Uniti e la Cia aveva provveduto a mettere in guardia i servizi segreti dei Paesi amici. Lo afferma un volume di Ron Suskind, anticipato dal ‘Times’, secondo cui, anche se l’MI5 ha sempre negato di aver avuto elementi su Mohammed Sidique Khan, la Cia aveva scoperto che progettava attacchi contro le citta’ statunitensi.
   In un’audizione alla commissione parlamentare sui servizi segreti, il direttore dell’MI5, Eliza Manninghan-Buller, aveva detto che il nome di Khan non era mai stato iscritto nella lista dei terroristi.
   L’associazione delle famiglie delle vittime delle stragi del 7 luglio ha chiesto la formazione di una commissione di inchiesta indipendente sulle negligenze del servizio segreto di Sua Maesta’.
   Nel suo libro ‘La dottrina dell’uno per cento’, Suskind afferma che la Cia aveva trovato le prove del legame tra Khan e alcuni estremisti islamici coinvolti in un piano per colpire con attentati dinamitardi le sinagoghe di alcune citta’ della costa orientale degli Stati Uniti. (AGI) -

Gran Bretagna. Deputato: “L’assassinio di Blair sarebbe moralmente giustificato”

Gran Bretagna. Deputato: “L’assassinio di Blair sarebbe moralmente giustificato”

http://quaderniradicali.it

 

È bufera in Gran Bretagna dopo le dichiarazioni shock dell’ex esponente laburista George Galloway, secondo il quale un attentato suicida contro il primo ministro Tony Blair sarebbe “moralmente giustificato”: al deputato, che ha lasciato il Labour per protestare contro la guerra in Iraq, è stato chiesto se l’assassinio di Blair da parte di un kamikaze sarebbe giustificato come risposta all’intervento militare nel Paese arabo.

“Sì, sarebbe moralmente giustificato - ha risposto Galloway - non lo invoco, ma se accadesse sarebbe di un ordine morale completamente differente dagli eventi del 7/7 (gli attentati nella metropolitana di Londra).
Sarebbe completamente logico e spiegabile, e moralmente equivalente ad ordinare la morte di migliaia di innocenti in Iraq come ha fatto Blair”.

A Galloway, intervistato dal mensile per uomini ‘GQ’ mentre si trova in vacanza a Cuba, è stato poi chiesto se avvertirebbe le autorità nel caso fosse a conoscenza di un complotto per assassinare Blair.

“Lo farei- ha risposto - perché una simile operazione sarebbe controproducente e porterebbe ad una nuova ondata anti-musulmana e anti-araba, spinta dalla stampa. Condurrebbe a nuove draconiane leggi anti-terrore e probabilmente rafforzerebbe americani e britannici in Iraq invece d’indebolirli.
Per questo - ha ribadito - ne informerei le autorità”.

Galloway, oggi deputato del nuovo partito da lui fondato, ‘Respect’, non è nuovo ad affermazioni di questo genere. Aveva infatti già provocato polemiche in patria comparendo sulla televisone cubana a fianco del lider maximo Fidel Castro.

Il deputato laburista Stephen Pound ha definito “ignominiose” e frutto “di una mente contorta” le sue esternazioni sull’inquilino del numero 10 di Downing Street

Regno Unito:I piani per proteggere Blair dimenticati in albergo

Regno Unito: piani per proteggere Blair dimenticati in albergo

Http://corriere.it

I piani riservati per proteggere Tony Blair in caso di attacco terroristico erano stati dimenticati in un hotel di Manchester. La polizia della citta’ dell’Inghilterra settentrionale ha ricevuto il plico dai giornalisti del ‘North West Enquirer’, che poi hanno pubblicato un articolo sulla vicenda. Redattori e inquirenti hanno garantito che la sicurezza del premier britannico non e’ stata compromessa. I documenti riguardano le misure di sicurezza adottate durante il congresso del partito Laburista dello scorso settembre.

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