E a sorpresa anche londra da’ una stretta

E a sorpresa anche Londra dà una stretta
 
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Alla vigilia, solo 7 dei 46 economisti interpellati dalla Reuters avevano previsto la mossa. Ha quindi sorpreso quasi tutti la decisione con cui ieri la Banca d’Inghilterra ha alzato i tassi dal 4,50 al 4,75%, provocando un’immediata impennata della sterlina, salita dello 0,6% nei confronti del dollaro, a quota 1,8879. Il comunicato dell’Istituto centrale britannico ha motivato il rialzo   sulla base dell’attuale scenario di crescita sostenuta e di inflazione che già viaggia mezzo punto sopra l’obiettivo del 2% e che per il momento resterà elevata. Secondo alcuni economisti, anche dopo l’intervento di ieri restano ancora margini di manovra per ulteriori strette al costo del denaro entro la fine dell’anno. Quanto all’evoluzione della politica monetaria americana, giovedì prossimo si riunirà la Federal reserve,  e al momento i mercati prezzano solo il 40% di possibilità che Ben Bernanke alzi il costo del denaro. Una pausa che sarebbe giustificata dal rallentamento in atto dell’economia, confermato anche dagli ultimi deludenti dati congiunturali relativi all’indice manifatturiero e agli ordini alle imprese.
 

Emi Group balza a Londra su offerta da Warner Music

EMI Group balza a Londra su offerta da Warner Music

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Tra i migliori titoli del mercato londinese segnaliamo EMI Group attualmente in progresso di oltre 8 punti percentuali in area 308p.
Il titolo della società britannica è colpita dagli ordini di acquisto  dopo l’indiscrezione riportata da un articolo dell’odierno Financial Times secondo cui la statunitense Warner Music avrebbe offerto 3,6 miliardi di euro per rilevarla.Il gruppo britannico durante la mattinata ha effettivamente confermato di aver ricevuto una offerta da 320 pence per azione.
Il management ha però etichettato la proposta come “inaccettabile” in quanto il prezzo offerto non valorizza gli assets di EMI e le potenziali sinergie derivanti dall’operazione. EMI ha inoltre sottolineato come la sua offerta per rilevare Warner Music continua ad essere decisamente superiore; nel mese di maggio EMI si era vista rifiutare una offerta per complessivi 4,2 mld di dollari.