GB, il manifesto antifederalista di David Cameron

Gran Bretagna - Il manifesto antifederalista di David Cameron
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di Marco Zaganella
Alternativo al Ppe. È il Movimento per la riforma europea annunciato da David Cameron. Che lancia così la sua sfida alla Cdu per l’egemonia sui partiti moderati dell’Europa orientale
Rimandato di tre anni. Ma nascerà. È il nuovo schieramento che nel Parlamento europeo dovrebbe rappresentare un’alternativa “antifederalista” al Partito popolare europeo. Nel corso dell’ultima campagna elettorale per il rinnovo dei governi locali, il leader dei tories inglesi, David Cameron, ne aveva annunciato l’istituzione già per questo mese di luglio. Ma il suo principale partner nel progetto, il Partito democratico-civico della Repubblica ceca (Ods), si è trovato impegnato in un giro di complicatissime consultazioni per formare il nuovo governo del Paese e ha deciso di non aggiungere al calderone un altro tema particolarmente delicato. Il nuovo raggruppamento, che si chiamerà Movimento per la riforma europea, nascerà quindi in occasione delle prossime elezioni europee, programmate per il 2009.
“It’s not good enough and it’s got to change”
Gli orientamenti politici del Movimento per la riforma europea sono stati delineati da Cameron al termine di un incontro avuto il 13 luglio a Londra con il leader di Ods, Mirek Topolanek. Nell’occasione Cameron ha detto di condividere con il Ppe l’inclinazione alla deregolamentazione e al libero mercato, ma non la visione generale sullo sviluppo futuro dell’Unione europea. Questo elemento giustificherebbe la formazione di uno schieramento alternativo al Partito popolare, in grado di collaborare con quest’ultimo come un “vicino amico”, ma libero anche di adottare posizioni politiche diverse. Nel discorso pronunciato il 13 luglio, Cameron ha infatti criticato l’insufficienza di alcune politiche comunitarie - anche per responsabilità di partiti appartenenti al Ppe - delineando al tempo stesso i contorni di uno schieramento moderato, ambientalista e totalmente a favore del libero mercato.
Il primo “it’s not good enough and it’s got to change” pronunciato da Cameron, riguarda il mancato rispetto degli accordi di Kyoto. In questo campo l’obiettivo generale prevede di ridurre dell’8% entro il 2012 le emissioni nell’atmosfera di sostanze inquinanti, mentre attualmente i Paesi europei registrano in media un calo inferiore all’1%. Il secondo rimprovero all’Europa è invece figlio del “conservatorismo compassionevole”  - ovvero attento ai bisogni dei più svantaggiati - teorizzato da Cameron e verte sulla promessa non mantenuta di aiutare i Paesi in via di sviluppo, in particolare quelli africani, a uscire dalla loro condizione di povertà. Le altre critiche mosse dal leader dei tories hanno ripreso motivi recentemente sollevati anche dall’attuale premier britannico, Tony Blair, come la necessità di riformare la Politica agricola comune (Pac) e di scegliere una sola sede per il Parlamento europeo.

 

“Antifederalismo non significa euroscetticismo”
Nel discorso di Cameron il riferimento all’antifederalismo del movimento per la riforma europea rimane tra le righe. A esplicitarlo ha contribuito l’eurodeputato dell’Ods, Jan Zahradil. In un’intervista rilasciata a Radio Praha. Zaharadil ha affermato che il nuovo schieramento sarà favorevole a ulteriori allargamenti dell’Unione e a una maggiore decentralizzazione. Rifiutando l’etichetta di euroscettico per questo raggruppamento, ha poi attaccato quei politici che si ritengono gli unici difensori dell’integrazione europea. Secondo l’eurodeputato ceco, anche il Movimento per la riforma europea sarà un convinto sostenitore della necessità di promuovere l’integrazione tra i Paesi del Vecchio continente, ma “esistono diverse strategie per il futuro dell’Europa, alternative rispetto a quello federalista.”
Sfida alla Cdu in Europa orientale

Se è vero che il Movimento per la riforma europea nascerà solo nel 2009, c’è però da attendersi che sarà possibile registrare gli effetti del suo annuncio già nel breve termine. Esprimendo la volontà di distaccarsi dal Ppe e costituire uno schieramento da loro stessi guidato, i tories si presentano infatti come un polo d’attrazione alternativo rispetto ai cristiano-democratici tedeschi per tutti i partiti moderati dell’Europa orientale, che generalmente guardano con sospetto alle idee federaliste. L’Ods in Repubblica ceca è solo il primo di una serie di partner che potrebbero presto giungere da altri Paesi, a cominciare dalla Polonia. Una sfida in più per la Germania della Merkel, che sin dall’inizio del suo governo si è proposta come punto di riferimento per i nuovi Paesi membri. E non solo, come dimostra la volontà di elaborare una nuova politica di prossimità, che possa favorire l’adesione nell’Ue di Ucraina, Bielorussia, Armenia, Azerbaijan e Georgia.