Festival di Higlander in Scozia

Il mese di settembre nel Regno Unito si presenta ricco di manifestazioni ed eventi importanti. Ed Inverness in Scozia non poteva essere più ricco di festeggiamenti. In questa bella cittadina di montagna della Scozia (città più a nord della Regno Unito), con una vita notturna tra le più rinomate della nazione e meta di un noto centro sciistico invernale, si celebra il 28 settembre la Festa di Highland, 17 giorni di pura fantasia scozese!
La festa si svolge in diversi luoghi, ricchi di storia e bellezze naturalistiche da togliere il fiato.
Isolotti e profonde valli di montagne, castelli e laghetti solitari, il Regno Unito in Scozia ci sorprende sempre più, confermandoci che non esiste solo Londra.
Dalle sagre di whisky alla tipica gastronomia locale, ai concerti, percorsi naturalistici, rappresentazioni storiche. In particolare non mancano i giochi antichi, delle vere e proprie olimpiadi del passato. Se siete in zona, fate un salto nell’highlander scozzese, magari vi capiterà di incontrare qualche personaggio misterioso del passato che vi farà da guida lungo i castelli, i laghi, gli antichi sentieri di Loch Ness per raggiungere il bel castello di Urquhart, o lo stesso castello di Inverness dell’XI secolo, ricchi di puro mistero e magia scozese.

In arrivo dal Regno Unito il nuovo Peter Pan

In arrivo dal Regno Unito il nuovo Peter Pan

L’idea di dare un seguito al racconto di J. M. Barrie è venuta all’ospedale ‘Great Ormond Street’, cui lo scrittore aveva ceduto i diritti d’autore in favore dell’assistenza ai bambini malati
(Adnkronos/Ign) - I Bimbi Sperduti sono diventati rispettabili Signori un po’ annoiati ma continuano a sognare Peter Pan, il bimbo che non cresce mai, che ora vive in una Neverland circondata da acque inquinate. Ma dopo 102 anni, all’improvviso, il loro eroe torna a volare verso nuove avventure.

S’intitola ‘Peter Pan in Scarlet’ (in italiano sarà probabilmente tradotto con ‘L’abito rosso di Peter Pan’) il seguito ufficiale del racconto di James Matthew Barrie che ha per protagonisti il ragazzino che non vuol crescere, Wendy e i suoi fratellini, la fata Campanellino e il terribile Capitan Uncino. Il libro, pubblicato dalla Oxford University Press, è arrivato ieri ufficialmente nelle librerie della Gran Bretagna e in un’altra trentina di Paesi, con una prima tiratura di 500 mila copie. L’autrice scelta per scrivere il seguito del classico di Barrie, uscito per la prima volta nel 1904, è la scrittrice inglese Geraldine McCaughrean, nota per numerosi riconoscimenti nell’ambito della narrativa per l’infanzia.

L’idea di prolungare l’opera di Barrie è venuta all’ospedale ‘Great Ormond Street’ di Londra, cui lo scrittore nel 1929 aveva ceduto tutti i diritti d’autore in favore dell’assistenza ai bambini malati. Diritti che sarebbero scaduti nel 2007, 70 anni dopo la morte di Barrie: l’ospedale londinese si è dunque affrettato a dare alla luce un seguito del libro. La scelta di Geraldine McCaughrean, 54 anni, è arrivata al termine di una selezione di più di 200 autori, ognuno dei quali aveva sottoposto all’esame di una giuria una sintesi e un capitolo del libro che avrebbe voluto scrivere.

‘Peter Pan in Scarlet’ vede di nuovo all’opera il ragazzino prodigio nell’isola che non c’è. Siamo nel 1926, vent’anni dopo il ritorno di Wendy e dei fratellini nel mondo reale. Peter si ostina nella sua decisione di non voler diventare adulto, mentre la ragazzina e gli altri bambini sono diventati grandi, anche se continuano a essere attratti dai sogni che raccontano di pirati e sirene, navi da guerra e coccodrilli. Wendy è una madre di famiglia, nonché sedicente poetessa e cripto-femminista, mentre il cane-balia, Nana, è morto (ma ha lasciato diversi eredi). Il gruppetto ormai attempato torna all’infanzia con l’aiuto di una nuova fatina (Campanellino, nel frattempo, è scomparsa) e arriva magicamente a Neverland, che però appare inquinata, autunnale, mesta, con Peter Pan che geme: ‘’Sto morendo di noia'’.

Gli ultimi giorni di Edgar Allan Poe

Gli ultimi giorni di Edgar Allan Poe

http://www.horrormagazine.it/
Un film di produzione indipendente investigherà sulla morte dello scrittore di Boston
Le circostanze della morte di Edgar Allan Poe non sono mai state chiarite del tutto. La cronaca racconta che il celebre scrittore sparì durante un viaggio da Richmond verso New York: una settimana dopo fu ritrovato in preda al delirium tremens nei pressi di Baltimora, dove morì il 7 ottobre del 1849. A oltre 150 anni da quel giorno, un film di produzione indipendente fornirà la sua verità su quei sette giorni maledetti. Stiamo parlando di The death of Poe, una pellicola diretta e interpretata da Mark Redfield.
“Il film è basato interamente sui fatti noti intorno alla sua morte”, ha rivelato il regista a Fangoria. Per avere a disposizione una storia originale, Redfield e lo sceneggiatore Stuart Voytilla si sono ispirati alle teorie più disparate ma hanno anche aggiunto una personale interpretazione agli eventi.
Il film non sarà una biografia di poe, bensì “una cartolina da incubo, se vogliamo, sull’ultima settimana di Poe su questa Terra.” L’opera ribalterà la popolare immagine di un Poe come di un alcolizzato senza speranze.

Tra gli innumerevoli film ispirati ai racconti di Edgar Allan Poe, uno in particolare ha ispirato il lavoro di Redfield: The tell-tale heart (Il cuore rivelatore), un cartoon del 1953 narrato da James Mason che al tempo ricevette una nomination all’Oscar come miglior cortometraggio. Secondo il regista inglese, questo film interpreta in modo impareggiabile lo spirito della narrativa di Poe.

The death of Poe debutterà ial Festival del Film Fantastico, manifestazione che si terrà nel Regno Unito ai primi di settembre (il sito ufficiale all’indirizzo http://fantastic-films.com/festival). Per maggiori informazioni sulla pellicola vi rimandiamo al sito www.thedeathofpoe.com.

 

GB: Fish&Chips e Sherlock Holmes nella lista dei tesori nazionali

GB:Fish and chips e Sherlock Holmes nella lista dei tesori nazionali inglesi
http://canali.libero.it

Il fish and chips, ovvero pesce e patatine fritte, Sherlock Holmes e i Monty Python hanno raggiunto il cricket, i pub e i bus a due piani nella lista sempre più lunga dei tesori nazionali inglesi. Più di 350.000 persone hanno espresso la propria preferenza nell’ambito di un progetto sostenuto dal governo per catalogare le icone che rappresentano l’essenza dell’Inghilterra.

Fra le altre new entry nella lista c’è l’Oxford English Dictionary, Robin Hood, e la soap opera di Radio 4 della Bbc, “The Archers”. “Scegliere le cose più rappresentative dell’Inghilterra ha attivato la creatività del Paese”, ha detto Jerry Doyle, direttore generale del progetto “Icons”. Le prime icone sono state annunciate a gennaio. Fra di loro c’erano Stonehenge, la FA Cup e la tazza di tè.

 

Londra. 300 anni di Te’

LONDRA. 300 ANNI DI TE’

http://turismo.stile.it

Sono 300 anni che la Londra dell’“afternoon tea” ruota attorno alla parola magica “Twinings”. Immancabile la sosta allo storico negozio Strand con le sue 200 miscele e la visita alla mostra che riunisce le opere della famosa artista botanica Elisabeth Twinings. Degustazioni di tè incluse.

Quest’anno Londra celebra uno degli anniversari forse più rappresentativi, che va a toccare una tradizione profondamente radicata nel costume nazionale. E’ il rito del tè, quel momento di relax conviviale inaugurato dalla regina Vittoria nel 1838 nei salotti di Buckingham Palace il giorno della sua incoronazione. Sinonimo di tè, non solo inglese, è Twinings, marchio di un’azienda che proprio nel 2006 festeggia i suoi primi 300 anni con alle spalle quasi 200 miscele distribuite in 115 paesi.

Tutto inizia nel 1706 quando Thomas Twinings (1675-1741) inizia a vendere tè alla ricca clientela londinese nei locali che ha acquistato nello Strand, dove tutt’ora si trova l’unico shop dell’azienda. Fu questo il primo negozio di tè al mondo (allora noto come “Golden Lion”) e il primo passo della creazione del fenomeno-Twinings, da 170 anni fornitore ufficiale della Casa Reale inglese.

In occasione di questo evento, sono state riunite per la prima volta in una sede unica le opere di Elizabeth Twinings (1805-1889), pronipote di Thomas e famosa artista botanica. La mostra dal titolo “Twinings in Twickenham” sarà ospitata fino al 27 agosto presso la Orleans House Gallery. Sempre per l’occasione, è stata creata una miscela del tutto originale, in edizione limitata, che mette insieme alcuni dei migliori tipi di tè: dalla valle Assam, nel Nord Est dell’India, un tè di tipo tradizionale e brillante con un ricco sapore di malto; dal Kenya una rara foglia di tè e dallo Sri Lanka un tè rinomato per l’intensità del proprio sapore.

Una tappa imperdibile per un viaggio nella storia del tè inglese è quella allo storico The Strand (nella foto) il primo negozio di tè della storia e, oggi, l’unico dove si può trovare l’intera gamma dei prodotti, quasi 200 miscele: dalle più classiche come l’Earl Grey e l’English Breakfast alle più innovative e recenti come i tè aromatizzati alla frutta o i tè verdi. Il negozio è aperto, dal lunedì al venerdì, dalle 9.30 alle 16.30. All’esterno del negozio troneggia ancora la vecchia insegna di Twinings con il leone d’oro in compagnia di uomini dai costumi cinesi, simbolo delle origini asiatiche del tè.

Informazioni
“Twinings in Twickenham”
Orleans House Gallery
Riverside, Twickenham
Tel: 0044 020 8831 6000
The Strand
216 The Strand
Londra
Visit Britain
Corso Magenta 32
Milano
Tel: 02/8808151
www.visitbritain.it
 

Il legame tra Lawrence e la Sardegna a Londra

Il legame tra Lawrence e la Sardegna a Londra

http://sardegnaogginews.it
 
L’assessorato alla Cultura della Provincia di Cagliari, in collaborazione con l’associazione Italia-Inghilterra, presenterà nella capitale britannica ilpremio “D. H. Lawrence literary prize”, dedicato alla letteratura da viaggio, il libro “Sardinia without Lawrence” di Nigel Foxell e la mostra di Tore Ligios “La strada felice”, con 45 fotografie che mostrano il paesaggio poco conosciuto dell’interno della Sardegna.
Con Lawrence, anello di congiunzione tra la Sardegna e l’Inghilterra, per la prima volta, un premio letterario ideato dalla Provincia di Cagliari varca i confini dell’Italia.
CAGLIARI - Un libro, un premio, una mostra fotografica. Martedì 18 luglio 2006 l’Istituto di Cultura Italiano nella centrale Belgrave Square di Londra ospiterà il progetto Travelling in Sardinia with D.H.Lawrence promosso dallo Assessorato alla Cultura e Identità della Provincia di Cagliari in collaborazione con la Associazione Culturale Italia-Inghilterra di Cagliari.

Nel corso dell’iniziativa verrà presentato il libro Sardinia without Lawrence di Nigel Foxell, pubblicato da AIPSA Edizioni in italiano nel 2004 e da Hearing Eye Publications in inglese nel 2006. Era il 1921 quando lo scrittore inglese intraprese il suo viaggio in Sardegna, lasciandosi alle spalle il panorama della costa per avventurarsi tra le meno conosciute montagne dell’isola. Il risultato di quel viaggio fu Sea and Sardinia, una vivida ed evocativa ricreazione dei luoghi e della gente dell’isola. Ottantatre anni dopo, lo scrittore inglese Nigel Foxell, ha seguito le tracce di Lawrence tra gli scenari e la gente di Sardegna. Con lo scrittore e storico sardo Luciano Marrocu, Foxell parlerà del suo romanzo Sardinia without Lawrence – La Sardegna senza Lawrence. Durante la serata sarà presentato anche il Premio letterario D.H. Lawrence dedicato a romanzi, racconti e saggi aventi come tema centrale il viaggio. Il Premio, istituito dalla Provincia di Cagliari, mette in palio 15.000 Euro ed è articolato in due sezioni: opere di invenzione e saggistiche pubblicate in italiano o in inglese (possono partecipare autrici ed autori con libri pubblicati nel periodo 2005/06 da editori regolarmente registrati e posti regolarmente in vendita) e opere inedite (racconti e/o diari di viaggio) in italiano.

Verrà inoltre inaugurata la mostra fotografica La Strada Felice, curata da Salvatore Ligios con la realizzazione della galleria Su Palatu: quindici fotografi sardi evocano e celebrano il paesaggio e lo spirito della Sardegna e della sua gente, ciascuno utilizzando un approccio personale. La mostra, 45 fotografie sul poco noto paesaggio dell’interno della Sardegna, rimarrà aperta fino al 25 agosto – dal lunedì al venerdì dalle 10.00 alle 17.00.

 

Londra e il Rinascimento italiano

Londra e il Rinascimento italiano 
 http://newsitaliapress.it
 
   
Il volume mira ad aprire nuovi indirizzi di ricerca e a offrire una panoramica aggiornata su un ambito di studi ancora ampiamente inesplorato: l’influenza esercitata dalla civiltà del Rinascimento italiano in Europa e il peso che i vari paesi europei hanno avuto nello sviluppo dell’Italia rinascimentale  
  
 

Londra - “Il Rinascimento italiano e l’Europa”, Vol. I, Storia e storiografia è il titolo del volume curato da Marcello Fantoni che verrà presentato il prossimo 22 giugno a Londra nella sede del Warburg Institute, centro di eccellenza per gli studi sul Tardo Medioevo e sul Rinascimento.

Il libro lungo 828 pagine, con 214 illustrazioni a colori, Fondazione Cassamarca-Angelo Colla Editore, è il primo di una serie di dodici volumi pubblicati per iniziativa e con il sostegno della Fondazione Cassamarca. L’Opera, fortemente voluta da Dino De Poli Presidente della Fondazione Cassamarca e diretta da Giovanni Luigi Fontana dell’Università di Padova e da Luca Molà dell’Università di Warwick, si avvale di un comitato scientifico internazionale.

Alla presentazione del testo interverranno Dino De Poli, Charles Hope, Direttore del Warburg Institute, e ancora Nicholas Mann della School of Advanced Stydy, University of London, Evelyn Welch del Queen Mary, University of London e Marta Ajmar del Victoria and Albert Museum.

“Il Rinascimento italiano e l’Europa” mira ad aprire nuovi indirizzi di ricerca e a offrire una panoramica aggiornata su un ambito di studi ancora ampiamente inesplorato: l’influenza esercitata dalla civiltà del Rinascimento italiano in Europa e il peso che i vari paesi europei hanno avuto nello sviluppo dell’Italia rinascimentale.

Il suo compito è duplice: da un lato compie una attenta ricognizione del Rinascimento italiano sulla base della sterminata letteratura disponibile, al fine di metterne a fuoco i principali caratteri distintivi; dall’altro indaga i processi intellettuali e ideologici che hanno fatto del Rinascimento una vera e propria icona della modernità , influenzando consumi e costumi contemporanei ed esercitando un formidabile impatto sul nostro senso di identità. È composto di 29 contributi divisi in cinque sezioni: Il Rinascimento come problema, Stereotipi e incongruenze, La geografia del Rinascimento, Gli strumenti della diffusione, Il mito e l’immagine; è accompagnato da un ampio corredo iconografico il quale, pur riferendosi ai singoli saggi, è organizzato in modo da offrire una lettura autonoma del Rinascimento per immagini.

L’opera non ha intenti enciclopedici, ma selettivi e propositivi, volendo privilegiare gli argomenti più ricchi di elementi interattivi e cruciali per lo sviluppo della civiltà italiana ed europea del Rinascimento.

“In un momento in cui la Comunità Europea si sta espandendo geograficamente senza riuscire a trovare unanimi consensi per definire le proprie matrici culturali e si interroga sull’essenza della sua identità - spiega la nota della Fondazione -, la realizzazione di questo progetto editoriale sarà di aiuto per la comprensione delle comuni radici della civiltà occidentale e del ruolo avuto dalla cultura italiana nel lungo processo della sua costruzione”.

“Per valutare appieno queste problematiche si sono tenute in considerazione le diverse realtà politiche ed economiche della Penisola - continua  -. Tra i principali intenti del progetto c’è, infatti, la volontà di rimarcare il carattere policentrico del Rinascimento. I volumi coprono un arco temporale ampio: approssimativamente dall’inizio del Trecento alla metà del Seicento”.