USBCell: Nel Regno Unito la batteria si ricarica con la connessione USB

USBCell: Nel Regno Unito la batteria si ricarica con la connessione USB

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Basta estrerre il plug e la batteria è pronta per essere ricaricata mediante qualsiasi connessione USB. La fine del vecchio caricabatterie è davvero così vicina?

Un’azienda di nome Moixa Energy ha lanciato nei giorni scorsi un prodotto quantomeno curioso. Si tratta di una linea di batterie nei formati tradizionali (stilo, 9 volt e per cellulari), ma con una peculiarità: sono in grado di ricaricarsi via USB. 

Gli accumulatori funzionano proprio come al solito, ma sono dotate di un connettore USB integrato e ripiegabile che, una volta estratto, permette appunto la ricarica del potenziale elettrico mediante la diffusissima interfaccia di connessione.

Quale possa essere la reale utilità di questa invenzione è ancora tutto da vedere (nonostante i grandi proclami apparsi sul sito del prodotto), considerata anche la notevole differenza di prezzo rispetto alle batterie ricaricabili mediante la normale presa elettrica: una coppia di batterie stilo, ad esempio, viene venduta a 13 sterline inglesi (poco più di 19 euro al cambio attuale), spese di spedizione escluse.

Ad ogni modo, USBCell alla data attuale è disponibile solo all’interno del Regno Unito, anche se la commercializzazione nel resto del mondo è prevista per i prossimi mesi.

Regno Unito: la Fiat richiama 13 mila auto

Regno Unito: la Fiat richiama 13 mila auto

http://finanzablog.it

Piccoli incidenti di percorso per la Grande Punto sotto il Big Ben: sono 13 mila le vetture che devono essere richiamate dalla Fiat per una correzione all’abitacolo. Non si tratta di un ritiro dal mercato, spiega l’azienda, che avviene per faccende più gravi e in accordo col Ministero dei trasporti. Qui si tratta di un caso minore.

Il problema dipende dall’adattamento dei veicoli alla guida inglese, che prevede il conducente sul lato destro. In sostanza sulle auto, così come sono state prodotte, c’è la possibilità che il guidatore batta la gamba su un punto non coperto da una mascherina di protezione. Perciò la compagnia sta richiamando i clienti per correggere il problema.

I costi dell’operazione, secondo Fiat, sono “trascurabili”: si tratta di applicare un componente dal costo “irrisorio” e non sono necessarie convenzioni esterne per sbrigare il lavoro. La compagnia può fare affidamento alla propria rete di assistenza oltre la Manica.

In effetti il problema non sembra aver influito sul titolo, qualche centesimo sotto la parità in parallelo con un mercato sostanzialmente fermo.

Regno Unito: la pubblicità online sorpassa la stampa

Regno Unito: la pubblicità online sorpassa la stampa

Http://canali.libero.it

La pubblicità sul web ha messo il fiato sul collo alla carta stampata e si prepara al sorpasso, che arriverà entro fine anno. Succede in Gran Bretagna dove nei primi mesi del 2006 l’Internet Advertising ha raggiunto quota 917,2 milioni di sterline, pari a 1,3 miliardi di euro, in crescita di oltre il 40% rispetto allo stesso periodo dell’anno scorso. Una cifra che corrisponde al 10,5% degli investimenti pubblicitari complessivi, valutati intorno agli 8,73 miliardi di sterline.

Un vero record. Basti pensare che gli investimenti destinati alla televisione sono poco più del doppio, ovvero il 22,7%. Quanto ai quotidiani nazionali, a questi è destinato l’11,4% degli investimenti, pari a 996 milioni di sterline. Stando a questi nuemeri, la tivù sarà probabilmente superata dal web entro fine 2006.

L’ottima performance dell’online è riportata dall’ultimo studio dell’Internet Advertising Bureau, realizzato in collaborazione con PrincerwaterhouseCoopers. “L’espansione del mercato della pubblicità anline non ha solo portato via quote di mercato ai media tradizionali, ma ha anche ingrandito la torta degli investimenti di 284 milioni di sterline”, afferma il report.

Tra i maggiori inserzionisti, l’industria automobilistica pesa per il 13,8% sull’online, seguito dall’entertainment con l’8,9%. Non solo: la vera novità è che tantissimi inserzionisti che tradizionalmente investivano solo sui media tradizionali, sembrano aver scoperto la Rete. Come i beni di consumo la cui quota è passata al 4,6% dal precedente 3,6%, mentre il comparto retail è passato dal 2,8 a tre punto percentuali.

Seppure di dimensioni notevolmente ridotte, anche il mercato italiano della pubblicità sembra aver finalmente scoperto Internet. Nel primo semestre dell’anno, il nostro Paese ha visto una crescita dell’advertising online nell’ordine del 53,5%, per un fatturato di di 92 milioni di euro circa. Ancora poco rispetto ai 2,6 miliardi della televisione e ai 913 milioni dei quotidiani. Ma il trend di crescita è impressionante. Soprattutto se confrontato all’aumento dell’1,7 e del 2,5% messi a segno da tivù e stampa.

Inghilterra, apre la prima enoteca al 100% biologica

INGHILTERRA, APRE LA PRIMA ENOTECA AL 100% BIOLOGICA

http://greenplanet.net
Etichette prevalentemente italiane, prezzi medi al pubblico sotto i 15 euro. 
La prima enoteca al 100% biologica della Gran-Bretagna ha aperto i battenti nel Lake District venerdì scorso, proprio in tempo per la stagione estiva.

“Organico”, che si trova sulla Old Lake Road ad Ambleside, in Cumbria, vanta una carta dei vino con più di 120 etichette, pricipalmente dall’Italia e in gran parte non disponibile nelle catene di supermercati inglesi.

Effettivamente, dice il proprietario Peter Jackson, molti produttori indipendenti hanno accettato di fornire il negozio in esclusiva  perché sono di piccole dimensioni e non sarebbero in grado di rispondere alla domanda di distributori maggiori.

“Molti dei nostri produttori, che visitiamo normalmente nei loro vigenti, ci chiedono se il loro vino andrebbe a finire sugli scaffali dei grandi negozi di alimentari. Quando spieghiamo che siamo un’enoteca in un angolo dell’Inghilterra, allora accettano di rifornirci”.

“Organico” è in funzione per quasi tre mesi. Ma venerdì, una settimana prima che nel Lake District (una zona di bellezza naturale eccezionale nel nord dell’Inghilterra) iniziasse il pienone turistico, Jackson si è deciso per organizzare il party di lancio ufficiale dell’iniziativa.

L’evento ha richiamato pubblico qualificato nel District e ha visto molti cavalieri fare una tappa e afferrare un bicchiere di Prosecco organico prima di rimettersi al trotto.

I vini di “Organico” sono prevalentemente nella fascia di prezzo sotto le 10 sterline (14.75 euro) , con alcune proposte come lo Champagne e il Loacker Corte Pavone Brunello di Montalcino 1999, a oltre 20 sterline (30 euro).
 

Arriva in Europa il modem Hsdpa Vodafone per Mac

Arriva in Europa il modem Hsdpa Vodafone per Mac

http://macitynet.it
Vodafone Uk annuncia il modem Usb Hsdpa per Mac. Arriverà in autunno e permetterà a tutti i computer della Mela di collegarsi in rete con il “super 3G”. In Italia è già possibile farlo. Ecco come.
Vodafone Uk ha annunciato il lancio anche nel Regno Unito del modem Hsdpa compatibile con Mac già presentato in Australia.

Il dispositivo, che sarà reso disponibile in autunno, è particolarmente prezioso per gli utenti dei nuovi portatili con processore Intel perché i MacBook e i MacBook pro non hanno uno slot che permette loro di usare una PC card (come quella commercializzata dalla stessa Vodafone) per collegarsi alla rete cellulare. La disponibilità di una connessione Usb ovvia a questo problema non irrilevante se ci si vuole collegare in mobilità dove non ci sono a disposizione altri reti se non quella cellulare.

Un secondo aspetto interessante è il fatto che il modem Hsdpa consente velocità simili a quelle di una discreta Adsl, ovvero “intorno a 1.4 Mbps”.

L’annuncio dello sbarco in Europa del modem rappresenta un fattore d’interesse anche per gli utenti Italiani in quanto in passato, spesso, le offerte commerciali Vodafone sono state unificate per tutti i paesi Ue. C’è quindi qualche possibilità che il modem Hsdpa appaia anche in Italia dove la multinazionale elle comunicazioni sta producendo un importante sforzo per adeguare la sua rete 3G aggiornandola al 3.5G.

Al momento è comunque già possibile anche nel nostro paese collegarsi, dove presente, alla rete Hsdpa usando il Mac. Come spiegato in questo articolo basta dotarsi della Internet Box e acquistare gli speciali driver prodotti da Novamedia.
 

Case discografiche britanniche fanno causa a sito russo AllofMP3

Case discografiche britanniche fanno causa a sito russo AllofMP3
LONDRA (Reuters) - Le case discografiche britanniche potranno fare causa al controverso sito russo di musica AllofMP3.com davanti all’alta Corte di Londra.

AllofMP3.com, che offre il download di album al prezzo di una sterlina (1,438 euro), secondo un’indagine è il secondo servizio musicale più diffuso in Gran Bretagna dietro ai negozi online iTunes di Apple Computer. Il sito russo afferma di essere in regola con le normative locali sul copyright ma le case discografiche sostengono di non aver mai autorizzato AllofMP3 a vendere le loro canzoni.

L’Alta Corte ha dato ieri il parere favorevole all’avvio di una causa contro AllofMP3 e la società Media Services che lo gestisce in Russia davanti ad un tribunale britannico, come ha riferito il British Phonographic Institute (BPI) in una dichiarazione.

“Il motivo per cui il download di AllofMP3.com è a buon mercato sta nel fatto che né gli artisti né le loro case discografiche vengono pagati”, ha dichiarato un dirigente del Bpi.

Nei mesi scorsi i parlamentari americani avevano messo in guardi dal siglare accordi commerciali bilaterali con la Russia sino a quando Mosca non adotterà provvedimenti per contrastare il furto di proprietà intellettuali, compresa la chiusura di AllofMP3. Gli inquirenti russi stanno svolgendo un’indagine sul caso.
 

UK: Residui sul’aglio “Biologico”

UK: RESIDUI SULL’AGLIO “BIOLOGICO

http://greenplanet.net
Residui su 3/4 dell’ortofrutta convenzionale sul mercato britannico, multiresiduo in 31 arance su 36. Per la prima volta le autorità sanitarie ne trovano anche in un prodotto etichettato come biologico
È la prima volta che il Pesticide Residues Committee (PRC)  ha rilevato la presenza  di prodotti chimici di sintesi in prodotti proposti come biologici.

L’aglio, importato da Tesco dalla Spagna, presentava residui di carbendazim, un potenziale agente cancerogeno e distruttore endocrino che il Pesticide Action Network indica come uno dei più problematici pesticidi attualmente in uso.
I residui erano presenti entro la soglia massima ammessa per i prodotti convenzionali.

L’ultimo rapporto dal comitato, pubblicato ieri, rivela che due quinti dei 1.247 campioni convenzionali esaminati contenevano residui,  e che 25 superavano i limiti di legge: il dato è in aumento rispetto al rapporto dell’anno precedente.

Un’indagine distinta del PRC su frutta e verdura fornita alle scuole nel quadro del programma governativo five-a-day, che promuove il consumo di cinque porzioni di ortofrutta al giorno, ha rilevato che a contenere residui erano quasi tre quarti dei prodotti analizzati.

Nei supermercati sono più a rischio frutta esotica come i manghi, con una presenza di residui superiore alla media.

Tutti i campioni di arance analizzate contenevano residui, anche se nessuno in misura superiore ai limiti di legge; 31 campioni su 36 presentavano più di un residuo, spesso organofosforati e carbammati che hanno meccanismi d’azione simili e quindi possono dar luogo a un effetto cocktail.

Anche la maggior parte delle mele in vendita nei negozi presentava residui. Le mele del Sudafrica in vendita da Asda e Tesco contenevano residui di ditiocarbammati superiori alla dose di tossicità acuta o alla soglia di sicurezza a breve termine  per i bambini di età inferiore ai 6 anni.

I ditiocarbammati fanno parte della famiglia dei carbammati neurotossici. Residui della stessa sostanza sono stati trovati  nelle pere vendute dalla Coop, sempre a livelli superiori alla soglia di intossicazione acuta per i bambini.
Alcuni campioni di zucchina venduti da Sainsbury contenevano residui del dieldrin, un organoclorurato messo al bando (ma il comitato ritiene che i residui derivino dall’inquinamento storico).

Il dott. Ian Brown, presidente del comitato, ha detto che la maggior parte degli alimenti analizzati ha rivelato l’assenza di residui o la presenza entro i limiti di legge: “Siamo soddisfatti che la maggior parte dei nostri risultati non ci dia motivo di preoccupazione per la salute pubblica”.

Tesco si è detto deluso dall’indicazione del superamento di livelli accettabili di contaminazione che risulta dal rapporto del PRC e ha annunciato controlli più severi sui fornitori.

 

Londra studia il rating dei video web

Londra studia il rating dei video web

http://punto-informatico.it

articolo di Tommaso Lombardi
Il governo britannico deciderà se estendere ai video su Internet le attività dell’ufficio per la censura degli audiovisivi tradizionali: in arrivo bollini e divieti?
 

Londra - La British Board of Film Classification, l’ente britannico che vigila sui contenuti dei film per il piccolo e grande schermo, ha proposto l’adozione di rating per gli audiovisivi online. Se l’amministrazione Blair dovesse approvare la proposta normativa, i filmati distribuiti attraverso le piattaforme interattive come il celebre YouTube, ad esempio, dovranno essere controllati e “marchiati” con bollini, così da fornire indicazioni immediate sulla natura dei contenuti proposti.

La notizia arriva dal quotidiano The Guardian, che commenta: “La BBFC corre il rischio di dover passare qualche secolo a censire i contenuti online, se vuole applicare i metodi classici finora utilizzati per la regolamentazione di TV e cinema”. La possibilità di fruire dei contenuti multimediali direttamente dal browser, in modo immediato e pratico grazie a connettività veloce ed interfacce web intuitive, ha portato ad una crescita esponenziale e senza controllo dei contenuti audiovisivi, soprattutto per quanto riguarda i filmati autoprodotti.

È per questo che i portavoce degli uffici di BBFC fanno sapere che la proposta di censire i contenuti online è un’occasione per sperimentare un approccio alternativo alla questione. “Non vogliamo bloccare l’accesso a nessun tipo di sito, così come non vogliamo oscurare alcunché”, dice la rappresentante di BBFC, Sue Clark: “Crediamo soltanto che la maggior parte dei filmati pubblicati su Internet non siano adatti alla totalità del pubblico e non sia esattamente ciò che la maggior parte delle persone vorrebbero vedere”.

Clark parla ad esempio di alcuni montaggi amatoriali, diffusi soprattutto sulle reti P2P, che uniscono numerosi filmati estrapolati sul terrorismo islamista: immagini violente e forti, dove ad esempio viene mostrata la decapitazione di un ostaggio. Secondo la legge britannica, un tale montaggio distribuito attraverso i canali tradizionali avrebbe ottenuto un rating simile al nostrano “VM 18″, mentre su Internet non esiste alcun tipo di etichetta o codice che ne permetta l’identificazione immediata.

È per questo che, conclude Sue Clark, “servirebbe un sistema standard per separare le categorie dei contenuti online, così che le persone capiscano subito se si tratta di materiali che possono vedere o meno”. BBFC intende avviare trattative direttamente con i content provider e con tutte le aziende che operano nel settore della diffusione dei contenuti online: l’obiettivo sarebbe una sorta di codice d’autoregolamentazione per gli editori digitali.

La domanda nasce quindi spontanea: se al giorno d’oggi chiunque può diventare editore, come è possibile avere un sistema di autoregolamentazione talmente ampio e condiviso da comprendere tutta la popolazione online? Il problema, almeno per il momento, non sembra sfiorare i pensieri dei legislatori e dei censori britannici.

 

Gran Bretagna, polemica sulla sicurezza delle carte di credito

Gran Bretagna, polemica sulla sicurezza delle carte di credito

http://euronews.net

Immaginate la Gran Bretagna senza carte di credito, e soprattutto di addebito: assurdo, qui pagano tutti con la carta.
Per questo, le banche ora tentano di difendersi, all’indomani di pesanti accuse sulla sicurezza delle carte. Accuse legate al fatto che le banche britanniche hanno scelto di usare un sistema di microchip più economico rispetto a quelli usati in altri paesi.

Il professor Ross Anderson, massimo esperto britannico in materia, assicura: “il sistema non è sicuro per niente. La frode sulle carte di addebito ammonta a 100 milioni di sterline all’anno, e non accenna a diminuire.”

Il sistema SDA, usato dalla gran parte delle banche britanniche, non solo non riconosce una carta clonata se questa è usata in un negozio il cui lettore non sia connesso in rete, ma è anche facilmente clonabile, secondo gli esperti.
E in più, i clienti lamentano l’atteggiamento di chiusura delle banche: “Le banche non sono più sicure - dice una vittima di frode - e questo sistema di microchip e codice segreto non rende le carte più sicure, serve solo a scaricare la responsabilità sui clienti”, aggiunge.

Secondo le banche, è vero che un negozio su cinque effettua le transazioni offline, ma non sono sempre gli stessi negozi. Il sistema, per il commercio al dettaglio, è abbastanza sicuro, dicono gli istituti di credito

Regno Unito: un reality affronta i problemi del sesso

Regno Unito: un reality affronta i problemi del sesso

 http://www.tgcom.mediaset.it

Problemi di coppia perché la scintilla del sesso si è spenta? In aiuto arriva il reality The sex inspectors-Segreti di coppia, importato dall’Inghilterra e in onda su Sky Vivo il mercoledì e il venerdì. Il programma intende abbattere ogni tabù sull’intimità e ha finalità educative e informative. A dare il loro aiuto due terapisti, il tutto a telecamere accese, anche di notte.
Nel corso del programma la coppia protagonista della puntata si farà filmare sotto le lenzuola con l’ausilio di telecamere infrarosse, permettendo così agli esperti di proporre suggerimenti per migliorare la loro intesa sessuale, incoraggiare il dialogo e riaccendere la passione. Il format, in Gran Bretagna ha fatto scandalo e  ha scatenato molte polemiche.

La prima puntata oltremanica si è occupata dei problemi di Jamie e Charlotte, entrambi ventinovenni. La donna ha raccontato di non essere mai stata veramente soddisfatta durante i loro rapporti. Nella seconda, invece, Nicky ha accusato il marito, dopo quattro anni di rapporto e la nascita di un figlio, di non dimostrare più lo stesso interesse nei suoi confronti

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