GB: varato primo traghetto a energia solare

GB: Varato il primo traghetto alimentato ad energia solare

http://canisciolti.info

Si chiama Serpentine Solar Shuttle ed è il primo traghetto per il trasporto di passeggeri completamente alimentato a pannelli solari. Ha debuttato oggi nella Serpentine appunto, il lago artificiale del centralissimo Hyde Park di Londra che, d’ora in poi, sarà attraversato dalla super tecnologica imbarcazione turistica che che può trasportare fino a 42 passeggeri e viaggiare a una velocità massima di 8 chilometri all’ora.

Non sarà certo un bolide da off-shore, né un campione di lunghissime percorrenze, ma gli studiosi assicurano che questa “è, oggi, la nave tecnologicamente più avanzata al mondo” e sarà a disposizione di tutti a partire da sabato, da quando, con solo 3 sterline (4,4 euro), si potrà fare una breve crociera di un paio di chilometri sul lago londinese. Costruita interamente in acciaio inossidabile, la nave è destinata a durare tantissimo. Non solo. Secondo il suo inventore, Christoph Behling, “questa nave pone le basi per la cotruzione delle navi del futuro, dei treni e di tutti gli altri mezzi di trasporto a energia rinnovalbile”. La nave solare, lunga circa 15 metri, ha sul tetto 27 pannelli sufficienti a darle completa autonomia. Il viaggio più lungo che il traghetto potrebbe affrontare è di 132 chilometri. 

Ambiente: associazioni contro il falco killer di Londra

Ambiente: associazioni contro il falco killer di Londra

http://corriere.it
LONDRA - Il falco scelto dal sindaco di Londra per uccidere i piccioni di troppo a Trafalgar Square ha colpito ancora, sotto gli occhi scioccati dei turisti. Due piccioni sono stati dilaniati oggi proprio mentre l’associazione Pigeon Action Group li stava nutrendo assieme ad alcuni bambini. Il portavoce del gruppo ha fatto sapere che e’ ora di finirla: ‘’E’ stata una scena scioccante'’. Il comune ha gia’ speso 250mila sterline per il falco assassino che per ora ne ha sterminati 14, e le proteste delle associazioni animaliste sono state finora inutili. (Agr)

 

A Londra arriva la tassa a tempo e su smog

A londra arriva a tassa a tempo e su smog

http://repubblica.it

LONDRA - Entrare nel centro di Londra è sempre più difficile: la ‘congestion charge’, il ticket di quasi 12 euro che bisogna pagare per entrare con l’automobile nel centro, presto sarà sostituita da “pedaggi intelligenti”, di ammontare variabile a seconda del tempo trascorso a bordo della vettura e delle emissioni emanate dal veicolo.

Transport for London (Tfl), l’autorità per i trasporti della capitale, sta infatti mettendo a punto un avanzato sistema di tariffazione che ritiene potrebbe divenire un modello anche per altre città del Regno Unito alle prese con gravi problemi di traffico.
Secondo quanto anticipato dal quotidiano britannico The Times, coloro che entrano regolarmente nella zona a pagamento infatti avranno un dispositivo elettronico montato sul cruscotto, il quale verrà letto da apposite macchinette installate ai margini della strada.

Gli automobilisti così non dovranno più ricordarsi di pagare il pedaggio in anticipo, perché l’ammontare sarà dedotto da appositi conti pre-pagati. Inoltre chi va nel centro fuori dagli orari di punta e per breve tempo, ad esempio solo per fare una commissione, pagherà in questo modo molto meno di coloro che usano l’automobile nelle ore del giorno più trafficate.

Chi fa turni di lavoro notturni ed esce dalla zona la mattina, guidando in senso opposto rispetto al flusso del traffico, pagherà la tariffa più bassa o potrebbe anche essere esentato tout court dal pagamento. I più penalizzati dal nuovo sistema saranno invece i conducenti di veicoli altamente inquinanti, come i Suv o le auto con 4 ruote motrici, i quali potranno sborsare fino al doppio o addirittura il triplo del pedaggio imposto ai proprietari di macchine piccole.
Le tariffe non sono ancora state stabilite, ma il sindaco di Londra Ken Livingston ha già anticipato di essere favorevole ad un pedaggio massimo di almeno 20 sterline (29 euro circa).

“Penso che abbiamo raggiunto l’apice quanto a reazione del pubblico nei riguardi del cambiamento del clima”, aveva dichiarato Livingstone tempo fa. “Credo che dobbiamo modificare significativamente il modo in cui viviamo. Stiamo già lavorando alla possibile introduzione di una più sofisticata congestion charge. Perciò, sarei molto a favore di un pedaggio di 20 sterline per le automobili che producono due o tre volte il quantitativo normale di emissioni di carbonio”, aveva sottolineato il primo cittadino della capitale.
Tfl vorrebbe introdurre i nuovi pedaggi a partire dal 2009, quando subaffitterà nuovamente il contratto per la gestione della ‘congestion charge’.

Fra i progetti futuri dell’ente, vi è anche quello di quello di dotare entro il 2015 ogni automobile di un dispositivo satellitare di localizzazione che consenta di rilevare in tutta Londra le distanze percorse da ciascun veicolo per imporre pedaggi proporzionali ai chilometri percorsi.

Michelle Dix, dirigente della Tfl, ha puntualizzato che gli automobilisti non saranno obbligati a installare il tag elettronico o il dispositivo satellitare, ma saranno fortemente incentivati in tal senso per evitare che debbano fornire i loro dati ogni volta che devono entrare nel centro della capitale.

“La gente forse non desidera avere a bordo della vettura apparecchi che li localizzano dappertutto. Non renderemo pertanto il dispositivo obbligatorio”, ha affermato la Dix.

Intanto, un’indagine pubblicata oggi dal pomeridiano Evening Standard ha rivelato che il traffico a Londra sta progressivamente peggiorando e tornando ai livelli in cui era prima dell’introduzione nel 2003 della congestion charge. Gli autobus vanno così a rilento, che è più veloce andare a piedi quando la tratta da percorrere non supera i 3 chilometri.
 

La Gran Bretagna sempre piu’ ambientalista

La Gran Bretagna sempre più ambientalista
La battaglia contro l’inquinamento è diventata prioritaria per la politica nazionle
articolo di Lazzaro Pietragnoli

http://aprileonline.info
 

Nonostante i Verdi siano fortemente penalizzati dal maggioritario secco utilizzato nelle elezioni politiche inglesi, conosciuto come “first pass the post”, le politiche per la protezione dell’ambiente sono uno dei principali terreni di scontro tra i vari partiti.

In particolare sia il partito Laburista che quello Conservatore cercano di qualificarsi come forze politiche attente all’ambiente e capaci di rispondere alla aspettative della popolazione su questo importante tema, anche attraverso politiche di pura immagine, come quella del leader conservatore David Cameron, che fin dal giorno della sua elezione alla guida del partito si reca al Parlamento di Westminster in bicicletta (anche se, come ha denunciato “The Guardian”, si fa seguire in automobile da segretari ed assistenti con abiti di ricambio e borse piene di documenti).

Ma al di là dell’immagine, entrambi gli schieramenti politici inglesi stanno sviluppando nuove politiche ambientali, forse anche grazie alla costante attenzione dei media britannici sui temi dell’ambiente e sui rischi dei cambi climatici.

In particolare nelle ultime settimane l’attenzione di alcuni leader, sia laburisti che conservatori, è stata attratta dall’inquinamento prodotto dagli aeroplani e sono state avanzate alcune interessanti proposte.

Mentre il governo ribadisce che per ridurre le emissioni di anidride carbonica derivanti da questo specifico settore è necessario lavorare con le compagnie aeree e le industrie di produzione aeronautica, al fine costruire nuovi aerei meno inquinanti e più capienti, una operazione che comunque richiederà almeno 10 anni per poter dare qualche beneficio visibile, il sindaco di Londra Ken Livingston e l’ex leader conservatore Michael Howard, hanno avanzato due diverse proposte per avere alcuni risultati immediati.

Livingston, che attraverso la Congestion Charge (cioè la tassa per la circolazione delle automobili nel centro di Londra) ha potuto ridurre di un quarto l’inquinamento atmosferico della capitale e ha raccolto miliardi di sterline appositamente destinati a migliorare i servizi pubblici e la qualità dell’ambiente nelle zone più inquinate della città, ha chiesto al governo di estendere i poteri del sindaco, in modo da poter applicare lo stesso principio anche al traffico aereo.
Livingston denuncia che, soprattutto grazie all’aumento dei volo a basso prezzo offerti da compagnie aeree on-line, dagli aeroporti di Londra ormai parte o atterra una media di circa 55 aerei all’ora (quasi uno al minuto), con enormi danni di carattere ambientale, sia dal punto di vista acustico che da quello delle emissioni di anidride carbonica. E con l’ampliamento di Heatrhrow, la costruzione della nuova pista all’aeroporto di London City e l’aumento di connessioni con i paesi dell’Estremo oriente e dell’America la situazione rischia di diventare ancora più grave nei prossimi anni.
Livingstone inoltre sottolinea solo una percentuale molto bassa dei voli che fanno scalo negli aeroporti di Londra ha come destinazione finale la città stessa e che quindi decolli e atterraggi non portano nessun beneficio neanche dal punto di vista dell’indotto turistico ed economico.

IL sindaco ha quindi chiesto che gli venga concessa la facoltà di tassare tutti gli aeroplani in arrivo e in partenza da Londra: “Si tratterebbe di una somma che sarebbe poi suddivisa tra tutti i passeggeri del volo e che quindi verrebbe ad incidere in modo marginale sui costi del volo, ma porterebbe benefici enormi ai cittadini della capitale, che fino ad oggi subiscono solo i danni degli aeroporti”.
Il sindaco ha inoltre garantito che tutti i soldi ricavati da questa speciale tassa sarebbero investiti in attività di recupero ambientale e nel finanziamento alla ricerca di nuove forme di motori a basso impatto ambientale.

L’ex leader conservatore Michael Howard, da parte sua, ha invece lanciato una campagna di informazione e responsabilizzazione dei turisti. Parlando ad una conferenza internazionale in Oman, Howard ha annunciato il lancio di una nuova campagna che convinca tutti i turisti a piantare alcuni alberi come risarcimento per l’inquinamento prodotto dai loro voli.
Lo stesso Howard ha dichiarato di aver piantato 4 alberi per ricompensare lo stato dell’Oman per i danni derivanti dal suo viaggio.

L’ex leader conservatore non pretende che questa attività sia resa obbligatoria per legge, ma invita il governo a individuare una precisa legislazione che informi tutti coloro che vogliono volontariamente aderire alla campagna, coinvolga le autorità locali delle città sede di aeroporto e aiuti nell’individuazione delle aziende agricole coinvolte.

Howard ritiene che sarebbe inoltre possibile provare a coinvolgere in questo progetto anche le aziende di trasporto ed eventualmente estenderlo anche ad altri tipi di inquinamento, prevedendo che ogni industria inglese sia agevolata fiscalmente nel piantare una determinata quantità di alberi, proporzionata alle emissioni inquinanti prodotte.

Si tratta di due piccole proposte, nessuna delle quali potrà da sola risolvere il problema, ma che comunque dimostrano l’attenzione del mondo politico inglese e la sua capacità pragmatica nell’ affrontare anche emergenze complesse come quella dell’inquinamento atmosferico.
 

Ambiente: GB, pneumatici usati su vecchie rotaie come asfalti

AMBIENTE:GB; PNEUMATICI USATI SU VECCHIE ROTAIE COME ASFALTO 
(ANSA)- Vecchie rotaie percorse anche da automobili ma con un asfalto particolare: i copertoni in disuso. E’ questa la soluzione che arriva dal Regno Unito per poter riutilizzare, almeno in parte, pneumatici usati mettendoli al posto delle traversine come nuovo fondo stradale. Dal prossimo 7 luglio, infatti, diventera’ illegale in Europa seppellire i pneumatici in discarica o bruciarli. Ed ecco, quindi, che questa nuova pavimentazione potrebbe diventare attraente. Certo le contestazioni non mancano. Alcuni gruppi di mobilita’ sostenibile vorrebbero che queste tratte venissero destinate a percorsi pedonali e ciclistici, anche perche’ le ferrovie in disuso non portano a mete molto frequentate. Dello stesso avviso e’ anche Roger Ford, editore della rivista Modern Railways. Ma Coates Smith, il direttore della Holdfast Rubber Highway (HRH) sostiene a spada tratta la sua idea. ‘’In questo modo abbiamo stimato che potremmo utilizzare una gran parte dei 50 milioni di pneumatici che ogni anno vanno a finire in discarica nel solo Regno Unito'’, afferma il manager spiegando che ‘’per ogni miglio verrebbero usate 354.000 gomme vecchie e, nel processo di produzione, le emissioni sono molto poche. Inoltre i costi sono circa un decimo dell’asfalto normale e i tempi di realizzazione molto brevi'’. La societa’ ha gia’ realizzato questo tipo di soluzione per attraversamenti ferroviari e pedonali. Un tratto sperimentale di 300 metri e’ gia’ stato costruito in un deposito di auto a Corby nel Northamptonshire. (ANSA).
 

Regno Unito: arriva la bottiglia biodegradabile

Regno Unito: arriva la bottiglia biodegradabile

http://greenplanet.net 

La prima bottiglia di plastica interamente biodegradabile fa da ieri bella mostra di sé sugli scaffali dei supermercati inglesi Waitrose. La bottiglia contiene l’acqua minerale Belu, una marca ignota che potrebbe diventare uno dei simboli della rivoluzione ambientale in Gran Bretagna. Fatto in fibra di granturco, il contenitore si decompone tra i rifiuti solidi urbani nell’arco di pochi mesi. Non è il primo esperimento del genere, dato che la catena alimentare Sainsbury’s usa sia vassoietti sia pellicole avvolgenti biodegradabili per la propria linea di prodotti biologici.

Marks & Spencer, un’altra catena, usa una pellicola fatta di amidi per imballare i sandwich. Quanto a Tesco, il più grande dei supermercati, ha allo studio l’introduzione entro quest’anno di sacchetti biodegradabili.
La bottiglia dell’acqua biodegradabile è una svolta assai importante poiché nel 2004 sono stati venduti nel mondo 154 miliardi di litri d’acqua minerale, quasi esclusivamente in contenitori di plastica. Che l’esperimento venga peraltro dalla Gran Bretagna è vieppiù di buon auspicio dato che il Paese è la pecora nera d’Europa sul fronte del riciclaggio dei rifiuti.

Gli inglesi gettano 275mila tonnellate di bottigliette di plastica e smaltiscono tanti rifiuti quanto il proprio peso corporeo ogni sette settimane. La raccolta differenziata dei rifiuti è ancora rudimentale e funziona a singhiozzo. Ogni inglese paga per i contenitori di plastica in cui è imballato il cibo 460 sterline ( 650 euro) l’anno.

Assediati dai rifiuti, molti stanno prendendo coscienza della situazione e premono per soluzioni sempre più attente all’ambiente. Questa dell’acqua Belu pare peraltro fatta apposta per assecondare lo spirito politicamente corretto degli inglesi. La società destina parte dei propri profitti a WaterAid, una Onlus che costruisce pozzi d’acqua nel Terzo Mondo. Una bottiglia finanzia il fabbisogno di acqua potabile di una persona per un mese in India o in Africa. A chi vuol far del bene l’acqua Belu mette una sete irresistibile.

GRAN BRETAGNA, SCANDALO DELLA FALSA CARNE BIO

 

GRAN BRETAGNA, SCANDALO DELLA FALSA CARNE BIO

http://www.greenplanet.net/

Stando a quanto ha appreso il Times, in Gran Bretagna sarà avviata un’indagine nazionale sulla vendita di falsa carne biologica nelle macellerie e nei mercati.

Le autorità inizieranno un’inchiesta sulla vendita di carne convenzionale etichettata come più costoso prodotto biologico, dopo che su tale pratica si è registrato un numero crescente di segnalazioni.

Si sospetta che alcuni macellai vendano per biologica carne convenzionale, naturalmente incassando il prezzo della carne bio, che può essere anche di cinque volte superiore.
Il reato comporta pochi rischi perché è molto difficile per i clienti accorgersi di essere stati frodati.

Ma si sospetta anche che alcuni coltivatori vendano come biologica la carne nei farmers’ market e alle fiere pur non essendo certificati.

A condurre l’indagine, che sarà estesa anche alle vendite di carne via web, saranno funzionari del Trading Standards office [ndr: un’agenzia pubblica abbastanza analoga alla nostra Repressione Frodi].

Le vendite di alimenti biologici in Gran Bretagna stanno aumentando del 12 per cento l’anno, e al momento sono arrivate a 1.2 miliardi di sterline (1.7 miliardi di euro).

Con le vendite di carne biologica (di produzione domestica o di importazione) stimata a oltre  200 milioni di sterline (295 milioni di euro), le autorità di controllo hanno dichiarato di non stupirsi del fatto che commercianti disonesti cerchino di infilarsi in un settore redditizio.
Un pollo del valore di 2 o 3 sterline (3-4,5 euro) può valerne 10 o 11 (14,5-16 euro) con un’etichetta biologica; la bistecca convenzionale che si vende a 10 - 15 sterline (14-22 euro) al chilo, può arrivare fino a 29.59 sterline (43,5 euro) se biologica.

La Food Standards Agency sta finanziando lo sviluppo di un test in grado di rilevare la quantità di antibiotici nella carne per identificare rapidamente se si tratta  di prodotto veramente biologico (i produttori biologici devono seguire regole rigorose che limitano l’uso di farmaci veterinari).
Il test, sviluppato dagli esperti del  Central Science Laboratory, potrà essere utilizzato dal personale del Trading Standards, che, al momento, possono basarsi solo sulla documentazione amministrativa e su documenti cartacei.

Il Trading Standards Institute è stato messo in allerta l’anno scorso, quando due commercianti sono stati scoperti e multati per aver utilizzato un’etichettatura biologica  su carne convenzionale.
Da allora ci sono state segnalazioni su problemi riscontrarti in diverse parti del Paese.

David Pickering, dell’istituto, ha detto a Times: “Da un certo tempo sospettiamo che qualcosa di strano stia avvenendo sul mercato biologico. Il problema è che quando la carne è venduta non confezionata, è estremamente difficile osservare tutte le differenze fisiche fra prodotto biologico e convenzionale. Ora comunque stiamo riuscendo a sorvegliare questo segmento come si dovrebbe. Con un mercato a crescita così rapida è evidente che qualcuno sia tentato di far cassa spacciando per biologica carne che non lo è”.

Prove sono state raccolte anche da un’inchiesta televisiva. La trasmissione del principale canale commerciale britannico ITV1 West Eye View: Porky Pies, che sarà mandata in onda domani, ha scoperto  che una serie di macellai a Gloucestershire, nel Dorset e nel Devon vende carne biologica senza poterlo fare, in quanto nessuno di loro è certificato, e ulteriori controlli hanno rivelato che la carne non era biologica.
Un agricoltore è stato scoperto a vendere salsicce di maiale biologiche in un mercato senza autorizzazione.
I venditori rischiano una multa di 5.000 sterline se sono ritenuti colpevoli di frode.

Uno dei problemi principali è la mancanza di controlli fatti direttamente sui prodotti biologici finiti per controllarne l’autenticità.
La questione della carne biologica è particolarmente imbarazzante per Soil Association,  la maggiore organizzazione britanica di settore, che oggi avvia una  campagna promozionale.
L’associazione ha quasi 4.000 soci, che lavorano il 70 per cento degli alimenti biologici prodotti nel Regno Unito, in cui appena il 4 per cento della superficie agricola è a conduzione biologica.

Patrick Holden, direttore dell’associazione, ha disposto controlli più stringenti e intende incaricare un ispettore per collaborare con il personale dello Trading Standards office per individuare eventuali frodi, e avviare un piano straordinario di controlli e analisi a campione.

Soil Association ha anche deciso di avviare una campagna per convincere i macellai a certificarsi, riducendo la tariffa da 400 a 250 sterline (da 587 a 367 euro).

Robin Maynard, portavoce per l’associazione, invita il pubblico a segnalare i commercianti sospetti. “Purtroppo c’è sempre gente che antepone il guadagno ai principi e all’etica”.

 

Compost aziendale

 Compost aziendale

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Al giorno d’oggi tutto deve fare businnes. Le menti di alcuni ecologisti stanno macinando idee per riuscire a indurre il “nemico” a commettere azioni ecologicamente sostenibili invece dei soliti delitti ambientali. Oggi, nel bollettino di guerra, ho letto che stiamo per conquistare una posizione strategica: il cestino dei documenti confidenziali delle aziende.

Pare che il modo migliore di distruggere definitivamente un pezzo di carta con su stampate informazioni riservate sia quello “naturale” di compostarlo. Farlo a fettine non serve, con abbastanza tempo a disposizione chiunque riuscirebbe a ricomporlo. Si potrebbe bruciarli, ma accendere un fuoco in un ufficio pieno di scartoffie potrebbe essere rischioso. Ecco che il bidone del compost entra trionfale nelle routine aziendali.

Nel Regno Unito (dove il 40% del cibo prodotto finisce nei rifiuti - Londra produce abbastanza rifiuti da riempire, ogni mezz’ora, una intera piscina olimpica) la gente si lamentava perché i bidoni (raccolta indifferenziata) erano sempre stracolmi, puzzolenti e attiravano topi e mosche.
In alcuni quartieri sono riusciti a far apprezzare il compostatore condominiale perché hanno detto alla gente che li avrebbe liberati dai topi e dalle mosche. Fare uno sforzo per separare i rifiuti spinti da coscienza ecologica non avrebbe mosso l’80% delle persone che hanno aderito al progetto per liberarsi del fastidio dei topi.

Ecco la chiave del successo: liberare la gente da un fastidio, soddisfare un loro bisogno, invece di continuare a predicare comportamenti virtuosi che soddisferebbero il nostro bisogno (non condiviso dalla maggioranza) di un mondo migliore che gli altri vedono come faticoso e scomodo.
Macchiavellico, ma efficace.