GRAN BRETAGNA, SCANDALO DELLA FALSA CARNE BIO
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Stando a quanto ha appreso il Times, in Gran Bretagna sarà avviata un’indagine nazionale sulla vendita di falsa carne biologica nelle macellerie e nei mercati.
Le autorità inizieranno un’inchiesta sulla vendita di carne convenzionale etichettata come più costoso prodotto biologico, dopo che su tale pratica si è registrato un numero crescente di segnalazioni.
Si sospetta che alcuni macellai vendano per biologica carne convenzionale, naturalmente incassando il prezzo della carne bio, che può essere anche di cinque volte superiore.
Il reato comporta pochi rischi perché è molto difficile per i clienti accorgersi di essere stati frodati.
Ma si sospetta anche che alcuni coltivatori vendano come biologica la carne nei farmers’ market e alle fiere pur non essendo certificati.
A condurre l’indagine, che sarà estesa anche alle vendite di carne via web, saranno funzionari del Trading Standards office [ndr: un’agenzia pubblica abbastanza analoga alla nostra Repressione Frodi].
Le vendite di alimenti biologici in Gran Bretagna stanno aumentando del 12 per cento l’anno, e al momento sono arrivate a 1.2 miliardi di sterline (1.7 miliardi di euro).
Con le vendite di carne biologica (di produzione domestica o di importazione) stimata a oltre 200 milioni di sterline (295 milioni di euro), le autorità di controllo hanno dichiarato di non stupirsi del fatto che commercianti disonesti cerchino di infilarsi in un settore redditizio.
Un pollo del valore di 2 o 3 sterline (3-4,5 euro) può valerne 10 o 11 (14,5-16 euro) con un’etichetta biologica; la bistecca convenzionale che si vende a 10 - 15 sterline (14-22 euro) al chilo, può arrivare fino a 29.59 sterline (43,5 euro) se biologica.
La Food Standards Agency sta finanziando lo sviluppo di un test in grado di rilevare la quantità di antibiotici nella carne per identificare rapidamente se si tratta di prodotto veramente biologico (i produttori biologici devono seguire regole rigorose che limitano l’uso di farmaci veterinari).
Il test, sviluppato dagli esperti del Central Science Laboratory, potrà essere utilizzato dal personale del Trading Standards, che, al momento, possono basarsi solo sulla documentazione amministrativa e su documenti cartacei.
Il Trading Standards Institute è stato messo in allerta l’anno scorso, quando due commercianti sono stati scoperti e multati per aver utilizzato un’etichettatura biologica su carne convenzionale.
Da allora ci sono state segnalazioni su problemi riscontrarti in diverse parti del Paese.
David Pickering, dell’istituto, ha detto a Times: “Da un certo tempo sospettiamo che qualcosa di strano stia avvenendo sul mercato biologico. Il problema è che quando la carne è venduta non confezionata, è estremamente difficile osservare tutte le differenze fisiche fra prodotto biologico e convenzionale. Ora comunque stiamo riuscendo a sorvegliare questo segmento come si dovrebbe. Con un mercato a crescita così rapida è evidente che qualcuno sia tentato di far cassa spacciando per biologica carne che non lo è”.
Prove sono state raccolte anche da un’inchiesta televisiva. La trasmissione del principale canale commerciale britannico ITV1 West Eye View: Porky Pies, che sarà mandata in onda domani, ha scoperto che una serie di macellai a Gloucestershire, nel Dorset e nel Devon vende carne biologica senza poterlo fare, in quanto nessuno di loro è certificato, e ulteriori controlli hanno rivelato che la carne non era biologica.
Un agricoltore è stato scoperto a vendere salsicce di maiale biologiche in un mercato senza autorizzazione.
I venditori rischiano una multa di 5.000 sterline se sono ritenuti colpevoli di frode.
Uno dei problemi principali è la mancanza di controlli fatti direttamente sui prodotti biologici finiti per controllarne l’autenticità.
La questione della carne biologica è particolarmente imbarazzante per Soil Association, la maggiore organizzazione britanica di settore, che oggi avvia una campagna promozionale.
L’associazione ha quasi 4.000 soci, che lavorano il 70 per cento degli alimenti biologici prodotti nel Regno Unito, in cui appena il 4 per cento della superficie agricola è a conduzione biologica.
Patrick Holden, direttore dell’associazione, ha disposto controlli più stringenti e intende incaricare un ispettore per collaborare con il personale dello Trading Standards office per individuare eventuali frodi, e avviare un piano straordinario di controlli e analisi a campione.
Soil Association ha anche deciso di avviare una campagna per convincere i macellai a certificarsi, riducendo la tariffa da 400 a 250 sterline (da 587 a 367 euro).
Robin Maynard, portavoce per l’associazione, invita il pubblico a segnalare i commercianti sospetti. “Purtroppo c’è sempre gente che antepone il guadagno ai principi e all’etica”.