Gran Bretagna: fermato tesoriere dei Labour

Gran Bretagna: fermato tesoriere dei Labour

http://corriere.it
LONDRA - Fermato dalla polizia Lord Michael Levy, il tesoriere del Partito Laburista. Il suo nome e’ emerso nell’inchiesta che ha coinvolto anche il primo ministro britannico, Tony Blair. Gli inquirenti affermano di aver ottenuto le prove di un coinvolgimento di Levy nella vicenda dei prestiti elettorali al Labour, ricevuti sotto banco da Downing Street e ripagati con prestigiose e redditizie nomine alla Camera dei Lord: dopo aver negato le accuse, il tesoriere del partito dei Labour ha protestato contro il provvedimento di fermo, che ha definito “non necessario”. (Agr)

 

Londra: crisi per ingerenza esecutivo in campo giudiziario

Londra : crisi per ingerenza esecutivo in campo giudiziario

di Gabriella Mira Marq

http://osservatoriosullalegalita.org

Probabile crisi istituzionale in Gran Bretagna, per l’intervento del governo in merito alla sentenza in un caso legale di grande impatto sull’opinione pubblica.

Il mese scorso il ministro degli interni John Reid ha scritto al ministro della giustizia, Lord Goldsmith, spiegando che la condanna a cinque anni e 108 giorni comminata al colpevole di reato di rapimento e stupro ai danni di una bambina di tre anni, Craig Sweeney, era “eccessivamente clemente” e che la Corte d’Appello avrebbe dovuto riconsiderarla.

La richiesta del ministro riguardo alla sentenza ha riscosso il sostegno dell’opinione pubblica e di molti media, ma i magistrati si sono ribellati all’idea dell’interferenza dell’esecutivo nella giurisdizione e ne e’ nato un dibattito nazionale.

Ma il procuratore generale e’ preoccupato sia per il fatto che l’azione di Reid possa essere interpretata come attacco ai giudici, sia che essa possa compromettere le probabilità di Sweeney di ottenere una processo giusto se il caso andasse alla Corte d’Appello.

Secondo The Observer, ora Goldsmith dira’ al Parlamento che la la sentenza di primo grado era nell’ambito delle pene prescritte dalla legge e che quindi deve essere riconfermata, il che determinera’ probabilmente reazioni oltraggiate da parte dei gruppi di sostegno alla vittima e la costernazione dela famiglia della vittima, che era invece stata incoraggiata dall’intervento di Reid a pensare ad un aumento significativo della pena.

Anche Dominic Grieve, il ministro ombra della giustizia, ha detto che il comportamento di John Reid e’ stato sia “poco saggio che errato nel formulare osservazioni sul giudice e la sentenza”, commentando che cio’ di cui realmente c’e’ bisogno e’ “una riforma urgente delle linee guida sulle sentenze”.

Case discografiche britanniche fanno causa a sito russo AllofMP3

Case discografiche britanniche fanno causa a sito russo AllofMP3
LONDRA (Reuters) - Le case discografiche britanniche potranno fare causa al controverso sito russo di musica AllofMP3.com davanti all’alta Corte di Londra.

AllofMP3.com, che offre il download di album al prezzo di una sterlina (1,438 euro), secondo un’indagine è il secondo servizio musicale più diffuso in Gran Bretagna dietro ai negozi online iTunes di Apple Computer. Il sito russo afferma di essere in regola con le normative locali sul copyright ma le case discografiche sostengono di non aver mai autorizzato AllofMP3 a vendere le loro canzoni.

L’Alta Corte ha dato ieri il parere favorevole all’avvio di una causa contro AllofMP3 e la società Media Services che lo gestisce in Russia davanti ad un tribunale britannico, come ha riferito il British Phonographic Institute (BPI) in una dichiarazione.

“Il motivo per cui il download di AllofMP3.com è a buon mercato sta nel fatto che né gli artisti né le loro case discografiche vengono pagati”, ha dichiarato un dirigente del Bpi.

Nei mesi scorsi i parlamentari americani avevano messo in guardi dal siglare accordi commerciali bilaterali con la Russia sino a quando Mosca non adotterà provvedimenti per contrastare il furto di proprietà intellettuali, compresa la chiusura di AllofMP3. Gli inquirenti russi stanno svolgendo un’indagine sul caso.
 

Gran Bretagna. Bocciata la legge sul suicidio assistito ma è già polemica

Gran Bretagna. Bocciata la legge sul suicidio assistito ma è già polemica

http://quaderniradicali.it

di Maria Rosaria Cozza 

Gran Bretagna. Bocciata la legge sul suicidio assistito ma è già polemica.News del 28-06-2006
La Gran Bretagna sembrava sempre più vicina alla legalizzazione del suicidio assistito; la proposta di legge dal titolo “Assisted Dying for the terminally ill”(Morte assistita per i malati terminali, disegnata sul modello dell’Oregon) introdotta alla Camera dei Lord tre anni fa da Lord Joffe, se approvata, avrebbe reso possibile per un medico (o per un membro di uno staff coordinato da un medico) procurare a determinati pazienti, in presenza di precise condizioni, la morte mediante somministrazione di farmaci letali.

Così non è stato. Infatti, nonostante i sondaggi più recenti vedessero l’80% della popolazione a favore della legalizzazione del suicidio assistito, la proposta di legge ha avuto la sua terza bocciatura consecutiva, questa volta da parte della House of Lords britannica.

Il provvedimento, che non legalizzava peraltro l’eutanasia (punita in Gran Bretagna con pene fino a 14 anni di reclusione) e ammetteva comunque l’obiezione di coscienza, ha acceso forti polemiche nel Paese, soprattutto nell’ambiente medico che, secondo i sondaggi, sarebbe stato nettamente contrario.

Infatti proprio la prestigiosa rivista Lancet è stata terreno di scontro tra chi si proclamava contrario e chi invece era favorevole alla legge.

“Si tratterebbe di un passo indietro e di un atto retrogrado”, spiega Margaret A. Branthwaite, avvocato e consulente di autorità sanitarie, “se comprensibili ma indifendibili paternalismi da parte dei medici imponessero un punto di vista medico-centrico. Le cure palliative hanno molto da offrire, sia nel controllo dei sintomi specifici sia nel supporto psicologico e sociale. Ma non tutti i pazienti acconsentono a questa gestione, e i medici non sono autorizzati ad imporsi sui pazienti, non importa quanto fortemente e sinceramente siano coinvolti”.

“Una legislazione che permettesse ai pazienti di scegliere un suicidio assistito da medici altererebbe irrimediabilmente l’ethos della nostra società”, protesta David Jeffrey, ex presidente dell’Association for Palliative Medicine of Great Britain and Ireland.

“Ciò di cui abbiamo bisogno invece è che le autorità politiche diano la massima priorità all’assistenza ai malati terminali, in modo che tutti i pazienti abbiano accesso alle migliori cure palliative possibili”.

Dello stesso parere anche la Chiesa che ribadisce con forza il severo giudizio dei vescovi inglesi e gallesi.

“I malati terminali hanno bisogno di cure adeguate, di essere assicurati che la loro vita ha un valore e che la società non li vuole morti - ha commentato Mons. Peter Smith, presidente della Commissione episcopale inglese per la responsabilità cristiana e la cittadinanza.
Una legge che consente ai medici di aiutare i pazienti ad uccidersi - ha aggiunto - si differenzia molto poco da una che consente di ucciderli”.

 

Arrestati in Marocco 4 sospettati per la rapina del secolo Inghilterra

Arrestati in Marocco 4 sospettati per la rapina del secolo in Inghilterra

http://euronews.net

Quattro cittadini britannici sono stati arrestati in questo centro commerciale di Rabat, in Marocco, perché sospettati di aver messo a segno quella che in Inghilterra è stata definita la rapina del secolo che fruttò un bottino di 78 milioni di euro.

Le polizie britannica e marocchina sono arrivate all’identificazione dei sospetti al termine di tre mesi d’indagine. Al momento dell’arresto i quattro stavano facendo acquisti e non hanno opposto resistenza. Le autorità di Rabat non hanno precisato se gli arrestati saranno detenuti in Marocco o verrano trasferiti in Gran Bretagna.

Solo un terzo della somma trafugata quattro mesi fa da un deposito della società di sicurezza e trasporto fondi Securitas a Tonbridge, nel Kent, è stato finora recuperato. Cinque persone sono state incriminate, tra cui il presunto capo della banda, John Fowler, 60 anni, un ricco commerciante d’auto.

La maxirapina del Kent è il colpo più importante nella storia delle criminalità in Gran Bretagna, ben più ‘ricco’ dell’attacco al treno postale Glasgow-Londra nel 1963, che fruttò l’equivalente di 58 milioni di euro attuali.
 
 

Londra studia il rating dei video web

Londra studia il rating dei video web

http://punto-informatico.it

articolo di Tommaso Lombardi
Il governo britannico deciderà se estendere ai video su Internet le attività dell’ufficio per la censura degli audiovisivi tradizionali: in arrivo bollini e divieti?
 

Londra - La British Board of Film Classification, l’ente britannico che vigila sui contenuti dei film per il piccolo e grande schermo, ha proposto l’adozione di rating per gli audiovisivi online. Se l’amministrazione Blair dovesse approvare la proposta normativa, i filmati distribuiti attraverso le piattaforme interattive come il celebre YouTube, ad esempio, dovranno essere controllati e “marchiati” con bollini, così da fornire indicazioni immediate sulla natura dei contenuti proposti.

La notizia arriva dal quotidiano The Guardian, che commenta: “La BBFC corre il rischio di dover passare qualche secolo a censire i contenuti online, se vuole applicare i metodi classici finora utilizzati per la regolamentazione di TV e cinema”. La possibilità di fruire dei contenuti multimediali direttamente dal browser, in modo immediato e pratico grazie a connettività veloce ed interfacce web intuitive, ha portato ad una crescita esponenziale e senza controllo dei contenuti audiovisivi, soprattutto per quanto riguarda i filmati autoprodotti.

È per questo che i portavoce degli uffici di BBFC fanno sapere che la proposta di censire i contenuti online è un’occasione per sperimentare un approccio alternativo alla questione. “Non vogliamo bloccare l’accesso a nessun tipo di sito, così come non vogliamo oscurare alcunché”, dice la rappresentante di BBFC, Sue Clark: “Crediamo soltanto che la maggior parte dei filmati pubblicati su Internet non siano adatti alla totalità del pubblico e non sia esattamente ciò che la maggior parte delle persone vorrebbero vedere”.

Clark parla ad esempio di alcuni montaggi amatoriali, diffusi soprattutto sulle reti P2P, che uniscono numerosi filmati estrapolati sul terrorismo islamista: immagini violente e forti, dove ad esempio viene mostrata la decapitazione di un ostaggio. Secondo la legge britannica, un tale montaggio distribuito attraverso i canali tradizionali avrebbe ottenuto un rating simile al nostrano “VM 18″, mentre su Internet non esiste alcun tipo di etichetta o codice che ne permetta l’identificazione immediata.

È per questo che, conclude Sue Clark, “servirebbe un sistema standard per separare le categorie dei contenuti online, così che le persone capiscano subito se si tratta di materiali che possono vedere o meno”. BBFC intende avviare trattative direttamente con i content provider e con tutte le aziende che operano nel settore della diffusione dei contenuti online: l’obiettivo sarebbe una sorta di codice d’autoregolamentazione per gli editori digitali.

La domanda nasce quindi spontanea: se al giorno d’oggi chiunque può diventare editore, come è possibile avere un sistema di autoregolamentazione talmente ampio e condiviso da comprendere tutta la popolazione online? Il problema, almeno per il momento, non sembra sfiorare i pensieri dei legislatori e dei censori britannici.

 

Scommesse: ‘calciogate’ anche nel Regno Unito?

SCOMMESSE: “CALCIOGATE” ANCHE NEL REGNO UNITO?

da http://lautomatico.net

Calciopoli anche in Inghilterra? Le premesse ci sono. La Football Association sta infatti avviando un’inchiesta per verificare la correttezza di una partita di calcio della serie “League Two” giocata la scorsa stagione. Un giocatore professionista ha rivelato che una significativa somma di denaro sarebbe stata scommessa su un particolare match, di cui non sono state rese note le squadre coinvolte, disputato in Oriente. Un elevato numero di scommesse puntava sul segno vincente, con un margine di più di un gol, previsione che si è realizzata. Un portavoce della Football Association ha commentato: “Qualora verificheremo che siano state violate le regole, indagheremo a fondo”.

Gran Bretagna: Lady Diana, inchiesta ufficiale scagiona i servizi segreti

Gran Bretagna: Lady Diana, inchiesta ufficiale scagiona i servizi segreti

http://corriere.it
LONDRA - L’inchiesta ufficiale di Scotland Yard sulla morte di Lady Diana esclude responsabilita’ dei servizi segreti britannici. Lo sostiene il tabloid domenicale “News of the World”, che anticipa il rapporto ufficiale “Operation Paget”, condotto dall’ex capo della polizia metropolitana Lord Stevens. Secondo le autorita’ britanniche, la principessa di Galles - morta il 31 agosto 1997 a Parigi dopo un grave incidente sotto il tunnel dell’Alma - non era fidanzata con Dodi Al Fayed e non era incinta. Secondo la relazione finale, Mohammed Al Fayed, padre di Dodi, non senti’ le ‘ultime parole’ di Diana e l’incidente fu causato dall’alta velocita’ e dallo stato di ebrezza dell’autista Henri Paul. I servizi segreti britannici MI6 ed MI5, conclude la polizia, non furono coinvolti nell’incidente. Bastava che Diana e Dodi allacciassero le cinture per salvarsi. (Agr)

 

Regno Unito, migliaia di cause ma le donne sono ancora pagate meno

Regno Unito, migliaia di cause ma le donne sono ancora pagate meno

http://rsinews.it

Negli ultimi trent’anni, 250.000 ricorsi in tribunale per discriminazione sessuale
 
Nonostante che negli ultimi trent’anni, da quando sono entrati in vigore il Sex Discrimination l’Equal Pay Acts, siano state promosse 250.000 cause giudiziarie per discriminazione sessuale, di cui 67.000 relative agli stipendi, in Gran Bretagna le donne sono ancora pagate meno degli uomini.

E’ quanto emerge da un rapporto dell’Equal Opportunities Commission (EOC) britannica
 

Snoop Dogg, divieto di accesso nel Regno Unito

Snoop Dogg, divieto di accesso nel Regno Unito

Dal sito http://musiclink.it

Il rapper Snoop Dogg non potrà rimettere piede sul suolo britannico. La decisione delle autorità è stata motivata dai disordini che Snoop Dogg ha causato insieme ai componenti del suo entourage nella sala d’aspetto della prima classe della British Airways in uno dei terminal del principale aeroporto londinese lo scorso mese di aprile, che hanno portato al suo arresto. Nei tafferugli sono rimasti feriti sette poliziotti. Snoop non potrà mai più viaggiare con la British, ma poiché la sua fedina penale negli Stati Uniti è tutt’altro che immacolata (è stato condannato per droga e crimini con arma da fuoco), gli è negato anche il visto d’ingresso nel Regno Unito. Il divieto costerà caro al rapper, che dovrà rinunciare agli incassi dei concerti, calcolabili in milioni di sterline.
la linea del governo britannico si è fatta più rigida dopo lo scandalo di poche settimane fa: il Ministro dell’Interno non ha provveduto al rimpatrio di diversi immigrati che avevano scontato una pena nei carceri britannici e che sono tornati in libertà. Dopo gli attentati di Londra del luglio 2005, la defaillance è costata il posto al ministro.

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