Il nuovo singolo di Robbie Williams non sfonda

Il nuovo singolo di Robbie Williams non sfonda

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Il nuovo singolo vende solo 7000 copie in UKRobbie Williams di fronte al primo flop della sua carriera? Pare proprio di sì.
Vanno male le cose per l’ex Take That: il suo “Rudebox”, singolo dallo stile decisamente nuovo per lui, nel Regno Unito si è rivelato un fiasco.
Uscito lunedi’, fino ad ora ha venduto soltanto 7.000 copie.

Insomma, un vero flop per Robbie, abituato a debuttare ai primi posti delle classifiche.
Ora resta da vedere se anche l’album, “Rudebox ‘74″, in arrivo a fine ottobre, seguirà lo stesso destino del singolo. Siamo sicuri che in ogni caso Robbie sopravviverà.

E’ morto Syd Barrett fondatore dei Pink Floyd

E’ morto Syd Barrett fondatore dei Pink Floyd

http://roackstar.it
La notizia è stata confermata solo pochi minuti fa da un portavoce dei Pink Floyd aggiungendo che la morte sarebbe avvenuta venerdì a causa di complicazioni dovute al diabete.

Syd è stata una figura fondamentale nello sviluppo di quella che sarebbe poi diventata la psichedelia, un musicista le cui doti sono state celebrate infinite volte e infinite volte è stato il suo apporto alla musica, sia come attore principale, sia come ‘semplice’ figura ispiratrice.

Per molti Syd è morto a metà degli anni ‘70, nel momento in cui il suo cervello non ha retto i viaggi chimici e si è ritirato nella casa della madre; per altri la pazzia sarebbe arrivata comunque, era destinato, e la sua musica è stata solo la lingua con la quale dialogava. 

L’ultimo mito, colui che ha inventato i Pink Floyd e la psichedelia; un tributo infinito arriverà da tutti gli addetti ai lavori, dagli ascoltatori, dai fan, dai colleghi.

Le ultime notizie su Syd si riferiscono ad Aprile, costantemente recluso in casa, seduto dietro a una finestra murata a fissare la porta posteriore, pochissimi contatti ed escursioni tranne che per il suo viaggio quotidiano in tabaccheria, ma gentile e amichevole nelle chiacchiere di tutti i giorni con le pochissime persone che incontrava.

Un finale completamente differente dall’inizio quando un uomo da solo sul palco dell’UFO di Londra inventava un nuovo suono.

Non sembrava dovesse morire mai.

 

John Fogerty: i fans si mettono in ferie per seguire il tour

John Fogerty: i fans si mettono in ferie per seguire il tour   
 
 
da Londra

http://ilgiornale.it

 

John Fogerty ha centinaia di migliaia di fan che lo amano come un guru. Al vernissage del suo tour europeo una folla di fedelissimi che hanno preso le ferie per seguire giorno per giorno le tappe dei suoi show ha preso d’assalto l’Apollo Hammersmith di Londra. Non proprio teen-ager: ma entusiasti che alle prime note di Down on the Corner e Keep on Chooglin’ si accalcano sotto il palco ballando, cantando e agitando bandiere.
Al momento dei bis, l’arcinota Proud Mary e la durissima Rockin all over the World le mura del teatro tremano.  È la breve cronaca del grande ritorno del chitarrista che tra il ‘69 e il ‘70 ha strapazzato le hit parade mondiali, conquistando in un sol colpo un ruolo di prestigio nell’Empireo del rock e contemporaneamente il disprezzo di una certa intellighenzia hippy. «I Creedence sono dei provocatori che fanno musica da supermarket - tuonò Jerry Rubin - noi siamo il futuro». A distanza di 40 anni gli hippy sono finiti nel dimenticatoio, Fogerty è in forma smagliante, con quella voce esplosiva ed autoritaria,  con quella chitarra che infila magici riff uno dietro l’altro. E vai a tutto ritmo con Green River, Fortunate Son, Bad Moon Rising, l’inno generazionale Who’ll Stop the Rain (che il Boss esegue spesso dal vivo), la giurassica Porterville per dipingere con energiche pennellate una serie di quadri senza età e senza tempo. Una nuova magia di Fogerty; cucire il passato al presente attraverso il rockabilly del 2000. Lui è scatenato, domina il palco con consumata freddezza ma al tempo stesso con emozionato abbandono.
 

Geri Halliwell forse si ritira. Poi un lavoro con la baby-sitter di Kate Moss?

Geri Halliwell forse si ritira. Poi un lavoro con la baby-sitter di Kate Moss?

http://rockol.it 

Geri Halliwell, visto anche il devastante flop del suo ultimo album, avrebbe deciso di ritirarsi dal mondo del pop. Secondo quanto riporta un domenicale britannico, adesso che la cantante è diventata mamma, Geri non avrebbe in mente altro che buttarsi in un nuovo business basato sui bambini. Si tratterebbe di una sorta di asilo, che se dovesse l’idea dovesse concretizzarsi sarà situato nella parte settentrionale di Londra, per bimbi che hanno mamme in carriera. Il nome ci sarebbe già: MOTG, acronimo per Mums On The Go. Tra le sue amiche che la ex Ginger Spice starebbe cercando di coinvolgere ci sarebbe Jade Frost, la baby-sitter di Lila, la figlia di Kate Moss.
Nonostante sia ormai trascorso parecchio tempo dal parto, la cantante si troverebbe ancora, a quanto pare gradita ospite, presso l’abitazione di George Michael.

Snoop Dogg, divieto di accesso nel Regno Unito

Snoop Dogg, divieto di accesso nel Regno Unito

Dal sito http://musiclink.it

Il rapper Snoop Dogg non potrà rimettere piede sul suolo britannico. La decisione delle autorità è stata motivata dai disordini che Snoop Dogg ha causato insieme ai componenti del suo entourage nella sala d’aspetto della prima classe della British Airways in uno dei terminal del principale aeroporto londinese lo scorso mese di aprile, che hanno portato al suo arresto. Nei tafferugli sono rimasti feriti sette poliziotti. Snoop non potrà mai più viaggiare con la British, ma poiché la sua fedina penale negli Stati Uniti è tutt’altro che immacolata (è stato condannato per droga e crimini con arma da fuoco), gli è negato anche il visto d’ingresso nel Regno Unito. Il divieto costerà caro al rapper, che dovrà rinunciare agli incassi dei concerti, calcolabili in milioni di sterline.
la linea del governo britannico si è fatta più rigida dopo lo scandalo di poche settimane fa: il Ministro dell’Interno non ha provveduto al rimpatrio di diversi immigrati che avevano scontato una pena nei carceri britannici e che sono tornati in libertà. Dopo gli attentati di Londra del luglio 2005, la defaillance è costata il posto al ministro.

Keane, il nuovo album: ‘Ci ispiriamo a Beatles e Hendrix e ringraziamo Bono’

Keane, il nuovo album: ‘Ci ispiriamo a Beatles e Hendrix e ringraziamo Bono’

Tratto da http://www.rockol.it

Qualcuno li ha definiti la migliore “guitar band” di Gran Bretagna, giocando sul paradosso che nessuno, nel trio proveniente da Battle, Inghilterra meridionale, suona la chitarra. E ad ascoltare “Is it any wonder?”, uno dei due singoli che hanno anticipato il secondo album “Under the iron sea” (in uscita il 12 giugno prossimo e presentato in anteprima live al Rolling Stone di Milano) è facile cadere nel tranello: quel riff rock e insistente sembra proprio suonato da una sei corde amplificata. “E invece è una vecchia tastiera Yamaha 70, uno strumento equipaggiato con dei pick up simili a quelli di una chitarra e a cui è possibile collegare pedali ed effetti” spiegano Tom Chaplin e Richard Hughes, modi educati e pronuncia da ragazzi di buona famiglia anglosassone. “L’idea che ci ha guidati in studio di registrazione è stata quella di esplorare i limiti dello strumento, ricercando tonalità e colori di volta in volta differenti per adattarli all’atmosfera, all’umore e allo stato d’animo dei testi. ‘Is it any wonder?’ in particolare è una canzone rabbiosa, amara, che parla di confusione e della impossibilità di effettuare delle scelte: una condizione molto sentita nell’attuale Gran Bretagna, che esporta guerra in giro per il mondo. Dite che il riff ricorda gli U2? Beh, noi diremmo piuttosto Jimi Hendrix, che poi in fondo è stato probabilmente anche l’ispirazione principale di The Edge. Come tutti gli altri pezzi del disco quel brano guadagna molto dall’ascolto in cuffia, o in stanze diverse con speaker differenti: ogni volta è possibile cogliere qualche dettaglio in più, qualche sfumatura diversa. Un po’ come succede con un disco come ‘Achtung baby’, che puoi ascoltare cento volte senza stufarti e scoprendo sempre qualcosa di nuovo”.
Si cedono volentieri la parola e rafforzano i rispettivi concetti, Tom e Richard: sono dunque superate del tutto, le tensioni che hanno portato la band sull’orlo dello scioglimento durante lo sfiancante tour mondiale seguito al “botto” internazionale di “Hopes and fears” (oltre 5 milioni di copie vendute)? “Ci conosciamo da 25 anni, ma gestire il successo ed essere costretti a passare tutto quel tempo insieme ha messo a dura prova il nostro rapporto di amicizia. Come molte altre band, abbiamo fatto l’errore di interiorizzare i problemi, accantonandoli, invece di affrontarli a viso aperto. Ma la nostra fortuna è che scrivendo canzoni, registrandole e facendo musica possiamo far venire a galla queste tensioni e canalizzarle in modo creativo. La musica, che ci stava dividendo, alla fine è ciò che ci ha permesso di restare insieme. Sul nuovo disco canzoni come ‘Hamburg song’, ‘Broken toy’ e ‘Atlantic’ parlano anche di questo”. L’ultima è stata diffusa su Internet con l’accompagnamento di un mini film diretto da Irvine Welsh, il celebre autore di “Trainspotting”. “Tramite amici comuni avevamo saputo che gli sarebbe piaciuto girare un film, un’esperienza per lui nuova. Così lo abbiamo invitato in studio a disco non ancora ultimato e gli abbiamo fatto sentire diverse canzoni: gli è piaciuta ‘Atlantic’, e su quella abbiamo deciso di lavorare. A quel punto si trattava di convincere la casa discografica a cacciar fuori i soldi, ma per fortuna oggi ci troviamo nella posizione di poter fare richieste di questo tipo…E’ stata un’esperienza affascinante: Irvine parla poco ma quando apre bocca dice cose divertenti o molto sensate. E non ha fatto un clip promozionale per le tv, non si è fatto condizionare da logiche commerciali. Ha creato un’opera d’arte a se stante, quell’immagine di un Cristo barbone che sorge dalle acque e che tutti ignorano ha aggiunto una nuova sfumatura a un pezzo che parla della paura di morire soli, della disintegrazione dei rapporti matrimoniali o d’amicizia. Con il primo album ci eravamo concentrati solo sulla musica, stavolta ci siamo resi conto che le nostre canzoni potevano stimolare la creatività di altri artisti: grafici, videomaker…E’ stata una bella scoperta anche per noi”. La continuità, rispetto al fortunato debutto, è garantita invece dalla grande cura delle melodie: questione, anche, di background e di gusti. “Il nostro primo ricordo musicale è legato a Tim (Rice-Oxley, autore e tastierista) che si incaponisce al piano a suonare ‘Always on my mind’ dei Pet Shop Boys. Avremo avuto sì e no dieci anni. Poi abbiamo scoperto i Beatles, e abbiamo avuto la fortuna di poterci comprare l’intero catalogo in un colpo solo…Ma ci piace di tutto, Aphex Twin e Chemical Brothers, Radiohead e Depeche Mode, gente che concepisce la musica in modo dinamico e che non fa mai un disco uguale all’altro. E poi Nick Drake e Paul Simon, perfetto nello scegliere sempre le migliori parole possibili per una canzone e con quelle creare melodie meravigliose. Il primo concerto invece è stato nel ’93, lo Zoo Tv degli U2 alla Wembley Arena di Londra. Molti hanno criticato quel tour giudicandolo pomposo ed eccessivo. Ma noi lo abbiamo trovato fantastico, è stato uno shock per dei ragazzi di campagna come noi!”. Come nelle favole, il futuro aveva in serbo per i Keane la possibilità di condividere il palco con i loro eroi: “Eravamo un po’ preoccupati all’idea di conoscerli di persona, perché di solito si finisce per provare una grande delusione. Ma con loro non è andata così: Bono, soprattutto, è un personaggio intenso ed enigmatico, colmo di saggezza e con tante cose interessanti da raccontare. Eravamo in tour e stavamo ancora lavorando al nuovo album ma lui ci ha dato un consiglio prezioso: non pensate solo all’atmosfera del disco, ci ha detto, ma costruite la successione delle canzoni come un viaggio. Parlava per esperienza, ci ha confidato, perché non era del tutto soddisfatto della sequenza dell’ultimo disco degli U2. Noi abbiamo fatto tesoro del suo suggerimento: ‘Atlantic’ doveva essere il primo pezzo, ti immerge in un percorso da cui si affiora solo con l’ultimo brano, ‘The frog prince’. E’ stata la scelta giusta, e lo dobbiamo a lui”.