A Londra arriva la tassa a tempo e su smog

A londra arriva a tassa a tempo e su smog

http://repubblica.it

LONDRA - Entrare nel centro di Londra è sempre più difficile: la ‘congestion charge’, il ticket di quasi 12 euro che bisogna pagare per entrare con l’automobile nel centro, presto sarà sostituita da “pedaggi intelligenti”, di ammontare variabile a seconda del tempo trascorso a bordo della vettura e delle emissioni emanate dal veicolo.

Transport for London (Tfl), l’autorità per i trasporti della capitale, sta infatti mettendo a punto un avanzato sistema di tariffazione che ritiene potrebbe divenire un modello anche per altre città del Regno Unito alle prese con gravi problemi di traffico.
Secondo quanto anticipato dal quotidiano britannico The Times, coloro che entrano regolarmente nella zona a pagamento infatti avranno un dispositivo elettronico montato sul cruscotto, il quale verrà letto da apposite macchinette installate ai margini della strada.

Gli automobilisti così non dovranno più ricordarsi di pagare il pedaggio in anticipo, perché l’ammontare sarà dedotto da appositi conti pre-pagati. Inoltre chi va nel centro fuori dagli orari di punta e per breve tempo, ad esempio solo per fare una commissione, pagherà in questo modo molto meno di coloro che usano l’automobile nelle ore del giorno più trafficate.

Chi fa turni di lavoro notturni ed esce dalla zona la mattina, guidando in senso opposto rispetto al flusso del traffico, pagherà la tariffa più bassa o potrebbe anche essere esentato tout court dal pagamento. I più penalizzati dal nuovo sistema saranno invece i conducenti di veicoli altamente inquinanti, come i Suv o le auto con 4 ruote motrici, i quali potranno sborsare fino al doppio o addirittura il triplo del pedaggio imposto ai proprietari di macchine piccole.
Le tariffe non sono ancora state stabilite, ma il sindaco di Londra Ken Livingston ha già anticipato di essere favorevole ad un pedaggio massimo di almeno 20 sterline (29 euro circa).

“Penso che abbiamo raggiunto l’apice quanto a reazione del pubblico nei riguardi del cambiamento del clima”, aveva dichiarato Livingstone tempo fa. “Credo che dobbiamo modificare significativamente il modo in cui viviamo. Stiamo già lavorando alla possibile introduzione di una più sofisticata congestion charge. Perciò, sarei molto a favore di un pedaggio di 20 sterline per le automobili che producono due o tre volte il quantitativo normale di emissioni di carbonio”, aveva sottolineato il primo cittadino della capitale.
Tfl vorrebbe introdurre i nuovi pedaggi a partire dal 2009, quando subaffitterà nuovamente il contratto per la gestione della ‘congestion charge’.

Fra i progetti futuri dell’ente, vi è anche quello di quello di dotare entro il 2015 ogni automobile di un dispositivo satellitare di localizzazione che consenta di rilevare in tutta Londra le distanze percorse da ciascun veicolo per imporre pedaggi proporzionali ai chilometri percorsi.

Michelle Dix, dirigente della Tfl, ha puntualizzato che gli automobilisti non saranno obbligati a installare il tag elettronico o il dispositivo satellitare, ma saranno fortemente incentivati in tal senso per evitare che debbano fornire i loro dati ogni volta che devono entrare nel centro della capitale.

“La gente forse non desidera avere a bordo della vettura apparecchi che li localizzano dappertutto. Non renderemo pertanto il dispositivo obbligatorio”, ha affermato la Dix.

Intanto, un’indagine pubblicata oggi dal pomeridiano Evening Standard ha rivelato che il traffico a Londra sta progressivamente peggiorando e tornando ai livelli in cui era prima dell’introduzione nel 2003 della congestion charge. Gli autobus vanno così a rilento, che è più veloce andare a piedi quando la tratta da percorrere non supera i 3 chilometri.
 

GB: L’ex ministro Clark critica la leadership di Tony Blair

Gran Bretagna, l’ex ministro Clarke critica la leadership di Tony Blair

Questa volta la bordata contro la leadership di Tony Blair arriva da uno dei suoi ex alleati di governo. In un’intervista al Times, l’ex ministro dell’Interno Charles Clarke accusa il premier di aver perso la bussola della sua azione politica, lasciando il Labour privo di una guida sicura.

E’ la prima volta che Clarke rompe il silenzio, dopo essere stato costretto a dimettersi nel mese di maggio, sull’onda dello scandalo del rilascio di alcuni prigionieri stranieri, pronti per la deportazione.

L’ex titolare degli Interni, le cui critiche non risparmiano nemmeno il suo successore John Reid, auspica che Blair sappia ritrovare il senso del suo agire politico. In caso contrario, dovrebbe passare le redini del governo al ministro delle Finanze, Gordon Brown.

Le divisioni all’interno del Labour non possono che giocare a vantaggio di David Cameron. Il leader conservatore, che ha visto crescere il gradimento del suo partito tra gli elettori, spera in una vittoria nelle elezioni del 2009, che metta fine al lungo dominio del Labour nella politica britannica.
 
 

Regno Unito: il mercato degli armamenti

Regno Unito: il mercato degli armamenti

da http:equilibri.net

La Gran Bretagna è il primo paese europeo per esportazione e produzione di armi. Le aziende belliche britanniche nel 2005 hanno fornito equipaggiamenti armati ad almeno 14 paesi impegnati in conflitti o responsabili di crimini contro la popolazione civile. Può una nazione da sempre in prima linea nella difesa dei diritti umani conciliare la compravendita di armi con i propri valori di riferimento.

Regno Unito: Il governo ha deciso, test anti droga nelle scuole medie

Regno Unito:  Il governo ha deciso,test anti droga nelle scuole medie

http://rainews24.it

La Gran Bretagna introdurrà progressivamente in tutte le scuole medie test anti droga su campioni di studenti, nell’ambito di un programma per combattere la diffusione di stupefacenti nelle nuove generazioni. 

Da settembre, scrive oggi il Times, gli studenti del Kent saranno sottoposti a test che evidenziano l’assunzione di droghe, dalla marjuana alla cocaina. Chi lo ha già provato, come la Abbey School di Faversham, sostiene che il test aiuta: “I ragazzi – dice un insegnante – quest’anno hanno ottenuto risultati migliori, ci sono stati meno tafferugli in classe e incidenti in cortile”.

Inglesi esagerati? Forse, ma in buona compagnia. Da alcuni anni diversi college americani eseguono test anti droga a sorpresa sui loro studenti e in Australia, scriveva domenica il Sunday Mail, presto arriverà nelle farmacie il test anti droga chiesto dai genitori dei teenager: basta un po’ di saliva per sapere se si è fatto uso di stupefacenti nelle ultime ore.
E magari, a questo punto, stare a casa ed evitare sorprese a scuola.   

Gb, governo presenta riforma pensioni, al lavoro fino a 68 anni

Gb, governo presenta riforma pensioni, al lavoro fino a 68 anni
http://euronews.net

Gli inglesi lavoreranno fino a 68 anni. La riforma delle pensioni della Gran Bretagna presentata dal governo rappresenta il cambiamento piu’ significativo degli ultimi 60 anni. Un cambiamento pero’ che avverra’ gradualmente, probabilmente a partire dal 2012.

Spiega la necessità della riforma il premier Tony Blair: “Abbiamo speso circa 16 miliardi di euro all’anno per i pensionati di oggi e abbiamo cercato di far uscire molti di loro da una condizione di povertà. La riforma cerca di migliorare il piu’ possibile gli standard di vita dei pensionati, anche se con dei limiti”.

Il governo di Londra stima che siano circa sette milioni gli inglesi che non stanno risparmiando abbastanza per la terza età. Cosi’ le aspettative di vita piu’ alte e un calo nei risparmi dei cittadini sono diventati un problema politico.

E’ favorevole alla riforma anche Tom McPhail, consulente del settore: “Certamente saranno soprattutto le donne a beneficiare di questa riforma, perché abbiamo notato che sono soprattutto loro quella parte di popolazione che non trae vantaggio dal sistema pensionistico di base”.

Attualmente l’eta’ pensionabile degli inglesi e’ di 65 anni per gli uomini e di 60 per le donne. La spesa del governo per le pensioni si aggira intorno al 5% del Pil nazionale.
 
 

Tony Blair a Baghdad: via le truppe dall’Iraq

 Tony Blair a Baghdad: via le truppe dall’Iraq

dal sito http://unita.it

Due bombe in un mercato della capitale irachena, lunedì mattina, con tre morti e almeno una decina di feriti hanno sottolineato con il sangue, lunedì mattina, l’avvio della settimana e il ritorno in aula dell’ex dittarore Saddam Hussein. Ma non è il processo, il fatto politico di maggior importanza, quanto la visita a sorpresa del primo ministro britannico Tony Blair all’indomani della presa di posizione del nuovo premier iracheno sul ritiro delle truppe straniere dal paese entro il 2010. Il primo ministro britannico Tony Blair è arrivato questa mattina a Baghdad per un colloquio con il neo premier iracheno Al Maliki. All´ordine del giorno dell´incontro, dice Downing Street, c´è proprio la situazione delle truppe, anche – evidentemente – alla luce degli annunci di ritiro del contingente italiano e giapponese, ma soprattutto dopo le dichiarazioni dello stesso primo ministro di Baghdad a questo proposito. Ora in Iraq c’è un governo pienamente legittimato dal voto e nella pienezza dei suoi poteri. Un governo di unità nazionale che chiede un calendario scadenzato di ritiro alle forze della coalizione anglo-americana. Cosa può ormai legittimare la presenza dei soldati stranieri sul territorio iracheno?

Una fonte britannica citata dalle agenzie di stampa internazionali questa mattina si è detta convinta che la formazione del governo di unità nazionale guidato da Nuri al-Maliki permetterà di accelerare il passaggio delle consegne alle forze di sicurezza irachene e permetterà a Londra di ritirare parte del proprio contingente entro metà del 2006.

Il primo ministro britannico deve incontrarsi anche con il Jalal Talabani e con l´ambasciatore statunitense a Baghdad Zalmay Khalilzad prima di tornare a Londra in serata. E in settimana dovrebbe –secondo il quotidiano Guardian – incontrare poi il presidente Usa George W. Bush a Washington proprio per discutere con lui della spinosa questione delle truppe schierate in Iraq alla luce delle dichiarazioni del premier iracheno. Quella di lunedì è la quinta visita in Iraq per Tony Blair dall´invasione del marzo 2003.
br>Blair è atterrato nella Green Zone di Baghdad, il superprotetto quartiere delle ambasciete e dei palazzi del potere, in elicottero. Tony Blair e Georgw W. Bush si trovano in una analoga situazione politica molto difficile nei rispettivi paesi, entrambi al punto minimo della loro popolarità con l’avvicinarsi del periodo finale del loro secondo mandato. E uno dei nodi che più incidono sulla loro progressiva perdita di consensi è quello della guerra in Iraq, un pantano in cui continuano a morire soldati britannici e americani.

Regno Unito: “Basta cibi grassi nelle scuole”

Regno Unito:  ”Basta cibi grassi nelle scuole”

http://repubblica.it
“Più sani, più belli”. Con questo slogan, il ministero dell’Istruzione britannico ha annunciato stamane nuove misure per migliorare la qualità dei pasti serviti nelle mense scolastiche di tutto il Regno Unito: a partire dal settembre prossimo, scolari e studenti dalle elementari alle superiori, sia nelle scuole pubbliche che in quelle private, dovranno ricevere almeno due porzioni di frutta o verdura a pasto e un’alimentazione generalmente più sana e nutriente a base di carne di buona qualità, pesce e pollo.

L’iniziativa comprende anche la messa al bando dalle mense e dalle rivenditrici automatiche a gettone o dagli spacci all’interno delle scuole di ogni tipo di “fast food”: niente più bibite gassate, patatine fritte, cioccolata. Quanto ai cibi fritti, potranno essere serviti nelle mense non più di due volte alla settimana. Il programma, approvato tre mesi or sono dal governo di Tony Blair, prevede uno stanziamento di 280 milioni di sterline, circa 410 milioni di euro, nell’arco dei prossimi tre anni per coprire i costi di ingredienti migliori e per corsi di addestramento dei cuochi e del personale delle mense scolastiche.

“I nostri bambini non possono continuare a mangiare il cibo di bassa qualità, poco nutriente e troppo ricco di grassi, che serviamo loro da decenni”, ha detto Alan Johnson, il ministro dell’Istruzione, illustrando il piano. “Occorrerà molto tempo per trasformare la cultura dell’alimentazione nelle scuole e riorientare il menù delle mense verso una maggiore attenzione alla salute e alla dieta, ma il nostro è un programma ambizioso e l’importante è cominciare a cambiare qualcosa”.

A scatenare le richieste di una riforma era stato il grido d’allarme lanciato lo scorso anno da Jamie Oliver, uno dei cuochi più famosi della Gran Bretagna, conduttore di una seguitissima trasmissione di gastronomia alla tivù e amico della famiglia Blair: inorridito dal cibo che i suoi figli mangiavano a scuola, Oliver, che è stato uno dei primi a introdurre la dieta mediterranea tra gli inglesi, si era offerto di insegnare personalmente ai cuochi delle mense come preparare pasti migliori. La sua protesta è stata raccolta dall’allora ministro dell’Istruzione Ruth Kelly, che ha convinto il primo ministro a interessarsi attivamente del problema.

Uno dei motivi che hanno spinto il governo ad agire è l’incremento dell’obesità infantile nel Regno Unito, dove secondo le statistiche negli ultimi quindici anni il numero dei giovani sovrappeso e a rischio di rimanere obesi per tutta la vita è quasi raddoppiato. Anche tra gli adulti la Gran Bretagna è uno dei paesi europei più colpiti dal problema dell’obesità.

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