L’ Universita’ inglese regala gli IPod agli studenti

L’Universita’ inglese regala gli IPod agli studenti

http://punto-informatico.it
di Tommaso Lombardi

Dover (UK) - Accade nel Regno Unito: un college ha stanziato 25mila sterline per regalare iPod Nano agli studenti. Serviranno per seguire lezioni e lettorati, diffusi come podcast.
Il rettorato del South Kent College ha deciso di equipaggiare gli studenti con lettori iPod Nano, così da avviare la diffusione via Internet delle lezioni accademiche in formato podcast, da ascoltare direttamente sul proprio lettore MP3 portatile. L’operazione avrà un costo di 23mila sterline, pari a circa 33mila euro.
Gli iPod verranno regalati agli studenti in pari con i programmi e con le presenze, così da avere una funzione addizionale di “incentivo” e di premio al merito. I docenti sono piuttosto soddisfatti del progetto e per il momento l’università mette a disposizione il download di lezioni d’ingegneria, informatica e scienze dell’educazione. Successivamente, altri curriculum accademici saranno toccati da questa piccola rivoluzione didattica.

Non mancano voci discordanti e critiche piuttosto aspre: secondo l’associazione Campaign for Real Education, si tratta di un enorme spreco di denaro prezioso che non ha assolutamente alcun impatto sul rendimento accademico degli studenti. Per Nick Seaton, dirigente dell’associazione britannica, l’iniziativa equivale a “denaro pubblico buttato via”.

Tuttavia, negli Stati Uniti ed in Australia il formato podcast è utilizzato da molti atenei di prestigio per diffondere le registrazioni di lezioni e seminari: la Stanford University, ad esempio, gode di un accordo speciale con Apple per l’attuazione del progetto iTunes U, una soluzione interamente pensata per le esigenze delle università.

Uno dei promotori dell’uso didattico dei podcast, Michael Gay della Purdue University, è convinto che la digitalizzazione delle lezioni sia una grande convenienza per gli studenti, soprattutto per coloro che non riescono ad avere una frequenza assidua. “Con la registrazione audio delle lezioni in classe”, ha spiegato Gay in un’intervista rilasciata a PodcastingNews, “uno studente può aggiornare continuamente il proprio iPod con tutte le ultime lezioni e novità provenienti dai corsi che segue, semplicemente utilizzando un apposito software”.

I podcast, infatti, vengono diffusi attraverso la tecnologia RSS, che facilita l’aggregazione di contenuti attraverso semplici meccanismi di “sottoscrizione”: l’utente seleziona i podcast preferiti ed il software, automaticamente, si aggiorna con le ultime trasmissioni. La Purdue University è particolarmente all’avanguardia ed è dotata di un servizio, detto BoilerCast, che permette l’accesso ai podcast accademici a seconda delle materie d’insegnamento.

In Italia alcune università, come ad esempio l’Università degli Studi di Bergamo, offrono un servizio di podcasting gratuito ed abbastanza curato. Nonostante gli sforzi profusi dai creatori del servizio, al giorno d’oggi nessuna università italiana prevede la digitalizzazione delle lezioni e la loro diffusione via web.

Da oggi l’ora di cucina nelle scuole

Da oggi l’ora di cucina nelle scuole 

http://ilgiornale.it
 
 
In Gran Bretagna scatta oggi l’operazione «cooking lessons». Non è il nome in codice di una nuova azione della polizia britannica, ma di un vero e proprio «corso di cucina», che si terrà in tutte le scuole. Gli studenti si cimenteranno ai fornelli con lezioni, teoriche e pratiche. Lo ha fatto sapere il ministero dell’Educazione, varando uno speciale programma che prevede corsi di «arte culinaria» negli istituti scolastici del Regno Unito.  «La nostra intenzione è quella di assistere alla rinascita dell’arte della cucina», ha detto un portavoce del governo, spiegando che il modulo prevede almeno 24 ore di lezioni di cucina per gli allievi delle scuole medie e superiori. I corsi non saranno obbligatori, ma dal 2008 tutte le scuole dovranno avere questa «offerta didattica» nei propri programmi di studio. Il ministero dell’Educazione, lanciando l’operazione «cooking lessons»,  mira anche a diffondere una cultura dell’alimentazione più sana ed equilibrata tra i giovani britannici che, secondo uno studio europeo, risultano tra i più a rischio di obesità e di disturbi legati a un’alimentazione scorretta. 
 

Londra censura Tom e Jerry

Londra censura Tom e Jerry

«Nel cartoon si fuma troppo»
http://lastampa.it
 LONDRA. Tom cerca di dare fuoco alla tana dove si nasconde Jerry. Jerry fa saltare in aria Tom con un candelotto di dinamite. Ma quando Tom si accende una sigaretta per fare colpo su una gattina dagli occhi languidi, allora è lì che iniziano i guai. Ofcom, l’ente britannico che vigila sul contenuto dei programmi televisivi, ha messo sotto inchiesta il cartone animato Tom & Jerry, perché in alcune scene mostra personaggi intenti a fumare sigari e sigarette e sarebbe perciò un brutto esempio per i bambini. Ora la società americana Turner, proprietaria dei diritti d’autore del cartone animato, ha acconsentito a tagliare le scene in cui il fumo viene presentato come una cosa accettabile o persino positiva. Ofcom ha deciso di prendere provvedimenti nei confronti di Tom & Jerry dopo aver ricevuto le lamentele di un telespettatore preoccupato.

«Comprendiamo che questi sono vecchi cartoni, prodotti per la maggior parte negli anni 40, 50 o 60, quando il fumo era più accettato. Sottolineiamo che in Tom & Jerry il fumo viene spesso presentato in maniera stilizzata e non come una cosa a cui si può passare sopra. Tuttavia, pur volendo mantenere l’integrità storica del cartone, il livello che giustifica l’inclusione di scene in cui si fuma deve essere necessariamente alto», ha dichiarato Ofcom in un comunicato.