Londra contro il bullismo online

Londra contro il bullismo online

Il governo britannico si mobilita contro i casi di bullismo telematico, sempre più numerosi. Le scuole riceveranno manuali e linee guida per la prevenzione di episodi spiacevoli
http://punto-informatico.it
Londra - Ingiurie via e-mail? Commenti diffamatori sul blog? La Anti Bullying Alliance, un’organizzazione per la protezione dei minori, ha varato un insieme di linee guida per prevenire il fenomeno del bullismo telematico, un fenomeno che colpisce in particolar modo gli studenti.

L’iniziativa gode del patrocinio del governo di Londra e secondo il ministro dell’educazione Jim Knight verranno coinvolte anche molte aziende tecnologiche per identificare immediatamente i casi di molestie via cellulare, messaggistica istantanea e forum online.

“Nessun bambino deve rimanere vittima dei bulli”, ha detto Knight, “nella vita reale così come nello spazio digitale”. Gli insegnanti e le famiglie dei giovani in età adolescenziale avranno a disposizione un libro contenente indicazioni su come salvaguardare la privacy online, misure considerate la via migliore per combattere prevaricazioni e soprusi.

Da uno studio condotto dai membri dell’Alliance, il bullismo online è piuttosto diffuso: un giovane su cinque è vittima di assalti alla propria persona, condotti attraverso blog, forum di discussione, email e messaggi SMS. “Il problema di questa forma di bullismo”, ha dichiarato Knight alla BBC, “è che segue i ragazzi direttamente nella loro sfera privata”.

Sono soprattutto le ragazze ad essere bersagliate da attacchi verbali sui servizi di messaggistica istantanea come MSN ed attraverso email offensive di carattere sessuale oppure razzista. Nonostante la grande prevalenza di vittime di sesso femminile, il bullismo telematico colpisce tutti, compresi gli adulti, soprattutto se appartenenti al mondo dell’istruzione pubblica.

Chris Keates, responsabile dell’Alliance, ha riferito che “negli ultimi due anni ci sono stati casi di insegnanti che sono stati presi di mira e ridicolizzati sul Web: il bullismo, anche quando colpisce gli adulti, può essere estremamente debilitante e causare gravi danni esistenziali e professionali alle persone coinvolte”.

Le scuole sul territorio britannico hanno adesso l’obbligo di esercitare maggiori controlli sulle attività online dei singoli studenti, che spesso entrano in contatto con Internet durante i corsi scolastici di informatica. “È essenziale che studenti e famiglie imparino ad utilizzare le tecnologie in modo sicuro”, ha aggiunto Knight, “perché altrimenti rischiano di sprofondare in un vortice di problemi”.

GB: partorisce a 62 anni

GB: partorisce a 62 anni

http://repubblica.it 

Una psichiatra infantile si è sottoposta alla terapia della fertilità
L’ha seguita nell’ex Unione Sovietica il medico italiano Antinori
Gran Bretagna, partorisce a 62 anni
è la mamma più vecchia del Paese
Non è il record mondiale: una romena madre a 66 anni
John e Patti Farrant
LONDRA - A 62 anni una psichiatra infantile è diventata la mamma più anziana della Gran Bretagna. La donna, scrive il quotidiano Daily Mail, si è sottoposta a un trattamento all’estero e mercoledì ha dato alla luce un bambino. JJ - questo il nome provvisorio del neonato - pesa tre chili ed è nato in un ospedale di Brighton, nel sud dell’Inghilterra.

Patti Farrant ha già tre figli tra i 26 e i 18 anni e con il nuovo arrivato, avuto grazie a una terapia della fertilità in vitro (IVT), si è aggiudicata il primato di madre più vecchia della Gran Bretagna. Non del mondo tuttavia: la batte Adriana Iliesco, una romena che nel 2005 ha partorito a 66 anni, sempre dopo il trattamento IVT.

Nella vicenda della mamma-nonna, ha avuto un ruolo chiave il ginecologo Severino Antinori. Patti Farrant infatti si è rivolta a una clinica - che si trova in un paese dell’ex Unione Sovietica - del medico, noto per le nascite “miracolose” e per gli esperimenti di clonazione.

Non sono mancate le critiche alla scelta di Patti e John, il suo compagno sessantenne. Il direttore clinico del Cromwell Ivf and Fertility Centre di Swansea, Peter Bowens Simkins, ha definito quella della coppia di Lewes (East Sussex) “una scelta segno di egoismo”. “Non credo sia nell’interesse di un bambino avere una madre che, quando il figlio finisce la scuola dell’obbligo, sta viaggiando verso gli 80 anni”, ha spiegato.

La risposta arriva proprio dai Farrat, che hanno assicurato di godere di “ottima salute” e che “nel caso dovesse capitarci qualcosa di brutto abbiamo coppie di amici più giovani che si sono già dette disponibili a prendersi cura di JJ”. Poi Patti Farrat ha chiamato in causa anche la psichiatria infantile, il suo mestiere, per puntualizzare che “per un bambino, non è importante che i suoi genitori siano più o meno giovani, ma che riescano a soddisfare le sue esigenze. E noi possiamo farlo”.

 

Londra, una polizia per i social network

Londra, una polizia per i social network

http://punto-informatico.it
Il pericolo che corrono i minorenni in rete che si affidano ai servizi di comunità sempre più diffusi sarebbero troppo alti per restare a guardare. Genitori e docenti sul piede di guerra

Londra - Il tarlo della pedopornografia e lo spettro degli assassini seriali hanno indotto il governo britannico a lanciare un programma d’investigazioni su una celebre comunità virtuale frequentata da minorenni, Bebo.com. Secondo gli inquirenti, i minori potrebbero avere utilizzato Bebo.com per esporre troppe informazioni personali, esponendosi così a numerosi pericoli: maniaci sessuali, rapitori, pedofili.

L’agenzia speciale antipedofilia di Londra è stata informata di questa situazione soltanto negli ultimi tempi, si apprende dal The Guardian. Il ruolo dei genitori, sostiene il quotidiano, è stato fondamentale: messi in allerta dai resoconti della polizia, che parlano di un’Internet britannica popolata da almeno 50mila maniaci, hanno iniziato ad inondare di lettere il Child Exploitation and Online Protection Centre.

In base ad alcune stime ufficiali, il 61% dei giovani tra 13 e 17 anni utilizza servizi di social networking, da Facebook al celebre MySpace. Proprio tra utenti MySpace, ad esempio, si sarebbero verificati spiacevoli episodi di stupri e violenze ai danni di giovani donne americane: episodi che hanno provocato reazioni di panico su scala planetaria, soprattutto tra gli insegnanti.

La maggior parte degli studenti delle scuole dell’obbligo, infatti, utilizza spesso la connessione dell’istituto scolastico per passare il tempo su queste comunità digitali. È il caso di Linda Wybar, una giovane professoressa di una scuola femminile che ha scoperto particolari sorprendenti riguardo alle attività online delle proprie alunne.

Circa 700 ragazze in piena età adolescenziale, dai 13 ai 17 anni, avevano aderito a Bebo.com mostrandosi in foto seminude oppure in biancheria intima. Particolari “indecenti” che hanno spinto la Wybar ad esporre denuncia: “Le ragazze raccontano troppe informazioni riguardo al loro conto e soprattutto includono questo tipo di immagini, che praticamente sono erotiche: tutti elementi che le espongono a potenziali pedofili”.

Jim Gamble, il capo dell’agenzia antipedofilia britannica, è stato intervistato dal Guardian ed ha sottolineato che “i social network sono l’ultima tendenza, sono il nuovo modo che permette ai giovani d’incontrarsi e fare conoscenza”. Gamble non vuole generalizzare e parla dei social network come di “buone opportunità per i minori, esattamente come stare ai giardinetti: l’unica differenza è che su Internet non ci sono insegnanti, poliziotti o genitori che tengono d’occhio la situazione”.

Poche settimane fa, l’opinione pubblica della Gran Bretagna è stata “svegliata” dalla condanna ad otto anni di reclusione per un pedofilo che adescava le vittime attraverso Internet. Da quel momento, l’attenzione della stampa e delle associazioni civili nei confronti dell’uso dei mezzi di comunicazione interpersonali è cresciuta con intensità sempre maggiore.

 

Regno Unito: schedati 700.000 bambini

Regno Unito, schedati 700.000 bambini

(ANSA)-LONDRA - Le impronte digitali di almeno 700.000 allievi delle elementari in Gran Bretagna sono conservate negli schedari delle biblioteche scolastiche. Uno scanner elettronico ha sostituito la tradizionale tessera per il prestito dei libri e ha permesso di schedare i bambini. Lo rivela il quotidiano Daily Mirror riportando la denuncia di No2Id. ‘E’ oltraggioso che vengano prese impronte a bambini anche di 5 anni’, sostiene il gruppo di pressione che si batte contro l’introduzione delle carte d’identita’
 

La Gran Bretagna sempre piu’ ambientalista

La Gran Bretagna sempre più ambientalista
La battaglia contro l’inquinamento è diventata prioritaria per la politica nazionle
articolo di Lazzaro Pietragnoli

http://aprileonline.info
 

Nonostante i Verdi siano fortemente penalizzati dal maggioritario secco utilizzato nelle elezioni politiche inglesi, conosciuto come “first pass the post”, le politiche per la protezione dell’ambiente sono uno dei principali terreni di scontro tra i vari partiti.

In particolare sia il partito Laburista che quello Conservatore cercano di qualificarsi come forze politiche attente all’ambiente e capaci di rispondere alla aspettative della popolazione su questo importante tema, anche attraverso politiche di pura immagine, come quella del leader conservatore David Cameron, che fin dal giorno della sua elezione alla guida del partito si reca al Parlamento di Westminster in bicicletta (anche se, come ha denunciato “The Guardian”, si fa seguire in automobile da segretari ed assistenti con abiti di ricambio e borse piene di documenti).

Ma al di là dell’immagine, entrambi gli schieramenti politici inglesi stanno sviluppando nuove politiche ambientali, forse anche grazie alla costante attenzione dei media britannici sui temi dell’ambiente e sui rischi dei cambi climatici.

In particolare nelle ultime settimane l’attenzione di alcuni leader, sia laburisti che conservatori, è stata attratta dall’inquinamento prodotto dagli aeroplani e sono state avanzate alcune interessanti proposte.

Mentre il governo ribadisce che per ridurre le emissioni di anidride carbonica derivanti da questo specifico settore è necessario lavorare con le compagnie aeree e le industrie di produzione aeronautica, al fine costruire nuovi aerei meno inquinanti e più capienti, una operazione che comunque richiederà almeno 10 anni per poter dare qualche beneficio visibile, il sindaco di Londra Ken Livingston e l’ex leader conservatore Michael Howard, hanno avanzato due diverse proposte per avere alcuni risultati immediati.

Livingston, che attraverso la Congestion Charge (cioè la tassa per la circolazione delle automobili nel centro di Londra) ha potuto ridurre di un quarto l’inquinamento atmosferico della capitale e ha raccolto miliardi di sterline appositamente destinati a migliorare i servizi pubblici e la qualità dell’ambiente nelle zone più inquinate della città, ha chiesto al governo di estendere i poteri del sindaco, in modo da poter applicare lo stesso principio anche al traffico aereo.
Livingston denuncia che, soprattutto grazie all’aumento dei volo a basso prezzo offerti da compagnie aeree on-line, dagli aeroporti di Londra ormai parte o atterra una media di circa 55 aerei all’ora (quasi uno al minuto), con enormi danni di carattere ambientale, sia dal punto di vista acustico che da quello delle emissioni di anidride carbonica. E con l’ampliamento di Heatrhrow, la costruzione della nuova pista all’aeroporto di London City e l’aumento di connessioni con i paesi dell’Estremo oriente e dell’America la situazione rischia di diventare ancora più grave nei prossimi anni.
Livingstone inoltre sottolinea solo una percentuale molto bassa dei voli che fanno scalo negli aeroporti di Londra ha come destinazione finale la città stessa e che quindi decolli e atterraggi non portano nessun beneficio neanche dal punto di vista dell’indotto turistico ed economico.

IL sindaco ha quindi chiesto che gli venga concessa la facoltà di tassare tutti gli aeroplani in arrivo e in partenza da Londra: “Si tratterebbe di una somma che sarebbe poi suddivisa tra tutti i passeggeri del volo e che quindi verrebbe ad incidere in modo marginale sui costi del volo, ma porterebbe benefici enormi ai cittadini della capitale, che fino ad oggi subiscono solo i danni degli aeroporti”.
Il sindaco ha inoltre garantito che tutti i soldi ricavati da questa speciale tassa sarebbero investiti in attività di recupero ambientale e nel finanziamento alla ricerca di nuove forme di motori a basso impatto ambientale.

L’ex leader conservatore Michael Howard, da parte sua, ha invece lanciato una campagna di informazione e responsabilizzazione dei turisti. Parlando ad una conferenza internazionale in Oman, Howard ha annunciato il lancio di una nuova campagna che convinca tutti i turisti a piantare alcuni alberi come risarcimento per l’inquinamento prodotto dai loro voli.
Lo stesso Howard ha dichiarato di aver piantato 4 alberi per ricompensare lo stato dell’Oman per i danni derivanti dal suo viaggio.

L’ex leader conservatore non pretende che questa attività sia resa obbligatoria per legge, ma invita il governo a individuare una precisa legislazione che informi tutti coloro che vogliono volontariamente aderire alla campagna, coinvolga le autorità locali delle città sede di aeroporto e aiuti nell’individuazione delle aziende agricole coinvolte.

Howard ritiene che sarebbe inoltre possibile provare a coinvolgere in questo progetto anche le aziende di trasporto ed eventualmente estenderlo anche ad altri tipi di inquinamento, prevedendo che ogni industria inglese sia agevolata fiscalmente nel piantare una determinata quantità di alberi, proporzionata alle emissioni inquinanti prodotte.

Si tratta di due piccole proposte, nessuna delle quali potrà da sola risolvere il problema, ma che comunque dimostrano l’attenzione del mondo politico inglese e la sua capacità pragmatica nell’ affrontare anche emergenze complesse come quella dell’inquinamento atmosferico.
 

Le reti convergono? C’e’ spazio per crescere

Le reti convergono? C’è spazio per crescere

http://casa24.ilsole24ore.com

articolo di Marco Niada 
 
LONDRA - Colossi delle telecomunicazioni come British Telecom si lanciano nella tv, gruppi televisivi come Sky comprano società di internet, le tv via cavo operano in tutti i settori, giganti come Nokia e Siemens uniscono le infrastrutture di telecomunicazione. Grazie al boom della banda larga e Ip (Internet protocol) le barriere tra media e tlc stanno saltando. Il disordine sotto il cielo è grande ma, come rileva Francesco Caio, 49 anni, padre della telefonia mobile in Italia e fino a poco tempo fa Ceo del gruppo di telecomunicazioni inglese Cable & Wireless, «non è detto che sia una tragedia».
Caio, che ha accettato di parlare con «Il Sole-24 Ore» di questa rivoluzione, ammette che «nessuno ha le idee chiare su ciò che accadrà. Ciò che conta però è aprire un dibattito serio, anche perché, per una volta, in Italia non siamo in ritardo, dato che in questa fase tutto è da inventare».
Da dove viene la rivoluzione in atto?
Il boom della banda larga, terminali sempre più facili da usare e lo standard di protocollo su internet (Ip) hanno permesso una comunicazione universale per tutte le tipologie d’informazione. Ancora dieci anni fa esisteva un’identità tra il terminale, la rete e il gestore del servizio. Il telefono aveva una propria rete e un gestore, la radio un’altra, come pure la tv. Anche i telefoni mobili alla nascita hanno creato una propria rete. Oggi, con costi bassi e affidabilità elevata, tutto è su una rete sola, collegata in periferia con diversi terminali.
L’utilizzo di internet sta decollando in modo verticale.
L’utilizzo è cambiato profondamente. All’inizio era una rete in più, usata saltuariamente per consultare testi e, semmai, interfacciare con i Pc. Oggi sulla rete passano non solo testi ma foto, musica e filmati. Inoltre, il flusso è bidirezionale e la gente comunica sempre più. Negli Usa il 44% del tempo su internet la gente lo passa a comunicare.
E i terminali?
Le strutture di rete convergono, ma i terminali si diversificano: dai Pc ai telefonini, passando per la radio la tv, l’allarme della casa, la lavatrice e i giocattoli.
Recentemente il quotidiano «The Guardian» ha dato priorità all’informazione online. Anche perché Sky e Bbc sono entrate pesantemente nel settore. Che sta succedendo?
Siamo di fronte a una crescente frammentazione dell’audience, dato che individui e famiglie passano sempre più tempo su internet. A questo punto la costruzione di palinsesti inizia a scricchiolare. I telegiornali e gli spettacoli li si possono guardare su richiesta. Inoltre, come si nota dal fenomeno dei blog, c’è crescente partecipazione interattiva. Dato che i costi sono bassi, oggi si può creare dal nulla un’ottima stazione radio specializzata. Vi è un boom di siti che nascono e crescono velocissimi. Come Bebo.com, dove gli adolescenti interagiscono con foto: oggi ha 20 milioni di utenti. Nel mondo dell’arte Deviantart.com ha una comunità di 10milioni. Con utube.com (60 milioni di utenti) si può mettere in rete i propri video.
E poi c’è l’aspetto della globalità…
Certo, se il prodotto è azzeccato dilaga subito in tutto il mondo. Il costo per mettere in rete è praticamente inesistente. Oggi sarebbe dunque pericoloso non porsi il problema in termini di costi, di credibilità dell’informazione, del rapporto tra libertà d’informazione e accesso alle fonti. Non ho risposte mie ma non posso far finta di nulla. Le bombe del 7 luglio a Londra hanno provato come un piccolo terminale (il telefonino) su banda larga abbia permesso a molti di improvvisarsi reporter. Quali saranno dunque i rapporti tra media e utente che può trasformarsi anche in giornalista?
E nelle telecomunicazioni?
Qui il fenomeno è ancor più rilevante. Le tlc si sono sviluppate attorno alla voce, prima sul fisso poi sul mobile. Il servizio si misurava al minuto. Ora la banda larga si misura per numero di connessioni. Si paga però una quota fissa. Il gestore non sa come viene utilizzata. I margini scendono. Per ora il calo voce viene controbilanciato dalla crescita della banda larga. Ma la penetrazione in Europa è già in una forchetta compresa tra il 30 e il 50% delle abitazioni. C’è ancora spazio di crescita, ma quali altri servizi ovvieranno al calo della voce? Per ora servizi voce come Skype implicano nella stragrande maggioranza l’utilizzo di un Pc, sono complessi e coinvolgono solo sei, sette milioni di persone. Ma in futuro i Pc saranno più semplici e i telefonini opereranno sia su gsm sia su wi-fi aumentando le opportunità.
Ma che sostenibilità economica avranno i futuri modelli?
È importante comprendere il profilo di queste industrie. Nelle telecomunicazioni si può entrare nella distribuzione Tv e anche nei contenuti televisivi. È una delle opzioni. Personalmente devo essere ancora convinto che sia una mossa vincente. Bisogna vedere a chi andranno i margini. Il consumatore è sovrano nel scegliere il contenuto dei servizi e sarà pronto a pagare l’erogatore di contenuti piuttosto che l’intermediario. Ecco che i buoni media hanno ancora molto da dire. La mia sensazione è che dunque le società di telecomunicazioni si concentreranno sulla gestione delle reti, dove ci sono margini di miglioramento.
Dunque ci sono limiti alla tanto millantata convergenza?
È difficile immaginarla totale. Si arriverà a una polarizzazione tra accesso e contenuti. Sky ha fatto bene a comprare una società di internet perché così è più vicina alla distribuzione al cliente. La forza di Sky stava nella capacità di negoziare programmi di sport con le major Usa. Ora queste possono andare su internet e dunque Sky deve riconfigurare la propria audience su banda larga.
La pubblicità basterà per sostenere i media? C’è una crescente migrazione verso internet..
C’è un detto che, a spanne, suona così: metà della pubblicità non serve perché non raggiunge il pubblico voluto, ma non si sa bene quale metà sia. Il dubbio permane per la pubblicità su carta. Con internet le cose cambiano. Google permette di capire se il messaggio è stato consumato.
Insomma, tempi duri per telecom e media…
Sarebbe un errore pensare che i cambiamenti riguardano solo telecom e media. Toccano trasversalmente tutte le industrie e obbligano a rivedere completamente la struttura dei costi. Non ho ancora visto molti compiere questa riflessione in modo articolato. C’è un nuovo mondo che si sta aprendo davanti a noi. Ad esempio, circa il 50% delle polizze-casa in Gran Bretagna è stato stipulato online. Non pretendo di avere soluzioni in tasca ma lo scoppio della bolla di internet ci ha fatto pensare che si trattasse di un fenomeno passeggero. Ora è tornato alla carica con un’energia più forte che mai.
 

Regno Unito: pericolo Baby Gan

Regno Unito: pericolo Baby gang 

http://tgcom.mediaset.it

Il fenomeno baby-gang non è solo un’emergenza italiana, ma europea. A confermarlo uno studio del ministero degli Interni britannico, secondo cui circa mezzo milione di giovani in Gran Bretagna appartiene a bande di minori che violano la legge e intimoriscono le comunità. Molti di loro assumono droghe, sono muniti di armi e sono stati coinvolti in violenze gravi, come devastare abitazioni e terrorizzare i passanti.
Il rapporto sulle bande giovanili, il primo - ricorda il quotidiano Independent - ufficiale su questo fenomeno, sottolinea che le adesioni alle baby-gang avvengono già a dieci anni. Circa il 6% dei giovani tra i dieci e i diciannove anni, pari a 480mila persone, sono membri effettivi e allontana l’immagine romantica di gruppi di giovani innocui che cercano di divertirsi.

Ciò che maggiormente preoccupa le istituzioni, oltre al danno per il presente per quanto riguarda il rischio che corrono i minori, è il fatto che alcuni giovani possano affiliarsi alle bande di criminali adulti coinvolte nel traffico di droga e nei furti che si verificano nelle maggiori città del Paese. In media le baby-gang sono composte da quattordici-quindici membri, almeno un terzo dei quali ha commesso un reato grave (aggressione, furto con scasso, rapina, furto di auto o spaccio di droga) lo scorso anno.

 

Regno Unito: un reality affronta i problemi del sesso

Regno Unito: un reality affronta i problemi del sesso

 http://www.tgcom.mediaset.it

Problemi di coppia perché la scintilla del sesso si è spenta? In aiuto arriva il reality The sex inspectors-Segreti di coppia, importato dall’Inghilterra e in onda su Sky Vivo il mercoledì e il venerdì. Il programma intende abbattere ogni tabù sull’intimità e ha finalità educative e informative. A dare il loro aiuto due terapisti, il tutto a telecamere accese, anche di notte.
Nel corso del programma la coppia protagonista della puntata si farà filmare sotto le lenzuola con l’ausilio di telecamere infrarosse, permettendo così agli esperti di proporre suggerimenti per migliorare la loro intesa sessuale, incoraggiare il dialogo e riaccendere la passione. Il format, in Gran Bretagna ha fatto scandalo e  ha scatenato molte polemiche.

La prima puntata oltremanica si è occupata dei problemi di Jamie e Charlotte, entrambi ventinovenni. La donna ha raccontato di non essere mai stata veramente soddisfatta durante i loro rapporti. Nella seconda, invece, Nicky ha accusato il marito, dopo quattro anni di rapporto e la nascita di un figlio, di non dimostrare più lo stesso interesse nei suoi confronti

Regno Unito: Il governo ha deciso, test anti droga nelle scuole medie

Regno Unito:  Il governo ha deciso,test anti droga nelle scuole medie

http://rainews24.it

La Gran Bretagna introdurrà progressivamente in tutte le scuole medie test anti droga su campioni di studenti, nell’ambito di un programma per combattere la diffusione di stupefacenti nelle nuove generazioni. 

Da settembre, scrive oggi il Times, gli studenti del Kent saranno sottoposti a test che evidenziano l’assunzione di droghe, dalla marjuana alla cocaina. Chi lo ha già provato, come la Abbey School di Faversham, sostiene che il test aiuta: “I ragazzi – dice un insegnante – quest’anno hanno ottenuto risultati migliori, ci sono stati meno tafferugli in classe e incidenti in cortile”.

Inglesi esagerati? Forse, ma in buona compagnia. Da alcuni anni diversi college americani eseguono test anti droga a sorpresa sui loro studenti e in Australia, scriveva domenica il Sunday Mail, presto arriverà nelle farmacie il test anti droga chiesto dai genitori dei teenager: basta un po’ di saliva per sapere se si è fatto uso di stupefacenti nelle ultime ore.
E magari, a questo punto, stare a casa ed evitare sorprese a scuola.   

Gb, governo presenta riforma pensioni, al lavoro fino a 68 anni

Gb, governo presenta riforma pensioni, al lavoro fino a 68 anni
http://euronews.net

Gli inglesi lavoreranno fino a 68 anni. La riforma delle pensioni della Gran Bretagna presentata dal governo rappresenta il cambiamento piu’ significativo degli ultimi 60 anni. Un cambiamento pero’ che avverra’ gradualmente, probabilmente a partire dal 2012.

Spiega la necessità della riforma il premier Tony Blair: “Abbiamo speso circa 16 miliardi di euro all’anno per i pensionati di oggi e abbiamo cercato di far uscire molti di loro da una condizione di povertà. La riforma cerca di migliorare il piu’ possibile gli standard di vita dei pensionati, anche se con dei limiti”.

Il governo di Londra stima che siano circa sette milioni gli inglesi che non stanno risparmiando abbastanza per la terza età. Cosi’ le aspettative di vita piu’ alte e un calo nei risparmi dei cittadini sono diventati un problema politico.

E’ favorevole alla riforma anche Tom McPhail, consulente del settore: “Certamente saranno soprattutto le donne a beneficiare di questa riforma, perché abbiamo notato che sono soprattutto loro quella parte di popolazione che non trae vantaggio dal sistema pensionistico di base”.

Attualmente l’eta’ pensionabile degli inglesi e’ di 65 anni per gli uomini e di 60 per le donne. La spesa del governo per le pensioni si aggira intorno al 5% del Pil nazionale.
 
 

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