Cinema nel Regno Unito: film sul pittore Rembrandt

Cinema nel Regno Unito: Film sul pittore Rembrandt

http://cineuropa.org 

Il regista britannico Peter Greenaway ha iniziato ieri le riprese della sua ultima creazione, Nightwatching, nel quale riporta alla vita il famoso pittore olandese Rembrandt e molti dei suoi familiari e amici più stretti, ritratti nel famoso quadro ‘La ronda di notte’. La co-produzione anglo-olandese coincide con le celebrazioni del 400° anniversario della nascita del maestro.

Il film, che vede la partecipazione di Martin Freeman ( Guida intergalattica per autostoppisti) nel ruolo di Rembrandt, esplora la nascita e lo sviluppo del capolavoro, ed il mistero che circonda ognuno dei personaggi de ‘La ronda di notte’, ivi inclusa la moglie del pittore, Saskia, interpretata da Eva Birthistle (Breakfast On Pluto), e le sue due amanti Geertje (Jodhi May, vista in House of Mirth) e Hendrickje (la Emily Holmes di Snakes On a Plane). Anche Natalie Press (My summer of Love) è nel cast. La pellicola segue da vicino le installazioni di quest’estate realizzate dal filmmaker al Rijksmuseum di Amsterdam, che hanno visto l’utilizzo di suoni, luci ed immagini in movimento per mostrare il dipinto dell’artista sotto una luce totalmente nuova.

Nightwatching è prodotto dal collaboratore abituale di Greenaway, l’olandese Kees Kasander (The Kasander Film Company) in co-produzione con Carlo Dusi nel Regno Unito (Aria Films). Paul Trijbits, Direttore del New Cinema Fund dello UK Film Council, che ha supportato il progetto con 300.000 sterline, ha commentato: “Nightwatching è un progetto fantastico che unisce l’arte classica alla passione, al dramma, all’intrigo, rendendolo significativo per un pubblico contemporaneo. Peter Greenaway ha una formazione da pittore, e come Rembrandt crea l’illusione della realtà e l’atmosfera, che provocano forti reazioni emotive da parte dello spettatore … Il New Cinema Fund e lo UK Film Council sono particolarmente orgogliosi si offrire il loro sostegno ad un progetto di questo calibro e così innovativo”. Il film, che sarà girato in location in Polonia e nel Galles, è venduto da Content International .

Il nuovo singolo di Robbie Williams non sfonda

Il nuovo singolo di Robbie Williams non sfonda

http://mtv.it

Il nuovo singolo vende solo 7000 copie in UKRobbie Williams di fronte al primo flop della sua carriera? Pare proprio di sì.
Vanno male le cose per l’ex Take That: il suo “Rudebox”, singolo dallo stile decisamente nuovo per lui, nel Regno Unito si è rivelato un fiasco.
Uscito lunedi’, fino ad ora ha venduto soltanto 7.000 copie.

Insomma, un vero flop per Robbie, abituato a debuttare ai primi posti delle classifiche.
Ora resta da vedere se anche l’album, “Rudebox ‘74″, in arrivo a fine ottobre, seguirà lo stesso destino del singolo. Siamo sicuri che in ogni caso Robbie sopravviverà.

Stadio di Wembley: gli interminabili lavori

Stadio di Wembley: gli interminabili lavori

http://goal.com
 
La FA sperava di poter riaprire lo stadio il prossimo maggio.
Secondo quanto scrive oggi il ‘Daily Telegraph’ ci sarebbero grossi problemi per l’apertura del nuovo stadio “Wembley” che potrebbe slittare addirittura al 2010 a causa di una battaglia legale in corso fra la Multiplex, l’azienda australiana incaricata della ristrutturazione, e la Wembley National Stadium Ltd. La FA sperava di poter riaprire lo stadio il prossimo maggio.

Brasile-Galles, ecco Marcelo

Brasile-Galles, ecco Marcelo

http://calcioblog.it

Marcelo Vieira da Silva Júnior, questo il nome completo del giovane Marcelo, è solo un ragazzino di 18 anni, uno dei tanti brasiliani cresciuti a pane e pallone.
Alto 1 metro e 74 centimetri per 73 chilogrammi di peso è uno degli esterni sinistri d’attacco attualmente più seguiti. Al calciatore che milita nel Fluminense (6 reti in 27 partite nella stagione in corso) sembra interessata la Roma, almeno stando a sentire le dichiarazioni rilasciate da Paulo Roberto Falcao in diretta tv. La grande prestazione nell’amichevole tra Brasile e Galles ha messo ancor più in risulto le qualità del ragazzo, la cui quotazione si aggira attorno ai 5 milioni di euro.

L’erede di Roberto Carlos? E’ ancora presto per dirlo. I grandi club sornioni attendono.
 

Da oggi l’ora di cucina nelle scuole

Da oggi l’ora di cucina nelle scuole 

http://ilgiornale.it
 
 
In Gran Bretagna scatta oggi l’operazione «cooking lessons». Non è il nome in codice di una nuova azione della polizia britannica, ma di un vero e proprio «corso di cucina», che si terrà in tutte le scuole. Gli studenti si cimenteranno ai fornelli con lezioni, teoriche e pratiche. Lo ha fatto sapere il ministero dell’Educazione, varando uno speciale programma che prevede corsi di «arte culinaria» negli istituti scolastici del Regno Unito.  «La nostra intenzione è quella di assistere alla rinascita dell’arte della cucina», ha detto un portavoce del governo, spiegando che il modulo prevede almeno 24 ore di lezioni di cucina per gli allievi delle scuole medie e superiori. I corsi non saranno obbligatori, ma dal 2008 tutte le scuole dovranno avere questa «offerta didattica» nei propri programmi di studio. Il ministero dell’Educazione, lanciando l’operazione «cooking lessons»,  mira anche a diffondere una cultura dell’alimentazione più sana ed equilibrata tra i giovani britannici che, secondo uno studio europeo, risultano tra i più a rischio di obesità e di disturbi legati a un’alimentazione scorretta. 
 

Edimburgo 2006-Regno Unito: un mockumentario sbanca Edimburgo

Edimburgo 2006 – Regno Unito: Un mockumentary sbanca Edimburgo

http://cineuropa.org

Sabato scorso, nel corso della cerimonia di premiazione dell’Edinburgh International Film Festival, la giuria, che comprendeva l’attore britannico John Hurt, la filmmaker danese Lone Scherfig, lo scrittore irlandese John Banville, il regista scozzese Michael Caton-Jones e la rocker Chrissie Hynde, ha assegnato il prestigioso Premio Michael Powell al Miglior Nuovo Lungometraggio Britannico al mockumentary rock Brothers of The Headdi Keith Fulton e Louis Pepe.

Il debutto alla regia della coppia autrice dell’acclamato documentario Lost In La Mancha aveva già raccolto ampi consensi sin dal suo lancio, nella sezione Panorama, alla scorsa Berlinale. Il film, sceneggiato da Tony Grisoni (Tideland) e prodotto da Simon Channing-Williams (The Constant Gardener) narra la vicenda dei fratelli siamesi Tom e Barry Howe, lanciati nell’universo musicale e rapidamente assurti al ruolo di ‘freaks’ sensazionali dell’ambiente hard-rock. Hanway Films si occupa delle vendite internazionali, e la distribuzione nel Regno Unito, da parte di Tartan Films, è fissata per il 6 ottobre.

London To Brighton, debutto alla regia di Paul Andrew Williams ha vinto invece il Premio ‘Skillset’ per i Nuovi Registi. Il film vede la partecipazione di star emergenti come Lorraine Stanley e Georgia Groome nei ruoli di una prostituta ed una ragazza in fuga, che lasciano Brighton nel disperato tentativo di salvare le loro vite. Ispirato dal corto del regista Royalty, presentato in numerosi festival nel 2001, il film è prodotto da Wellington Films e Steel Mill Pictures con il supporto dello UK Film Council. La pellicola verrà distribuita nel Regno Unito da Vertigo Films ed è venduta all’estero da Independent Film Sales.

Tra gli altri vincitori, Jake Clennell, che ha ricevuto il Premio al Miglior Documentario per The Great Happiness Space: Tale of an Osaka Love Thief ed il filmmaker statunitense Kevin Smith, vincitore del premio del Pubblico ‘Standard Life’ per la sua acida commedia Clerks II.

L’Inghilterra e’ la terra dei ‘Paperoni’

L’Inghilterra è la terra dei ‘Paperoni’

http://www.violanews.com

LA PREMIERSHIP inglese si sta trasformando in un supermercato di squadre per miliardari stranieri. E’ delle ultime ore la notizia che un nuovo consorzio di paperoni russi avrebbe organizzato la scalata di un altro club della serie A inglese, il West Ham, che potrebbe essere acquistato per ben 100 milioni di sterline, ovvero 150 milioni di euro, nei prossimi giorni. La società, attualmente in mani inglesi, ha appena acquistato due noti assi argentini, Javier Mascherano e Carlos Tevez, in un accordo a cifre stratosferiche inconsueto per il club ma raggiunto grazie all’intervento di Kia Joorabchian, un miliardario di origini iraniane che starebbe anche organizzando la cordata russa che vuole controllare il club. Il giovane e ambizioso Kia, che ha soli 35 anni, già detiene il 50% delle azioni del club brasiliano Corinthians e già l’anno scorso si era avvicinato al West Ham con un tentativo, poi fallito, di comprarlo per 70 milioni di sterline. Questa volta, l’offerta sarebbe sostanzialmente la stessa, con in più la disponibilità del consorzio di accollarsi anche i debiti e le spese della società, che ammontano a circa 30 milioni di sterline, per un totale di 100 milioni tondi (150 milioni di euro). Dietro le spalle di Kia ci sarebbero due pezzi grossi russi: Boris Berezovsky, 59 anni, che vive a Londra con lo status di rifugiato politico ed è ricercato dalla polizia russa per frode fiscale.
BEREZOVSKY è considerato un peso massimo della finanza russa e gode di grosse disponibilità di liquidi. E poi c’è il baffuto Badri Patarkatsishvili, 50enne originario della Georgia, titolare della Dinamo Tbilisi nonchè uno dei fondatori della Sibneft. Se il takeover del West Ham dovesse riuscire, questo porterebbe i russi ad un totale di 4 presenze in Gran Bretagna (3 in Inghilterra e 1 in Scozia) contro 2 americani. Infatti, oltre ad Abramovich e al suo “Chelski”, la premiership ha anche il giovane Alexander Gaydamak, che proprio un mese fa si è assicurato il pieno controllo del Portsmouth (prima ne aveva solo il 50% delle quote) e Vladimir Romanov agli Hearts of Midlothian (in Scozia).
GLI AMERICANI sono invece capeggiati dal clan di Malcolm Glazer, basato in Florida, che ha acquistato il Manchester United nel 2005 per qualcosa come 1.4 miliardi di dollari. A lui si è ora aggiunto Randy Lerner, finanziere innamorato dell’Aston Villa. Il “tycoon” americano sta infatti finalizzando l’offerta di ben 63 milioni di sterline (circa 95 milioni di euro) fatta negli scorsi giorni per acquisire pieno controllo del club. Di italiani invece per ora ce n’è solo uno: il milionario Gianni Palladini, presidente del Queens Park Rangers, una squadra di prima divisione (ovvero l’equivalente della serie B italiana) ma di grande promessa. Palladini è coadiuvato dall’ex-procuratore, Antonio Caliendo.

Obesita’: GB, elaborata Mappa con citta’ piu’ a rischio

Obesita’: Gb, Elaborata ‘Mappa’ Con Citta’ Piu’ a Rischio
Londra - (Adnkronos Salute) - Continua la lotta allobesità nel Regno Unito. Dopo che il Governo britannico ha incaricato il ministero della Salute di erigersi a ministero del fitness per tamponare laumento senza precedenti del numero di persone colpite dal problema, che in 3 anni ha interessato il 38% in più degli inglesi, gli analisti hanno stilato due classifiche che delineano la mappa delle città in cui è più o meno alto il rischio di obesità, grazie alla rilevazione dellIndice di massa corporea di 25.000 persone.

Dallo studio svolto dagli analisti della Dr Foster Intelligence è emerso che la probabilità di diventare oversize è più alta nella provincia inglese, soprattutto in città come Easington, vicino Newcastle, e Corby, nei pressi di Leicester, che rispettivamente hanno un tasso di rischio del 22 e del 21%. Di contro, nelle grandi città, forse proprio a causa della vita frenetica che si conduce, la percentuale di probabilità per i residenti di diventare obesi si riduce notevolmente. La capitale, Londra, è in vetta alla top ten delle città con più basso indice di obesità, seguita da Kensinghton e Chelsea, a pari merito, e Westminster. Lanalisi è stata svolta sulla base dei dati emersi dai resoconti trimestrali della Health Survey for England e della British Research Market Bureau, che hanno rilevato lindice di massa corporea di 25.000 britannici. Grazie al sistema di rilevazione del codice di avviamento postale sviluppato dalla società Experion si è potuto risalire alla residenza degli intervistati, e permettere così agli analisti della Dr Foster Intelligence di stilare le classifiche.

L’aborto nel Regno Unito

L’aborto nel Regno Unito

http://zenit.org

Dai dati ufficiali del 2005 risulta che in Inghilterra e Galles l’aborto è lievemente aumentato. Il numero totale degli aborti effettuati su donne residenti nelle due regioni è stato pari a 186.416, rispetto ai 185.700 dell’anno precedente, con un aumento dello 0,4%, secondo un comunicato del 4 luglio del Dipartimento della salute.

In aggiunta lo scorso anno vi sono stati 7.937 aborti praticati su donne non residenti in Inghilterra e Galles; la maggior parte donne provenienti dall’Irlanda. In questo modo il totale degli aborti raggiunge la cifra di 194.353. La maggioranza degli aborti, l’89%, riguarda gravidanze inferiori alle 13 settimane di gestazione; il 67%, inferiori alle 10 settimane. Vi sono stati poi 137 aborti relativi a gravidanze oltre la 24° settimana.

Nell’insieme il tasso di aborto si è attestato a 17 per 1.000 donne residenti tra i 15 e i 44 anni d’età. In termini di fasce d’età, il tasso d’aborto più alto, il 32,0 per 1.000, ha riguardato le donne tra i 20 e i 24 anni.

Il Governo, attraverso il Servizio sanitario nazionale ha pagato l’84% degli aborti praticati nel 2005. La maggioranza, il 79%, sono stati effettuati su donne single, una percentuale costantemente in crescita sin dal 1995, anno in cui era di circa due terzi.

“L’alta percentuale di aborti – il 66% – effettuati entro le prime nove settimane di gravidanza è una chiara dimostrazione, se ma i ve ne fosse stato bisogno, che l’aborto nel Regno Unito è un aborto a richiesta”, ha affermato Julia Millington della ProLife Alliance. “E il marcato aumento del numero degli aborti precoci rende difficile non dedurre che l’aborto viene considerato come un metodo contraccettivo”, ha aggiunto in un comunicato stampa del 4 luglio in cui commenta questi dati.

Un’altra preoccupazione che emerge dai dati riguarda gli aborti praticati su giovani ragazze. Nel 2005 vi sono stati 1.083 aborti su ragazze minori di 15 anni. Il Dipartimento della salute ha aggregato le statistiche degli ultimi tre anni relative agli aborti effettuati su ragazze minori di 14 anni. Nel 2003-2005 vi sono stati 33 aborti su ragazze minori di 13 anni e 409 aborti su ragazze tredicenni.

“È una vergogna che il Governo promuova la segretezza dell’aborto per le ragazze minorenni e insista nel volerne mantenere all’oscuro i genitori”, ha affermato John Smeaton, direttore nazionale della Society for the Protection for Unborn Children (SPUC).

Smeaton ha deplorato le pressioni esercitate nei confronti dei medici dirette a mantenere un’assoluta segretezza sugli aborti per le giovani ragazze. In un comunicato stampa della SPUC, del 5 luglio scorso, Smeaton afferma: “Il Dipartimento della salute sostiene erroneamente che ai medici venga richiesto, sulla base della legge e del codice di condotta deontologico, di dover usare alle bambine minori di 16 anni la stessa riservatezza prevista per le persone maggiori di 16 anni”.

Motivazione eugenetica

I dati ufficiali rivelano inoltre che 1.900 aborti sono stati effettuati in base alla parte “E” della legge, che consente l’aborto in caso di probabili malformazioni. Il dipartimento della salute ha rivelato che sono state riscontrate anormalità cromosomiche nel 39% dei casi “E”, e malformazioni congenite nel 45% dei casi.

La Sindrome di Down è stata riscontrata nel 22% di tutti i casi “E”, ed ha rappresentato l’elemento più comune nelle anormalità cromosomiche. Alcuni dati relativi agli aborti effettuati in base alla parte “E” non sono stati resi noti su base annuale per via dell’esiguo numero di casi riscontrati. Si tratta delle malformazioni congenite del labbro leporino e della palatoschisi, di cui nel periodo 2003-2005 ve ne sono stati 11 casi.

La questione dell’aborto in caso di palatoschisi era stata oggetto di grande attenzione nel 2004, quando la chierica anglicana Joanna Jepson aveva portato la polizia in tribunale nel vano tentativo di far condannare i medici responsabili dell’aborto di un embrione di 28 settimane affetto dalla patologia.

Un altro elemento che emerge dalle statistiche è il numero delle donne che hanno subito più di un aborto. In ciascuno degli anni 2003-2005, il 32% delle donne sottoposte ad aborto ne avevano avuto uno più o più di uno in precedenza. Questa percentuale è aumentata di circa il 28% sin dal 1995.

Aumenta l’aborto in Scozia

Le statistiche pubblicate di recente mostrano anche un aumento degli aborti in Scozia. Nel 2005 sono stati praticati 12.603 aborti, secondo la BBC del 24 maggio. Con un aumento di 142 unità rispetto all’anno precedente, ha raggiunto il più alto livello sin dalla sua legalizzazione nel 1967. Circa 3.304 aborti sono stati effettuati su donne e ragazze minori di 20 anni e, di queste, 341 hanno riguardato ragazze minori di 16 anni.

Commentando i dati sul Sunday Times del 28 maggio, Katie Grant ha osservato che l’aborto continua ad aumentare nonostante tutti i milioni di sterline spesi per i programmi di educazione sessuale e nonostante i contraccettivi siano largamente disponibili. L’aborto, ha osservato la Grant, “non è più utilizzato come un’opzione di ultima ratio, ma è sempre di più trattato esattamente come un’altra forma di contraccezione”.

L’azione pubblica contro l’aborto non migliora la situazione, ha aggiunto Grant. Tutto ciò che il Governo fa è continuare a promuovere l’educazione sessuale esplicita e distribuire preservativi, ha commentato. Questo significa continuare a ignorare le ferite emotive delle giovani ragazze derivanti dall’aborto. “Certamente si potrebbe sostenere che incoraggiare una ragazza minore di 16 anni ad abortire configuri una particolare forma di abuso”, ha osservato Grant.

A fronte degli alti livelli di aborto, alcuni hanno fatto appello per introdurre modifiche alla legislazione vigente. A giugno, il cardinale Cormac Murphy-O’Connor si è fatto portavoce di questa istanza, in occasione del suo incontro con il Segretario di Stato per la salute, Patricia Hewitt. L’Arcivescovo di Westminster ha sostenuto che fosse tempo per il Parlamento di rimettere mano all’Abortion Act del 1967, considerate le crescenti preoccupazioni per la frequenza e il numero degli aborti, secondo un comunicato stampa dell’Arcidiocesi, del 21 giugno scorso.

Durante l’incontro il Cardinale ha citato alcuni sondaggi che dimostrano che le donne britanniche vogliono una normativa maggiormente restrittiva per rendere più difficile l’interruzione volontaria di gravidanza.

“Non si tratta di una questione di natura esclusivamente religiosa”, ha affermato il cardinale Murphy-O’Connor. “È piuttosto una questione umana. L’aborto è la risposta sbagliata ai timori e alle insicurezze. Come società dobbiamo trovare il modo per sostenere le donne che si trovano a portare avanti una gravidanza indesiderata.

“La gente sa, forse istintivamente, che la bontà di una società non si misura con la sua ricchezza, ma per il modo in cui tratta le persone più indifese, quelle che non godono dell’attenzione pubblica”.

La preoccupazione di Blair

Il primo ministro britannico Tony Blair si è detto favorevole ad un dibattito sulla legge sull’aborto perché “preoccupato” per l’attuale situazione normativa, secondo il Sunday Times del 18 giugno. Blair ha espresso questa sua opinione dopo essersi incontrato con il cardinale cattolico e scozzese Keith O’Brien.

Ciò nonostante, “il Governo non ha in programma di modificare la legge sull’aborto”, ha affermato un portavoce del Dipartimento della salute, secondo quanto riportato il 21 giugno dalla BBC.

Il 3 luglio, la BBC ha riferito che più di 60 deputati britannici hanno firmato una mozione in cui si auspica una revisione della legge sull’aborto, considerati i progressi scientifici e medici che sono stati compiuti sin dalla sua approvazione nel 1967. Phil Willis, Presidente della Commissione sulla scienza e la tecnologia della Camera dei Comuni, ha affermato che la questione dovrebbe essere rivista, ritenendo che fosse incauto ignorare i mutamento delle circostanze.

Intanto, alcuni attivisti che hanno usato strumenti grafici per protestare contro l’aborto, come avviene più di frequente in altri Paesi, sono stati fermati dalle forze dell’ordine. Edward Atkinson, un settantenne antiabortista è stato arrestato e detenuto per quattro settimane per aver inviato per e-mail foto “offensive” di feti mutilati, secondo quanto riportato dal quotidiano Independent dell’8 maggio scorso. Le immagini mostrano mutilazioni e un feto senza testa.

Anche l’Ospedale Queen Elizabeth, obiettivo indiretto delle foto, ha punito Atkinson depennandolo dalla lista d’attesa per un intervento all’anca. Mostrare alla gente le immagini di quanto prodotto da una legge che consente l’uccisione di centinaia di migliaia di bambini non nati è, a quanto pare, troppo per la sensibilità britannica.

 

La polizia del Regno Unito negli Instant Messanger

La polizia del Regno Unito negli Instant Messenger

http://zone-h.it

Ieri il Child Exploitation and Online Protection  Centre (CEOP), la prima organizzazione nel Regno Unito impegnata nella lotta contro gli  abusi sui minori, ha annunciato una partnership con Microsoft per l’introduzione all’interno del Messenger   di un a sezione “report abuse” con lo scopo di fornire ai  bambini un modo per riportare immediatamente qualsiasi forma di comportamento sospetto.

Questo collegherà gli utenti del Regno Uniti direttamente con i servizi di polizia online per riportare eventuali  tentativi di contatto di natura sessuale cui i minori sono stati soggetti, durante le loro chiacchierate virtuali.

Il sito web riporta: “ la partnership di Microsoft’s con il Centro CEOP ha portato all’ introduzione di un elemento di ’safer-by-design’   nel più diffuso programma di Instant Messaging del regno Unito.

La scheda apparirà di default in una versione futura del software di Instant Messenger. Infatti questa è una mossa che viene dopo mesi di reports che, dall’inizio di quest’ anno,  hanno identificato negli abusi online sui minori uno dei maggiori problemi.

Ci si aspetterebbe che questa contromisura arrivasse  in primo luogo dagli Stati Uniti , dato che le investigazioni della Internet Watch Foundation (IWF) hanno trovato che negli Stati Uniti la situazioni sugli abusi online è peggiore, con più del 50% delle immagini online di abusi sui minori provenienti proprio dal mondo americano.

La realizzazione di un simile programma significa che il problema è grande e che i bambini non sono, forse, adeguatamente preparati riguardo al comportamento da tenere in caso di molestie..

Ci chiediamo solo perchè l’iniziativa è stata concepita come una applicazione che mette in comunicazione direttamente con la polizia, invece di coinvolgere prima, ad esempio, i genitori.

 

« Previous PageNext Page »